Keystone
SVIZZERA
28.07.20 - 11:380
Aggiornamento : 14:24

Situazione meno critica del previsto per medici e ospedali

Stando a un'analisi dei costi, il danno finanziario dovuto al covid-19 sarebbe in realtà limitato.

La pandemia non dovrebbe quindi far aumentare i premi di cassa malati.

BERNA - I mancati guadagni per medici e ospedali imputabili alla pandemia di coronavirus potrebbero essere meno importanti del previsto. A dirlo è un'analisi dei costi di base degli assicuratori eseguita dalla NZZ sulla base di dati ancora freschi, da cui risulterebbe inoltre che la pandemia non dovrebbe far rincarare i premi dell'assicurazione malattia di base.

Il 22 maggio scorso, l'associazione H+ Gli ospedali Svizzeri aveva lanciato un grido d'allarme: sulle base di stime, sosteneva che il danno finanziario per ospedali e cliniche dovuto al Covid-19, unito al divieto di eseguire trattamenti ordinato dal Consiglio federale per arginare la diffusione del virus, potrebbe oscillare entro la fine dell'anno tra 1,7 e 2,9 miliardi di franchi.

Per questo H+ chiedeva che i costi supplementari e le perdite di utili venissero compensati dalla Confederazione, dai Cantoni e dagli assicuratori. Alcuni Cantoni, come i Grigioni e Berna, sono effettivamente corsi ai ripari. Ad essere toccati dalla situazione sarebbero anche studi medici e altri professionisti della salute, come i fisioterapisti.

Assicuratori: costi stabili - Da un'analisi dei dati riguardanti gli assicuratori di base risultano in effetti perdite dovute allo stop degli interventi non urgenti durante il semi confinamento, ma i mancati guadagni sarebbero inferiori a quanto pronosticato da medici e ospedali. Insomma, i costi non sarebbero saliti, ma nemmeno scesi. Il risultato? Uno zero, almeno per i primi sei mesi dell'anno.

Tuttavia, il quotidiano zurighese mette in guardia: le statistiche mensili vanno prese con le pinze, poiché passa sempre del tempo prima che le fatture arrivino agli assicuratori. Nel maggio 2020, i costi per assicurato ammontavano in media a 287 franchi a fronte dei 349 franchi dell'anno precedente. Sarebbe proprio il mese di maggio il "responsabile" della stabilità dei costi, ossia della crescita "zero". Per giugno, i dati registrano costi in ascesa rispetto allo stesso mese del 2019. Dal 27 di aprile, con l'allentamento delle misure di contenimento, la macchina "sanitaria" si è rimessa in moto.

Fisioterapisti i più "danneggiati" - Anche in questo caso è importante fare dei distinguo, sottolinea il foglio zurighese. Il divieto di eseguire trattamenti non urgenti ha toccato in modo differenziato le varie professioni sanitarie: a farne le spese, in particolare, sono stati i fisioterapisti, che in media lamentano una contrazione dei ricavi dell'8%.

Una cifra che il giornale giudica comunque «sorprendentemente bassa» se si considera che il lockdown ha interessato quasi un quarto dei primi sei mesi dell'anno. Ciò significa, per la NZZ, che questa categoria è riuscita nonostante tutto ad offrire almeno in parte delle prestazioni, facendo capo anche ad indicazioni fornite a distanza (video).

Medici: calo del 4%, ma anche di più - Gli studi medici, secondo i dati esaminati dal giornale, avrebbero subito in media un calo del fatturato del 4%. La federazione dei medici svizzeri FMH fa però notare che la diminuzione delle visite mediche durante il semi confinamento, specie per il mese di aprile, non è ancora stato registrato completamente e che tale flessione potrebbe quindi risultare più marcata.

Secondo l'FHM, la diminuzione dei ricavi è stata del 6%, una cifra che potrebbe essere anche più alta a seconda della specializzazione, in particolare per quei medici obbligati ad annullare interventi nei rispettivi ambulatori perché non considerati urgenti.

Ospedali: ricavi praticamente invariati - Per i nosocomi, i ricavi nei primi sei mesi sia a livello ambulatoriale che stazionario sarebbero rimasti praticamente uguali rispetto ai primi sei mesi del 2019. Si tratta ancora, secondo l'estensore dell'articolo, di un risultato "sorprendente" alla luce delle profezie di diversi direttori d'ospedale che hanno parlato di perdite milionarie se non peggio.

L'economista della salute Christoph Kilchenmann di Santésuisse spiega questo fenomeno col recupero dell'attività dopo la fine del semi confinamento, ma anche col fatto che il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 ha permesso, almeno a quelle strutture che li hanno accolti, di compensare i mancati guadagni per il differimento dei trattamenti in altri settori. Gli ospedalizzati sono stati circa 4 mila, con costi per i casi più gravi fino a 120 mila franchi a persona.

Le cifre degli assicuratori di base non dicono però nulla sui pazienti privati, una settore assai lucrativo secondo il quotidiano. È assai probabile che le operazioni o i trattamenti non eseguiti abbiano provocato effettivamente effetti negativi sui bilanci di alcune strutture. Gli ospedali stimano mancate entrate fino a 3 miliardi.

Farmacisti, un periodo "fasto"? - Per quanto attiene alle farmacie, il quadro è invece positivo, in contrasto a quanto affermato a metà aprile Fabian Vaucher, presidente di Pharmasuisse, secondo il quale un farmacista su tre temeva per la sopravvivenza della propria attività. Nel contempo, però, le farmacie online stavano sperimentando un boom: molte persone hanno preferito farsi consegnare i medicinali direttamente a domicilio.

I dati delle casse malattia mostrano che il 2020, almeno finora, è un anno buono per questa categoria: il fatturato, grazie soprattutto ai mesi di marzo e aprile, è cresciuto in media su un anno del 5%.

Kilchenmann sospetta l'esistenza di un legame tra l'evoluzione della pandemia e questi dati: pensiamo che molti pazienti abbiano fatto scorta di farmaci onde evitare di rimanere a secco. Qualora ciò risultasse esatto, non è quindi detto che le vendite possano scendere nella seconda parte dell'anno.

Positivo per gli assicurati - Se la tendenza osservata finora dagli assicuratori dovesse confermarsi, ossia né un aumento né una diminuzione dei costi, per gli assicurati è una buona notizia.

Benché Kilchenmann non escluda un incremento delle spese entro la fine dell'anno, tale aumento dovrebbe essere meno pronunciato rispetto agli anni passati. La pandemia di coronavirus non dovrebbe quindi tradursi in un aumento dei premi malattia.

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