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VALLESE
09.10.20 - 19:330

Rissa in stazione: condannato a 12 anni

La tragedia per un pezzo di hashish. In carcere un 21enne portoghese

MARTIGNY - Un 21enne portoghese è stato condannato oggi a 12 anni di prigione per aver ucciso un altro giovane, di 22 anni, nel marzo 2018 alla stazione di Martigny (VS). La difesa farà appello.

I giudici del tribunale di Martigny hanno condannato il giovane a 12 anni di detenzione, ai quali si aggiungono dieci mesi per lesioni semplici dovuti a un precedente caso avvenuto due mesi prima della vicenda. Dopo aver scontato la pena sarà espulso dalla Confederazione per dieci anni.

La Corte è andata ben oltre rispetto a quanto chiesto dal procuratore: il ministero pubblico aveva infatti richiesto dieci anni di prigione per omicidio intenzionale, l'espulsione dalla Svizzera per dieci anni e mille franchi di multa. L'imputato era in possesso di un permesso B al momento dei fatti. Il giovane parla portoghese, ha famiglia nel Paese iberico e questa mattina non si è opposto a una possibile espulsione.

Il 16 marzo 2018, attorno alle 19.00, c'è stata una lite fra un gruppo di persone a causa di un pezzo di hashish. L'allora 19enne, che conosceva la vittima, ha accoltellato il 22enne alla gola ed è fuggito, costituendosi il giorno dopo. Nonostante l'intervento di un medico di passaggio alla stazione e in seguito dei soccorsi, per il giovane - giunto dall'Africa nel 2006 - non c'è stato nulla da fare.

Il tribunale ha ritenuto che questo tragico 16 marzo 2018, il giovane si è immischiato in una disputa che non lo riguardava e «ha provocato la vittima». Quando nulla gli ha impedito di andarsene, ha estratto un coltello, «non lasciando alla vittima alcuna possibilità di uscirne», ha indicato il presidente del tribunale Florent Boissar giudice alla lettura della sentenza. «La colpa è molto grave», ha aggiunto il giudice, rivolgendosi al 21enne.

La legale dell'imputato, Basile Couchepin, all'agenzia Keystone-ATS ha indicato che farà ricorso contro la sentenza. «La corte non ha tenuto conto di molte testimonianze in sua difesa. La mia sensazione è che questo sia un verdetto dettato dall'emozione», ha detto l'avvocato.

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