Keystone
Miséricorde, uno degli stabili dell'Università di Friborgo.
SVIZZERA
09.09.20 - 12:150

Le università svizzere si preparano al nuovo semestre

Presenza alternata e uso della mascherina sono solo alcune delle misure introdotte.

Quasi tutti gli istituti proporranno streaming, podcast e videoconferenze. Obiettivo: proteggere la salute senza rinunciare alla qualità dell'insegnamento.

BERNA - Le università elvetiche riprenderanno lunedì prossimo i corsi: per il semestre autunnale i vari atenei hanno adottato diverse misure per far fronte al Covid-19, tra cui la presenza alternata degli studenti e l'uso della mascherina.

A partire dal 14 settembre streaming, podcast e videoconferenze saranno all'ordine del giorno in tutti gli istituti universitari della Confederazione, così come il rispetto della distanza minima, l'utilizzo della mascherina durante gli spostamenti all'interno degli edifici e i disinfettanti all'entrata. Le misure di protezione attuate variano però notevolmente a seconda degli atenei. L'obiettivo è di proteggere gli studenti e il personale, ma anche di garantire un contatto personale tra gli universitari e i professori.

Friburgo - All'Università di Friburgo, molto frequentata dagli studenti ticinesi, i corsi saranno perlopiù in presenza e l'utilizzo della mascherina sarà obbligatorio per entrare negli edifici universitari, così come nelle mense e nelle caffetterie. Oltre a ciò, sarà messo in atto un sistema di tracciamento.

Le regole variano però a seconda della facoltà: gli studenti di diritto si recheranno alle lezioni in modo alternato, mentre coloro che sono iscritti alle facoltà di scienze e medicina dovranno presumibilmente indossare la mascherina anche durante i corsi. «Per consentire alle persone particolarmente vulnerabili di seguire i loro studi, saranno offerte anche modalità di apprendimento a distanza», indica l'ateneo friburghese sul suo sito web.

Zurigo e San Gallo - Gli oltre 28'000 studenti dell'Università di Zurigo (UNIZH) seguiranno i corsi principalmente in forma ibrida, ovvero in presenza e tramite video. Oltre all'insegnamento in aula saranno infatti disponibili streaming, podcast o videoconferenze.

Anche all'UNIZH e al Politecnico federale (ETH) si dovrà indossare la mascherina durante gli spostamenti e all'interno dei vari stabili universitari, mentre non è necessaria all'esterno. Si raccomanda tuttavia di rispettare la distanza sociale.

La forma ibrida sarà all'ordine del giorno anche per gli universitari iscritti a San Gallo. Attualmente si sta svolgendo la "StartWeek" per i nuovi studenti, la quale implementa già alcune misure - distanza, mascherine e numero limitato di persone in classe - che saranno in vigore durante il semestre.

EPFL e UNIL - A Losanna, gli studenti dell'università (UNIL) e del Politecnico federale (EPFL) - che in totale raggiungono circa 28'000 iscritti - potranno recarsi al campus solo un giorno su tre, mentre negli altri due giorni verrà garantito l'insegnamento a distanza. Tale sistema permetterà di diminuire di due terzi il numero di persone presenti negli edifici universitari, garantendo tuttavia un contatto fra professori e alunni. Ciò, spiega il vice-rettore dell'UNIL Benoît Frund, anche per permettere ai nuovi iscritti di ambientarsi e per fornire a tutti un accesso equo ai corsi in presenza. Tuttavia, alcuni seminari con pochi iscritti non saranno interessati da questa misura.

Per facilitare il processo, agli studenti sono stati attribuiti gettoni virtuali di tre colori diversi che saranno validi per tutto il semestre: ad esempio, se a un universitario è stato assegnato un gettone giallo, esso potrà recarsi al campus solo nei giorni indicati con quel colore.

Come nelle altre università elvetiche, la mascherina protettiva sarà obbligatoria durante gli spostamenti negli edifici, in biblioteca o nelle caffetterie. Può essere rimossa solo una volta seduti e solo se è possibile garantire la distanza di 1,5 metri tra le persone. L'obiettivo è di evitare una nuova chiusura totale del campus come avvenuto lo scorso semestre, sottolinea Frund in un'intervista pubblicata sul sito dell'UNIL.

Lucerna e Berna - Le mascherine devono essere indossate anche in tutte le sedi dell'Università di Lucerna (UNILU). Quest'ultima precisa tuttavia che esistono delle eccezioni, ad esempio per i docenti - se possono mantenere la distanza minima - e anche negli uffici a determinate condizioni. I corsi dell'UNILU si svolgeranno anche online oppure in forme ibride, in cui alcuni studenti seguiranno le lezioni da casa.

A Berna già questa settimana si è avuto un assaggio di quella che sarà la vita universitaria nel semestre autunnale: le giornate introduttive per gli studenti dell'Università si sono svolte in modo decentralizzato e in parte in forma digitale. In linea di massima, tuttavia, nella Città federale si punta sull'insegnamento in presenza anche se per ogni corso è disponibile un "Piano B" con lezioni interamente online.

Neuchâtel e Ginevra - A Neuchâtel, gli studenti si recheranno all'università solo una settimana su due: a fine settembre le diverse facoltà potranno in seguito rivalutare la situazione e adottare misure.

Per garantire la distanza in classe ci saranno due colori distinti sulle sedie: il verde indica che ci sono almeno 1,5 metri di spazio fra una e l'altra, mentre il giallo impone l'obbligo della mascherina.

Ginevra va invece controcorrente: nessuno studente sarà obbligato a seguire corsi a distanza, sebbene vi sia la possibilità. Gli scambi tra studenti e professori sono infatti giudicati «estremamente importanti», ritiene il rettore Yves Flückiger. Toccherà ai singoli professori dare indicazioni sull'uso della mascherina se la distanza non può essere rispettata.

Anche l'USI è pronta a ripartire con alcune modifiche organizzative.

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