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SVIZZERA
03.04.20 - 08:070
Aggiornamento : 09:18

Gli svizzeri non sognano più

Il sondaggio sui consumi: il 75 per cento rinuncia a qualsiasi spesa non necessaria

Comparis: «I consumatori accantonano i desideri sognati da tempo»

ZURIGO - La pandemia contagia anche le finanze personali. Lo dimostra un sondaggio condotto da comparis.ch, in cui l'88 per cento degli svizzeri risulta allarmato dal coronavirus. Circa un terzo degli intervistati prevede di trovarsi in una «situazione economica molto peggiore» ad aprile rispetto a marzo. 

«L’effetto coronavirus modifica il comportamento dei consumatori: si risparmia di più e spesso si preferisce aspettare a realizzare i desideri sognati da tempo», afferma Michael Kuhn, esperto di finanze e consumo di comparis.ch.

Nel sondaggio svolto a dicembre 2019, solo il 13% degli intervistati si aspettava un peggioramento della situazione economica individuale: mai negli ultimi quattro anni si era registrato un dato così basso.

A guardare con pessimismo alle prossime settimane sono in particolare le economie domestiche di una persona (33,2%) e quelle con un reddito lordo fino a 4’000 franchi (42,3%). Meno pessimiste sono invece le economie domestiche con un reddito superiore a 8’000 franchi: solo una su cinque (il 20,1%) si aspetta infatti un peggioramento della propria situazione economica.

Lavoro ridotto, cali del fatturato e perdita dell’impiego Il 34,2% dei pessimisti spiega che il peggioramento atteso è dovuto tra le altre cose al lavoro ridotto, proprio o del partner. Il 13,7% dichiara di prevedere un calo del fatturato in quanto lavoratore indipendente. La causa delle aspettative negative per il 12,9% degli intervistati è la perdita del proprio posto di lavoro o di quello del partner.

«Il lockdown con i relativi cali dei fatturati e la situazione di incertezza in borsa creano un mix pericoloso che porta molti a fare previsioni più negative sul proprio futuro economico», osserva Kuhn.

La persistente crisi del coronavirus preoccupa l’88% degli intervistati. Solo il 10,5% dichiara di non essere allarmato. Questa incertezza risulta evidente nel cambio di atteggiamento degli svizzeri: il 45,2%, infatti, vuole risparmiare di più e consumare di meno. Quasi la stessa percentuale, ovvero il 42,2%, intende rinunciare a grandi acquisti come ad esempio mobili o auto. Il 5,7% vuole investire meno in fondi e azioni. Una persona su 13 (il 7,4%), invece, vuole puntare maggiormente su questo tipo di investimenti di capitale.

Il cambio di atteggiamento più deciso si registra nella fascia di età tra i 18 e i 35 anni, dove il 52,8% degli intervistati dichiara di voler consumare di meno e risparmiare di più. Nella fascia di età 36-55 e tra gli over 56 la percentuale è di gran lunga inferiore, con rispettivamente il 43,3% e il 39,4%. 

È soprattutto sugli acquisti che si risparmia: alla domanda «Come si comporta se deve risparmiare o se ha poco denaro a disposizione?», infatti, il 72,5% risponde «Rinuncio a spese inutili e agli acquisti non programmati». La seconda risposta più frequente (57,2%) è «Approfitto il più possibile degli sconti». Al terzo posto troviamo «Confronto con attenzione i prezzi dei vari offerenti e scelgo l’offerta più conveniente» (45,6%), seguita da «Faccio la spesa al discount» (37,2%).

L’incertezza oggi onnipresente si riflette anche sulle risposte alla domanda «Come utilizza il denaro che ha liberamente a disposizione?». Il 60,5% dichiara di volerlo mettere da parte: una percentuale maggiore rispetto a dicembre 2019 (55,2%). A voler realizzare un desiderio sognato a lungo è ancora il 16,1% degli intervistati, una percentuale comunque inferiore rispetto a quella di dicembre (20,4%). «Quanto più a lungo durerà questa situazione straordinaria, tanto più radicali saranno i cambiamenti nei comportamenti delle persone», afferma Kuhn. «Attualmente lo scenario è dominato dai rischi, e opportunità finanziarie come un investimento moderato e graduale sul mercato azionario sono quasi impossibili da trovare».

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