Keystone
ZURIGO
07.10.20 - 10:390

La mascherina toglie il fiato ai negozi, non ai supermercati

Una ricerca ha analizzando i dati di pagamento con carte di credito.

L'esperienza di Zurigo può essere utile per capire gli effetti dell'uso delle mascherine sugli affari.

ZURIGO - L'introduzione dell'obbligo della mascherina nei supermercati di Zurigo ha portato inizialmente a una flessione dei clienti e del fatturato, ma con il trascorrere delle settimane l'effetto è quasi sparito. Diversa è invece l'evoluzione negli altri negozi, che si vedono confrontati con perdite di fatturato che perdurano.

È quanto emerge da un'analisi dei dati di pagamento con carte bancarie di cui riferisce oggi la Neue Zürcher Zeitung (NZZ). La ricerca ha confrontato la situazione prima e dopo l'introduzione dell'imposizione di coprire bocca e naso, come pure l'andamento degli affari in due altre regioni dove l'ingresso ai negozi avviene senza limitazioni, vale a dire la Svizzera orientale o la Svizzera centrale. Quest'ultimo paragone serve a correggere effetti estranei: per esempio il fatto che l'introduzione dell'obbligo a Zurigo è avvenuto alla fine di una bella estate, in condizioni che tendenzialmente allontanano la gente dai punti vendita, mentre dopo la meteo è cambiata.

Per quanto riguarda i supermercati, nei 10 giorni successivi alla messa in vigore della decisione dell'autorità - era giovedì 27 agosto - le transazioni a Zurigo sono calate del 6% rispetto ai 10 giorni precedenti. Nelle altre due regioni non vi sono stati invece mutamenti. Con il trascorrere del tempo però lo scarto si è appiattito: alla fine di settembre era solo rispettivamente del 2% (confronto con la Svizzera centrale) e del 3% (Svizzera orientale).

Un quadro analogo emerge in relazione al fatturato: all'inizio i supermercati zurighesi hanno dovuto sopportare una flessione compresa fra il 2 e il 6%. A fine settembre le differenze sono però praticamente scomparse: nei confronti della Svizzera centrale si registra addirittura un lieve avanzo.

Secondo la NZZ i dati suggeriscono che i clienti si siano in larga misura abituati all'obbligo della mascherina. Anche perché difficilmente si può evitare di andare al supermercato: così, dopo un primo shock iniziale, si arrangiano con la situazione.

Quasi nessuna assuefazione emerge invece nel resto del commercio al dettaglio, che comprende ad esempio negozi di vestiti, gioiellerie o fiorai. Dopo l'introduzione dell'obbligo sia l'afflusso che le vendite sono diminuite del 4-9% rispetto alla Svizzera orientale e centrale. Tuttavia, a differenza dei supermercati, queste differenze si sono ridotte solo leggermente nel tempo. A fine settembre erano ancora compresa tra il 2% e l'8%.

Stando alla NZZ l'esperienza di Zurigo può essere utile per i politici e i cittadini, sia in Svizzera che all'estero. A livello internazionale vi sono infatti poche informazioni affidabili sugli effetti che le mascherine hanno sull'andamento degli affari. Finora i ricercatori non hanno quasi mai affrontato il tema: uno dei motivi è che gli effetti sono difficili da misurare, quando l'obbligo viene introdotto contemporaneamente in un intero paese.

Sempre secondo la Neue Zürcher Zeitung diventa in quest'ambito visibile un punto di forza del federalismo elvetico. Il fatto che i cantoni possano agire in modi diversi permette di condurre esperimenti su piccola scala: è in tal modo possibile valutare meglio le conseguenze delle diverse strategie di lotta contro il Covid-19. «L'esperimento di Zurigo dimostra che la mascherina obbligatoria comporta perdite per le imprese, ma che queste non sono elevate e che in alcuni casi sono solo temporanee», conclude la testata.

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