Keystone
SVIZZERA
13.08.20 - 14:480

Tanti turisti svizzeri, ma non bastano

I pernottamenti sono in calo del 27%, stando al bilancio intermedio estivo tracciato da Svizzera Turismo.

Le regioni alpine se la cavano tutto sommato bene, male le città. E le previsioni per l'autunno non sono per nulla rosee.

BERNA - Tanti svizzeri in montagna, che non riescono però a compensare la mancanza di turisti stranieri e la debolezza della domanda nelle città: si presenta così un primo bilancio intermedio della stagione estiva tracciato da Svizzera Turismo (ST), che stima a -27% il calo dei pernottamenti in albergo. Le prospettive per l'insieme dell'anno sono preoccupanti.

Per quanto riguarda le regioni alpine, gli ospiti svizzeri mostrano una rallegrante crescita delle notti in hotel del 37% (su base annua) nei mesi luglio-agosto, informa l'organizzazione di promozione del turismo elvetico in un comunicato odierno. Concretamente questo significa un milione di pernottamenti in più dello stesso periodo del 2019.

Le tradizionali destinazioni alpine sono più amate che mai dai viaggiatori elvetici, sia nelle escursioni giornaliere che in puntate più lunghe. Questo boom sta attirando anche persone che prima non avevano mai fatto vacanze estive in montagna. Molti di questi turisti quando si fermano si trattengono più a lungo e pagano di più di quanto non abbiano fatto in passato. Si nota anche un forte flusso attraverso le regioni linguistiche.

Rimane invece limitata la domanda estera di vacanze estive in montagna nella Confederazione. Nonostante i primi afflussi dai paesi confinanti e dall'area del Benelux gli operatori si aspettano un calo di almeno il 44%, 1,3 milioni di pernottamenti in meno. Gli svizzeri non sono in grado di compensare questo crollo: si prospetta quindi un -5% per le regioni alpine, afferma ST sulla base di un'indagine condotta nel ramo a livello nazionale presso le destinazioni turistiche e le principali funivie.

Si sente inoltre l'assenza dei turisti d'oltremare, che spesso preferiscono le vacanze negli agglomerati. E anche il turismo d'affari e congressuale è ancora largamente assente, complici gli eventi cancellati a causa della pandemia. La situazione per gli operatori turistici delle città risulta perciò difficile: la domanda straniera è scesa del 63%, mancano cioè oltre 2,5 milioni di pernottamenti nella sola estate. In alcune località di medie dimensioni, tuttavia, gli ospiti svizzeri sono stati decisamente più numerosi. Anche in questo caso spesso provenivano da un'altra regione linguistica e avevano a disposizione un budget giornaliero più elevato rispetto all'anno scorso.

Stando agli ultimi dati di Svizzera Turismo mancano così attualmente - in città e in montagna - 3,2 milioni di pernottamenti in hotel da giugno ad agosto: si tratta di una contrazione del 27% in confronto al 2019.

Riguardo alle prospettive per l'autunno, gli enti turistici e gli operatori di tutto il paese appaiono molto preoccupati e prudenti. A causa delle grandi incertezze causate dal coronavirus viene ritenuto difficile o impossibile avanzare previsioni. L'attuale situazione delle prenotazioni si presenta peraltro molto debole ed è molto diffuso il timore di ulteriori forti cali delle presenze.

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