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Alain Berset durante una conferenza stampa del Consiglio federale (foto d'archivio)
BERNA
23.06.20 - 08:360
Aggiornamento : 10:34

È l'ora delle polemiche. Berset: «Del virus sapevamo poco»

Il consigliere federale torna sulle critiche all'operato del governo: all'inizio dell'epidemia si sapeva poco sul virus.

Fonte 20 Minuten/Sven Forster
elaborata da Dario Ornaghi
Giornalista

BERNA - Il consigliere federale Alain Berset respinge le critiche al suo operato durante le settimane più critiche della pandemia di Covid-19. Secondo il “ministro” della Sanità, in particolare, non è appropriato parlare di un’impreparazione della Svizzera all’emergenza.

«Abbiamo fatto il necessario», assicura in un’intervista apparsa oggi su “La Liberté” e “Le Nouvelliste”. «Il sistema era pronto», aggiunge. A testimoniarlo, ci sarebbe la task force coronavirus, immediatamente attivata all’inizio della crisi.

Per quanto riguarda il ritardo nell’avvio dei test, invece, Berset sostiene che si sia potuto iniziare con i tamponi solo quando si è saputo un po’ di più sul virus. Per di più, in quel periodo tutti volevano sottoporsi all’analisi nello stesso momento. Secondo il consigliere federale socialista, non bisogna dimenticare che oggi si conosce molto di più sul nuovo coronavirus rispetto all’inizio dell’emergenza.

Berset prevede che una situazione come quella vissuta in febbraio o inizio marzo non si ripresenti e si dichiara ottimista sul fatto che gli sviluppi possano continuare a essere positivi. L’obiettivo, ricorda, è arrivare a un vaccino e confermare così che si ha la crisi coronavirus pienamente sotto controllo. 

Rispetto all’operato delle autorità, però, il consigliere federale ammette che c’è margine di miglioramento. Con il suo dipartimento, quello federale dell’Interno, sta valutando correzioni al piano pandemico che coinvolgono tutte le parti in causa, fa sapere.

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