Keystone (foto d'archivio)
Sciatori a Gstaad (foto d'archivio)
BERNA
26.03.20 - 17:030
Aggiornamento : 20:50

Ignorati i provvedimenti anti-coronavirus, ne pagheranno le conseguenze

Dei gestori di stazioni sciistiche hanno pensato al guadagno prima che alla salute collettiva.

Le prime restrizioni sono state prese alla leggera.

Fonte ATS
elaborata da Redazione

BERNA - Due denunce penali sono state inoltrate da alcuni privati nei confronti dei gestori di alcune stazioni sciistiche bernesi. Questi avevano deciso di aprire al pubblico lo scorso 14 marzo, all'indomani delle decisioni prese dal Consiglio federale nella lotta alla diffusione del nuovo coronavirus.

La chiusura dei comprensori decisa dal governo era stata recepita con grande “leggerezza” dai gestori degli impianti: nel canton Berna, ad esempio, gli impianti di Gstaad, di Adelboden-Lenk e della regione della Jungfrau (Grindelwald, Wengen, Mürren, Lauterbrunnen e Haslital) erano rimasti aperti come se nulla fosse. La stessa situazione si è verificata anche in altre parti della Svizzera, ad esempio nei Grigioni. Il consigliere federale Alain Berset li aveva però richiamati all'ordine il giorno stesso.

Oggi l'addetto all'informazione del Ministero pubblico bernese, Christof Scheurer, ha indicato all'agenzia Keystone-ATS che la procura ha ricevuto due denunce penali in merito, confermando un'anticipazione del "Berner Zeitung". Scheurer ha aggiunto che la magistratura bernese sta ora indagando se vi è stata una violazione dell'ordinanza legata all'emergenza Covid-19 annunciata dalla Confederazione il 13 marzo.

Berset aveva già annunciato in quella data che il divieto di eventi che coinvolgono più di 100 persone avrebbe portato alla chiusura dei comprensori sciistici. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) lo ha ribadito con forza in un comunicato stampa pubblicato il giorno seguente. "L'UFSP chiede (alle stazioni sciistiche) che sono ancora aperte di chiudere immediatamente".

Commenti
 
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sipial 1 anno fa su tio
Mi sembra che il Cantone, a differenza del Ticino, maschera i dati delle persone infette.
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