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SVIZZERA
27.04.20 - 16:290

Il razzismo esce dal luogo di lavoro per scendere in piazza

Nel 2019 molti dei casi di discriminazione razziale segnalati (in forte aumento) sono avvenuti nello spazio pubblico.

Le forme più frequenti sono le disparità di trattamento e le ingiurie. Il movente citato più spesso è la xenofobia, seguita dal razzismo per il colore della pelle e dall’ostilità antimusulmana.

BERNA - Allievi che disegnano simboli di estrema destra, che fanno il saluto nazista e che arrivano ad aggredire un coetaneo per il colore della pelle. O ancora una donna che all'aeroporto, malgrado avesse tutti i documenti in regola, è stata sottoposta a un interrogatorio aggressivo e a una perquisizione approfondita solamente perché di colore. Sono solo alcuni casi, ma emblematici, accaduti in Svizzera e contenuti nel rapporto "Episodi di razzismo trattati nell’attività di consulenza 2019".

Forte aumento - La Rete di consulenza per le vittime del razzismo l'anno scorso ha rilevato un notevole aumento del numero di episodi di razzismo in Svizzera: 352 casi a fronte dei 278 del 2018, ossia un incremento del 27%. Si tratta di un numero significativamente maggiore (+17%) anche rispetto al precedente record del 2017 (301).

Lo spazio pubblico supera il posto di lavoro - L’ambito di vita con il maggior numero di casi trattati dall'attività di consulenza della Confederazione (62) è stato lo spazio pubblico, mentre il posto di lavoro (50, in diminuzione rispetto al 2018) è scivolato in seconda posizione. Altri ambiti di vita dove le discriminazioni razziali sono avvenute con una certa frequenza sono stati il vicinato (43 casi), la formazione (39) e i rapporti con l’amministrazione e la polizia (37).

Estremismo di destra in forte aumento - Dopo la xenofobia in generale (145), il movente di discriminazione indicato più spesso è il razzismo nei confronti dei neri (132). Segue, in terza posizione, l’ostilità antimusulmana (55). I casi riconducibili all’estremismo di destra (36) sono aumentati sensibilmente. Con 23 casi segnalati, anche il profiling razziale è stato un tema ricorrente nella consulenza.

Una panoramica, non un'analisi - Il rapporto 2019 analizza in tutto 352 casi di discriminazione razziale censiti dai 22 consultori della Rete di consulenza per le vittime del razzismo attivi nelle diverse regioni del Paese. Il rapporto non pretende di rilevare e analizzare tutti gli episodi di discriminazione razziale avvenuti in Svizzera, ma offre piuttosto una panoramica delle esperienze vissute dalle vittime di razzismo.

L'impennata di episodi di classificati come razzisti - viene sottolineato - non significa necessariamente che il fenomeno in Svizzera sia aumentato, ma indica piuttosto che le vittime sono più propense a rivolgersi a uno dei consultori. Il rapporto mostra uno scorcio della situazione, ma non va inteso come una statistica completa e affidabile.

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