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SVIZZERA / MONDO
12.04.20 - 17:060
Aggiornamento : 19:13

Chiudere le scuole ha davvero rallentato l’epidemia?

I ricercatori hanno affrontato la questione.

BERNA - Il 13 marzo sono state chiuse tutte le scuole dell’obbligo. In Ticino se ne discuteva già da giorni e alcuni istituti avevano già deciso di eliminare l’obbligo di frequenza, con i genitori spaventati dal coronavirus. Ma si tratta di un argomento che ha acceso diverse polemiche e diviso l’opinione pubblica.

Ma questa misura ha davvero permesso di contenere l’epidemia? Se lo chiedono, mentre il peggio sembra passato e la strada è però ancora lunga, i ricercatori che sono giunti ad alcune (seppur parziali) conclusioni.

A occuparsene oggi la NZZ am Sonntag, riprendendo i risultati pubblicati il 6 aprile sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health. Secondo i quali, al momento attuale, non ci sono prove che la chiusura delle scuole contribuisca in modo significativo al contenimento dei contagi.

Risultati che, come detto, non sono definitivi. E che non è neppure così semplice interpretare. La chiusura delle scuole, infatti, è sempre stata accompagnata in tutti i paesi da altre misure. E isolarne l’efficacia è complicato.

I ricercatori si sono concentrati anche su altri casi del passato. La chiusura delle scuole durante l’epidemia di Sars nel 2003, ad esempio, non avrebbe portato alcun beneficio. Il virus non colpiva infatti (quasi) nessun bambino. La misura sarebbe quindi più d’aiuto durante un’epidemia di influenza che non contro il Covid-19.

Uno studio svolto nell’area di Seattle ha stimato che la chiusura delle scuole per una settimana ha portato a una trasmissione del virus inferiore del 5,6%. La percentuale durante l’epidemia di H1N1 del 2009 era del 7,6%.

Fortunatamente i bambini sono meno toccati dal coronavirus rispetto agli adulti. E anche i sintomi sarebbero molto più lievi. Questo limiterebbe il contagio, perché sono meno esposti a tosse e starnuti.

I ricercatori concludono con una riflessione: nella scelta di prolungare la misura i Governi dovrebbero valutare sia l’efficacia nel contenimento dei contagi sia i danni sociali di una chiusura per lungo tempo delle scuole. «Il costo di questa misura è alto - ha detto uno degli autori -, l’educazione dei bambini è danneggiata e la loro salute mentale potrebbe soffrire, come pure le finanze familiari».

In ogni caso, il ritorno sui banchi dovrebbe essere accompagnato da accresciute norme igieniche. Come pure si dovrebbe cercare il modo di far mantenere, anche in classe, le distanze sociali.

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