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SVIZZERA
11.04.20 - 19:320
Aggiornamento : 12.04.20 - 09:27

L'economia ripartirà indossando la mascherina?

Non è escluso che se ne consiglierà l'utilizzo in determinate situazioni e settori lavorativi

Fonte 20 Minuten/Bettina Zanni
elaborata da Jenny Covelli
Giornalista

Le misure federali per contrastare l'epidemia di coronavirus sono state prolungate fino al 26 aprile. Nel frattempo il Consiglio federale valuterà come procedere all'alleggerimento. I criteri per un allentamento graduale dipenderanno dal numero di nuovi casi positivi, dai ricoveri in ospedale e dai decessi. Sarà determinante il modo in cui le norme di distanza sociale e d'igiene verranno rispettate. E pensando al “dopo”, la discussione torna a focalizzarsi su un punto che è spesso stato controverso: le mascherine.

C’è chi ritiene che indossarle sarà necessario in una prima fase di riapertura generale delle aziende. Anche se in Svizzera, a differenza di altri paesi, è sempre stato ripetuto alle persone sane di non utilizzare la mascherina, utile solo per chi è malato e per tenere al sicuro il personale sanitario.

Ma ora che si pensa a far ripartire l’economia a fine mese, l'argomento è entrata anche in politica. Per il consigliere nazionale UDC Mike Egger «bisogna dare alle piccole attività l’opportunità di ripartire. E per i piccoli negozi sarà fondamentale proteggersi con le mascherine». Per Egger tutta la popolazione dovrà essere pronta e disposta a indossarle e spetterà alla Confederazione fornirle. Beat Walti (PLR) la consiglierebbe invece solo in alcuni ambiti in cui è impossibile rispettare la distanza sociale.

Per il verde liberare Jürg Grossen è prematuro parlarne: «Non è detto che dal 26 aprile si potrà ripartire. E finché non ci saranno abbastanza mascherine disponibili per tutti, un discorso simile è solo controproducente».

Anche il consigliere federale Alain Berset, in un'intervista con le testate del gruppo CH-Media, si è chinato sulla questione, affermando che nella fase attuale le persone sane non hanno bisogno di farne uso. Le conoscenze scientifiche sul virus fanno però continui progressi. «Non escludo che in caso di allentamento delle misure si possa consigliarne in determinate situazioni l'uso».

Daniel Koch, a La Regione, ha spiegato che «in una fase di riavvio graduale delle attività produttive ci si chiede se bisognerà adottare misure di protezione supplementari ed eventualmente in quali settori». Si pensa ad esempio a chi si occupa della cura della persona, come parrucchieri ed estetiste.

L'associazione di categoria dei parrucchieri ha elaborato una soluzione per la riapertura. Secondo Damien Ojetti, presidente centrale di CoiffureSuisse, inizialmente i saloni dovrebbero disporre della metà dei posti a sedere al massimo, con parte del personale e al massimo un apprendista. Le mascherine protettive dovranno essere indossate da parrucchieri e clienti e si dovrà pensare a guanti monouso, mantelli di protezione monouso e disinfezione. Per i lavori al viso e per la manicure andrà indossata una maschera con visiera in plexiglass. Il Ceo della Ems-Chemie, la consigliera nazionale UDC Magdalena Martullo-Blocher, ha già reso noto di aver organizzato il trasporto dalla Cina delle mascherine necessarie ai saloni, che verrebbero messe a disposizione dei parrucchieri al prezzo di 90 centesimi al pezzo. 

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