Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
22.07.20 - 13:390

A qualcuno non piacciono gli aiuti per il trasporto pubblico

Per l'Astag si tratta di un approccio «profondamente ingiusto» e «prematuro», che oltretutto crea discriminazioni

BERNA - Il credito di 800 milioni di franchi che la Confederazione intende utilizzare per ammortizzare le perdite finanziarie dei trasporti pubblici dovuti alla pandemia non piace all'Associazione dei trasportatori stradali (Astag) che lo ritiene discriminatorio nei confronti delle imprese private. La proposta, in consultazione fino a oggi, ha generalmente riscosso commenti positivi fra i partiti, a eccezione dell'UDC e del PLR.

Oltre agli aiuti per i trasporti pubblici e il traffico merci su rotaia, il Consiglio federale intende anche aumentare notevolmente il massimale di credito per le FFS. Per l'Astag questo approccio è «profondamente ingiusto». Durante la fase di semi-confinamento, l'approvvigionamento della popolazione è stato garantito soprattutto dal trasporto stradale, afferma l'associazione. A suo avviso il trasporto privato di merci e di persone su strada deve quindi essere incluso nel pacchetto di misure della Confederazione. Concretamente, l'Astag chiede misure di sostegno per le imprese che si trovano direttamente o indirettamente in una situazione critica a causa delle restrizioni imposte dalle autorità per contrastare il diffondersi del virus.

La Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) vuole invece un sostegno finanziario anche per il trasporto locale. A suo parere, il governo federale dovrebbe farsi carico di un terzo delle perdite, indipendentemente dalle somme in gioco. Per il Consiglio federale, il trasporto locale invece è di competenza dei comuni. Inoltre, la CTP è del parere che il personale dei trasporti pubblici abbia in linea di principio diritto a un compenso per il lavoro a orario ridotto e chiede una prassi uniforme in tutto il paese.

La proposta governativa non piace a UDC e PLR. I democentristi accettano la decisione del Parlamento di elaborare una base giuridica, ma respingono il sostegno finanziario, che definiscono «frettoloso», e le misure previste.

Anche il PLR considera prematuri gli aiuti. Per il trasporto pubblico, il Consiglio federale ha escluso l'idea di concedere prestiti visto che in questo settore non si possono realizzare profitti. I liberali radicali chiedono quindi che vengano cambiate le condizioni di base: se riuscissero a realizzare un guadagno, le imprese potrebbero accumulare capitale e utilizzarlo per coprire i disavanzi, di conseguenza i contribuenti non sarebbero chiamati alla cassa.

Il PS accoglie con favore le misure, ritiene però che il sostegno al trasporto pubblico debba essere esteso anche al mantenimento dei posti di lavoro. I socialisti, come pure il PPD e i Verdi, deplorano il fatto che il traffico turistico non sia incluso nel pacchetto anche se impianti di risalita, battelli e altri mezzi di trasporto hanno dovuto interrompere l'attività per due mesi e mezzo.

Per il PPD, dato che il trasporto pubblico non deve generare profitti e non può quindi compensare le perdite, il finanziamento federale risulta adeguato. Il partito ritiene che obbligare le aziende del settore a ricorrere alle riserve per coprire le perdite non farebbe che spostare il problema, senza risolverlo.

Dello stesso parere anche i Verdi. Gli ecologisti criticano inoltre il mancato sostegno per il traffico a lunga percorrenza. Se le ferrovie utilizzassero le entrate del traffico a lunga percorrenza per coprire le perdite non avrebbero fondi per le innovazioni.

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