Keystone
BERNA
17.04.20 - 20:150

Niente obbligo di mascherina: economia delusa

Le organizzazioni di settore esprimono il loro malcontento per la strategia d'uscita del Consiglio federale.

BERNA - È rimasto deluso chi si aspettava che dalla conferenza stampa di ieri, nella sua strategia di ritorno alla normalità, il Consiglio federale ci dicesse che le mascherine sono importanti per difenderci dal coronavirus e che dovremmo obbligatoriamente indossarle tutti. Berna ha deciso di adottare una linea più soft. Il consigliere federale Alain Berset ha parlato di un obbligo della mascherina protettiva per i parrucchieri e altri settori a stretto contatto con la clientela. I dettagli, però, devono essere ancora definiti. 

Dunque un obbligo generalizzato di portare la mascherina è fuori discussione. Almeno per ora.  È stato spiegato che indossarne una non è vietato, ma che la cosa più indispensabile è continuare a rispettare le misure igieniche e la distanza sociale.

L'economia storce il naso: «Vogliamo misure aggiuntive» - Sono soprattutto le aziende a essere rimaste deluse. Si aspettavano qualcosa in più. Swissmem, l'associazione delle industrie meccaniche, elettriche e metalliche, ha commentato il piano di ritorno alla normalità così: «Swissmem sostiene questo primo passo del Consiglio federale, ma si rammarica per l'approccio piuttosto esitante. Ulteriori misure aggiuntive come i test su larga scala e l'uso diffuso di maschere protettive e igieniche consentirebbero un intervento più rapido».

Inoltre, l’organizzazione auspica che la manodopera straniera possa tornare a entrare in Svizzera proprio grazie alle maschere: «In quanto Paese interconnesso a livello globale, la Svizzera dovrebbe tornare a permettere l’ingresso di professionisti provenienti dall’Ue e da Paesi terzi a partire da maggio», sostiene. «In ogni caso bisognerebbe imporre misure di protezione speciali, come per esempio le mascherine protettive, al fine di escludere un rischio di contagio», aggiunge.

Economiesuisse è dello stesso avviso: «Ai professionisti e ai clienti stranieri dovrebbe essere di nuovo permesso di entrare imponendo determinate misure di sicurezza, come una breve quarantena o l’obbligo d'indossare la mascherina», afferma.

La ristorazione «molto delusa» - GastroSuisse si dice addirittura «molto delusa» dalla strategia d’uscita del Consiglio federale. Anche per via della timidezza del governo riguardo alle mascherine: «A nostro avviso, l’allentamento della serrata imposta al settore della ristorazione sarebbe stato realistico con l’osservanza di rigide misure di protezione», afferma il presidente Casimir Platzer.

Platzer fa notare che al governo federale è stato sottoposto un piano che prevedeva di limitare il numero di clienti per metro quadrato. A questo provvedimento si aggiungeva l’imposizione di una distanza minima tra i tavoli e l’obbligo di portare la mascherina di protezione almeno dietro le quinte. In sala, invece, questa protezione sarebbe stata necessaria solo se le regole sulla distanza non avessero potuto essere rispettate.

Sindacati contro l'obbligo di mascherina - I sindacati la vedono diversamente. «L’organizzazione sindacale Travailsuisse si attiene alle raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ed è contraria a un obbligo generalizzato di mascherina», fa sapere a 20 Minuten il presidente Adrian Wüthrich. «Perché un simile obbligo sia possibile, lo Stato deve dapprima rendere disponibile un numero sufficiente di mascherine - aggiunge -. Gli ospedali hanno la massima priorità». Secondo l’organizzazione, le mascherine sono necessarie solo laddove non sia possibile rispettare la distanza sociale, come nel settore delle cure e nei saloni di parrucchiere. 

«Il Consiglio federale giudica l’utilità delle mascherine troppo limitata. L’Unione sindacale svizzera a tal proposito non dispone di opinioni più qualificate di quelle degli esperti della Confederazione e sostiene pertanto la posizione di evitare un obbligo generalizzato di mascherina», dichiara dal canto suo l’USS. In casi specifici, tuttavia, questo dispositivo di protezione può essere assai sensato, aggiunge. 

Anche l'infettivologo contro - Così come l’UFSP, anche l’infettivologo Gerhard Eich ritiene che la distanza sociale sia la misura più importante per impedire la diffusione del virus. Secondo il primario d'infettivologia, igiene ospedaliera e medicina del lavoro del nosocomio zurighese Waid und Triemli, le mascherine andrebbero portate laddove non sia possibile rispettare le distanze sociali. 

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Svizzera
ZURIGO
4 ore
Svizzera o Austria: chi sta facendo meglio nella lotta al Covid?
A differenza della Confederazione, l'Austria ha optato per un altro lockdown in autunno.
SOLETTA
7 ore
Lo stupratore di Olten: disoccupato e spacciava droga
Il vicinato parla del presunto autore dell'aggressione di domenica. Aveva già aggredito altre donne.
SVIZZERA
11 ore
Il Covid si riconosce dal respiro
Ricercatori dell'EPFL hanno sviluppato un algoritmo che permette di diagnosticarne la gravità
GRIGIONI
12 ore
I Grigioni chiudono i ristoranti per (almeno) due settimane
Con un tasso di riproduzione di 1,02, il quarto più alto in Svizzera, il Governo corre ai ripari prima delle festività
VAUD
12 ore
La scuola privata più costosa al mondo organizza feste illegali
Sabato è stata allestita un'attrazione presso l'Institut Le Rosey, sul Lago di Ginevra.
SONDAGGIO
BERNA
13 ore
«Parlarne. Trovare aiuto»: la salute mentale ai tempi del coronavirus
Il 10 dicembre si terrà una giornata per richiamare l'attenzione sulla delicata e quanto mai attuale tematica.
BERNA
14 ore
È ufficiale: primo gatto con il Covid in Svizzera
Sono diversi i casi registrati nel mondo, ma restano comunque molto rari
SVIZZERA
14 ore
Niente “pressioni estere”, stop a ulteriori restrizioni sulle piste
Il Consiglio nazionale adotta la dichiarazione contro «condizioni impraticabili»
SVIZZERA
15 ore
«Non sta andando come sperato»
Il consigliere federale Alain Berset non è contento dei numeri dell'epidemia. La "via svizzera" è in crisi?
SVIZZERA
15 ore
Orologi e gioielli, la Svizzera resta un leader indiscusso
Nel 2019, i tre gruppi elvetici più grandi erano Richemont, Swatch e Rolex.
Copyright ©2020 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile