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Una giovane attivista per il clima davanti a BernExpo, durante la sessione parlamentare.
SVIZZERA
12.05.20 - 13:160

«Non pago la tassa, e svuoto il conto»

Dopo lo sciopero per il clima, ora lo sciopero militare. L'appello degli attivisti ambientalisti della Svizzera francese

L'attacco all'esercito: «La mobilitazione per il Covid-19 è una mossa mediatica».

GINEVRA - Cosa porta molto inquinamento ed è inutile? L'esercito, secondo alcuni attivisti climatici. In un comunicato stampa, le sezioni di Vaud e Ginevra del movimento "Sciopero per il clima" hanno invocato uno "sciopero militare" lunedì. «Chiediamo che l'esercito venga radicalmente riformato oppure abolito» si legge nella lettera aperta inviata al Consiglio federale. 

L'iniziativa è una risposta alla mobilitazione dell'esercito svizzero nella lotta contro il Covid-19. Una «operazione mediatica» secondo gli attivisti, concepita «per dare un senso all'esistenza dell'esercito». I compiti svolti dai militari durante la crisi - sostiene il comunicato - avrebbero potuto essere svolti anche da persone diverse. 

«Se vieni chiamato al servizio militare, non andarci» è lo slogan lanciato dagli attivisti vodesi e ginevrini. L'appello è relativamente facile da seguire: chi rifiuta di arruolarsi, può scegliere il servizio civile. Tuttavia - continuano gli attivisti - molti decidono di pagare la tassa militare (obbligatoria), che può ammontare negli anni a diverse migliaia di franchi. La richiesta di boicottaggio arriva - non a caso - a pochi giorni dall'invio delle richieste di pagamento. 

Anche Loris Socchi, portavoce del movimento, ha ricevuto la richiesta. Dice che rifiuterà di pagare, anche se ci sono «alti rischi legali». Il rifiuto di prestare servizio è punibile ai sensi della legge penale militare. A chi non paga le tasse viene prima intimato di pagare gli importi comprensivi di interessi. In caso di inadempienza, viene sporta denuncia al Ministero pubblico.

Il movimento suggerisce, per evitare conseguenze economiche, di «svuotare il conto bancario al fine di prevenire eventuali addebiti non autorizzati». L'esercito non è preoccupato. In risposta alla richiesta di boicottaggio, un portavoce si limita a ricordare sobriamente che «il dovere del servizio è sancito dalla Costituzione e i compiti dell'esercito vengono definiti dalla politica».

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