Keystone
SVIZZERA
28.09.20 - 11:240
Aggiornamento : 17:30

L'ex tassista ai vertici della Seco

Boris Zürcher ha fatto una carriera fuori dal comune. Oggi guida la Divisione lavoro a Berna. Lo abbiamo intervistato

BERNA - Tempi duri per gli apprendisti. Il Covid ha sforbiciato i posti di tirocinio in Svizzera, e in particolare il Ticino. Il volto preoccupato di Berna è quello di Boris Zürcher, direttore della divisione lavoro della Seco, che di recente ha rilanciato l'allerta

Il momento è «delicato» conferma il 56enne in un'intervista a tio.ch/20minuti. «Ma rimango ottimista». Viene da credergli perché - cosa che pochi ai piani alti della Confederazione possono dire - anche lui ci è passato. Prima di fare carriera è stato tassista, fattorino, apprendista disegnatore industriale. Un'esperienza in salita, di cui non si vergogna per niente.

Dottor Zürcher, sono tempi duri per gli apprendisti. Lei ci è passato: non è sempre stato un economista. 
«È vero. Ho un certificato federale di capacità come disegnatore industriale. Dopo le scuole dell'obbligo, feci domanda a diverse aziende. Per mia fortuna ho potuto scegliere tra diverse offerte, cosa che al momento non è più scontata»

Nel complesso, che ricordo ha di quell'esperienza?
«Sono stati quattro anni importantissimi. Mi hanno insegnato la resistenza e la pazienza, e a tener fede alle proprie scelte»

Poi però ha cambiato strada. 
«È andata così. I miei voti a scuola non erano abbastanza buoni per frequentare una scuola superiore, o un liceo. L'apprendistato è stata un'opzione valida. In realtà da grande volevo diventare pilota di aerei, quindi mi era chiaro che avrei fatto un apprendistato in ambito tecnico-industriale. Poi però non ho passato la selezione per entrare nell'aviazione militare». 

Il sogno non è decollato. 
«Capita. Ho dovuto aprirmi a nuove strade. Ho fatto la maturità federale, e poi mi sono trovato di fronte a un altro bivio. All'università all'inizio volevo iscrivermi a fisica. Però ero anche molto interessato alla storia e alla sociologia. Alla fine ho scelto economia». 

Una scelta laboriosa. 
«Era un buon compromesso, con una combinazione interessante di scienze sociali e approccio scientifico» 

Riprendere gli studi è stato difficile?
«Ho lasciato la casa dei miei genitori a 19 anni, e da allora mi sono dovuto mantenere da solo. Ho sempre fatto lavori part time durante gli studi: il tassista, l'autista di consegne a domicilio. Nelle pause estive, di solito tornavo alla mia professione di disegnatore industriale, che mi fruttava bei soldi. Da ragazzo non mi preoccupavo molto del futuro». 

La sua carriera successiva in ambito accademico dimostra che, a volte, cambiare idea è una buona idea. 
«C'è anche bisogno di fortuna. Ma come dice il proverbio, la fortuna arriva quando sei pronto. Non ho mai avuto un progetto di carriera ben definito, ma sono sempre rimasto aperto alle opportunità. A muovermi non era tanto l'ambizione, ma il senso del dovere, direi. È sempre meglio non montarsi la testa». 

Lei ha figli?
«Sono padre di due ragazzi»

Che consiglio darebbe ai giovani che si trovano, oggi, a entrare nel mondo del lavoro?
«Odio dare dei consigli ai miei figli su cosa fare da grandi. Perché odiavo quando mio padre ne dava a me. La mia responsabilità è di assicurare che possano raggiungere il loro potenziale. È l'unica cosa che chiedo loro. Non dissipare le loro risorse, ma raggiungere il loro potenziale». 

In Svizzera c'è sempre più richiesta di profili professionali "alti" e molto formati. Questo riflette uno spostamento dell'economia, dal settore industriale a quello dei servizi. Anche la sua carriera sembra rispecchiare questo spostamento. 
«Oggi i diplomati che frequentano le università o le scuole universitarie professionali sono in crescita, e sono in percentuale molti di più rispetto ai miei tempi. Ma poter beneficiare di una formazione d'eccellenza è un privilegio». 

Crede che la Confederazione dovrebbe investire di più negli apprendistati, e nella formazione di base?
«Il settore pubblico spende già una considerevole quota di risorse nell'educazione. Più soldi investiti negli apprendistati potrebbero scoraggiare l'iniziativa da parte del settore privato».

La disoccupazione tra i giovani tra i 14 e i 25 anni è peggiorata molto in Svizzera negli ultimi mesi. Lei ha parlato di «uno dei trend peggiori degli ultimi anni».
«Penso che la situazione sia temporanea. Le cose miglioreranno sicuramente. Una crisi come quella che stiamo attraversando rappresenta anche nuove opportunità. Per i giovani, ad esempio, è un'occasione per proseguire negli studi oppure seguire dei corsi di formazione vicini ai propri interessi personali». 

In Ticino, le difficoltà per gli apprendisti in cerca di un impiego sono maggiori rispetto al resto della Svizzera. L'offerta è calata del 12 per cento a maggio (rispetto alla media nazionale del 4 per cento). Il Consiglio di Stato però è ottimista. 
«Il Canton Ticino è stato certamente colpito maggiormente dalla crisi del Covid. Per questo motivo, non sorprende che per riprendersi l'economia impiegherà un po' di più. Ma non c'è ragione di perdere l'ottimismo per il futuro». 

Città come Locarno hanno fatto sforzi per incentivare le aziende ad assumere apprendisti. Alcuni partiti hanno chiesto un maggiore intervento da parte del Cantone. Lei cosa ne pensa?
«Incentivare le assunzioni è sicuramente importante. Tuttavia, ancor più importante è convincere le aziende del fatto che formare apprendisti è un vantaggio anche per loro. Richiede dello sforzo, ma alla fine conviene». 

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
TURGOVIA
5 min
Stadler firma un contratto in Portogallo, fornirà 22 treni
L'accordo siglato con la società di trasporti pubblici Comboios de Portugal ha un valore di 170 milioni di franchi
SVIZZERA
1 ora
Dow cancella più di 100 posti di lavoro a Horgen
A molti dipendenti verrà offerto il trasferimento in un'altra sede, ha fatto sapere il produttore chimico Usa
BERNA
1 ora
Trovato un altro corpo senza vita a Interlaken
Le circostanze che hanno portato alla morte dell'uomo non sono state del tutto chiarite
ZURIGO
1 ora
Quasi mille nuovi casi di coronavirus in 24 ore
Complessivamente sono 99 le persone ricoverate in ospedale.
VALLESE
2 ore
Trovato morto in fabbrica
È stata avviata un'inchiesta su un incidente sul lavoro avvenuto lunedì in un'azienda vallesana
SVIZZERA
3 ore
Cervi contro le auto: 50 milioni di danni
Gli incidenti con animali selvatici in Svizzera costano cari alle assicurazioni. I dati di Axa
SVIZZERA
3 ore
«Senza risultati, mercoledì prossimo misure ancora più severe»
«La situazione si sta degradando rapidamente e bisogna dirlo in modo chiaro», ha detto Alain Berset davanti alla stampa.
SVIZZERA
4 ore
Premi di cassa malati, il Governo presenta la sua soluzione
Per il Consiglio federale l'iniziativa "per premi meno onerosi" non tiene conto dei costi, ma solo dei sussidi.
SVIZZERA
6 ore
Raddoppiano contagi e ricoveri, aumentano i morti
La percentuale dei tamponi effettuati ieri risultati positivi è del 19,8%.
SVIZZERA
7 ore
Brivido nei cieli: gli F/A-18 non potevano vedere l'elicottero
Sono terminate le indagini relative a un pericoloso avvicinamento che ha avuto luogo nel 2018 sopra il lago di Zurigo
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile