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SVIZZERA
29.04.20 - 07:130
Aggiornamento : 10:36

Gli svizzeri pianificano le vacanze all'estero

In molti non hanno ancora perso la speranza. Ma non è garantito che quest'estate si potrà viaggiare.

Erik Jakob della Seco: «Rimandare i viaggi all'estero per il 2021 era un consiglio personale»

Fonte 20 Minuten/Raphael Knecht
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

ZURIGO - Le vacanze all'estero? Andrebbero pianificate appena per il 2021. È quanto ha raccomandato lunedì Erik Jakob della Seco, in quanto la situazione coronavirus è ancora in evoluzione e non è pertanto chiaro se quest'estate sarà già possibile muoversi liberamente oltre frontiera.

Ma molti svizzeri non hanno ancora perso la speranza. E come rivelano i risultati di un sondaggio del portale Ebookers, messi a disposizione di 20 Minuten, oltre la metà (si parla del 52%) intende comunque passare le vacanze estive all'estero.

Viaggi a corto raggio - Si constata comunque una preferenza per le destinazioni a corto raggio: il 35% afferma di voler rinunciare a viaggi oltre oceano. Da qui una maggiore popolarità delle mete europee. E un terzo degli interpellati dichiara inoltre di voler viaggiare di più entro i confini nazionali.

A causa dell'attuale incertezza, un terzo di coloro che intendono partire ancora nel corso del 2020, dice comunque di aspettare prima di prenotare. E il 21% pensa di spostare il viaggio.

Settore poco ottimista - Secondo gli autori del sondaggio, è verosimile che attualmente da parte dei viaggiatori ci sia più ottimismo. Il rilevamento rappresentativo, che ha visto la partecipazione di 1'001 persone, è infatti stato condotto alla fine del mese di marzo. E non è noto quanto il lockdown abbia influito sulle risposte.

Il settore turistico, comunque, non percepisce ancora la voglia di viaggiare. Markus Berger, portavoce di Svizzera Turismo, afferma: «Le destinazioni elvetiche e gli hotel hanno appena superato la fase delle cancellazioni, ma le prime prenotazioni arrivano al momento solo per campeggi e appartamenti».

La crisi genera incertezza - Berger ritiene inoltre che il perdurare della crisi abbia generato ulteriore incertezza non giustificata nei viaggiatori. Spetta ora a Svizzera Turismo contrastare la conseguente esitazione.

Per quanto riguarda le vacanze estive 2020, bisogna anche basarsi sui piani della Confederazione. «Varranno ancora le norme d'igiene e sulla distanza sociale», Berger ne è convinto. Sarà pertanto necessario lavarsi più spesso le mani, mantenere le distanze e in determinate situazioni indossare una mascherina.

Lo ha detto anche Jakob della Seco: attualmente i concetti di protezione sono particolarmente importanti per permettere le vacanze in Svizzera. Tuttavia, per il settore turistico elvetico la Seco prevede un calo del fatturato pari al 35%.

La normalità si fa attendere - A causa delle raccomandazioni della Seco e delle incertezze per le vacanze all'interno della Svizzera, per quelle oltre frontiera la normalità si farà verosimilmente attendere. Walter Kunz, responsabile della Federazione svizzera di viaggi, non vuole ancora fare delle previsioni su quando sarà possibile viaggiare all'estero.

Le attuali restrizioni non dipendono soltanto dalla Confederazione, ma anche dai singoli paesi che i turisti elvetici vorrebbero visitare. Tuttavia: «Ci potrebbe essere un effetto domino: nel momento in cui un primo paese aprirà i confini, altri paesi potrebbero seguire l'esempio» conclude Kunz.

«Un consiglio personale» - Erik Jakob, dicendo che secondo lui sarebbe meglio rimandare al 2021 le vacanze all'estero, ha acceso gli animi del settore turistico e in particolare dei tour operator. Tanto da scusarsi con loro in una lettera pubblicata su Travel Inside: «La mia era una raccomandazione personale. Vista la situazione, è estremamente difficile fare dichiarazioni definitive sulla ripresa del turismo internazionale, perché ci sono troppi fattori coinvolti».

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