Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
24.07.20 - 15:110

La svolta ambientale dei radar fissi: riducono il rumore

Il Dipartimento delle costruzioni di Zurigo dovrà riesaminare il progetto sulla Glattalstrasse a causa di un ricorso

LOSANNA - I radar fissi contribuiscono a ridurre il rumore stradale. Il Tribunale federale ha dato ragione a un proprietario di immobili di Rümlang, nella periferia di Zurigo, che ha fatto ricorso contro le autorità cantonali per non aver preso in considerazione questa possibilità.

Il ricorso del proprietario si riferiva al piano per la riduzione del rumore sulla strada in questione - la Glattalstrasse - elaborato nel 2018 dal Dipartimento cantonale delle costruzioni. La richiesta di posare dei radar fissi per far rispettare il limite di 50 km/h era stata respinta dalle autorità cantonali.

Il Dipartimento cantonale sosteneva in particolare che la competenza per la posa dei radar spetta alla polizia, mentre il Tribunale amministrativo aveva sottolineato che i radar fissi sono in primo luogo un strumento per aumentare la sicurezza, e non per raggiungere obiettivi di tipo ambientale.

I giudici di Losanna sono invece arrivati alla conclusione che le riduzioni di velocità e i relativi controlli sono idonei a ridurre il rumore stradale. Lo dice infatti anche l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

Per il TF, l'installazione di apparecchi radar non poteva essere semplicemente ignorata perché la responsabilità era di un altro dipartimento. In caso contrario, per motivi organizzativi, le misure previste dal diritto ambientale verrebbero vanificate, pregiudicando così il diritto federale.

La decisione della massima istanza giudiziaria obbliga ora il Dipartimento cantonale delle costruzioni a riesaminare il progetto. Per quanto riguarda i costi dei radar, il TF ha ordinato al Cantone di verificare se durante il loro esercizio potranno autofinanziarsi. Le misure per ridurre il rumore - si legge nella sentenza - non devono essere solo tecnicamente possibili, ma anche economicamente sostenibili.

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