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SVIZZERA
25.03.20 - 15:300
Aggiornamento : 21:13

Berset sul Ticino: «Stiamo cercando una soluzione»

Il Governo federale ha inoltre annunciato nuove misure a sostegno del mondo del lavoro.

In Svizzera saranno prodotte mascherine di protezione: si parla di circa 40'000 pezzi al giorno.

BERNA - «Sappiamo che la situazione in Ticino è particolarmente difficile: il cantone si trova sul fronte nella lotta alla diffusione del virus». Nell'odierno incontro coi media il consigliere federale Alain Berset, ministro della sanità, ha parlato anche del Ticino e della recente decisione del governo locale di fermare tutte le attività produttive non essenziali. Una decisione non conforme all'ordinanza federale. «Siamo in contatto con le autorità ticinesi e stiamo cercando il più rapidamente possibile una soluzione» ha detto Berset.

Tra i primi paesi per numero di test - Per quanto riguarda la situazione in Svizzera, attualmente si contano 9'765 persone positive al nuovo coronavirus, come ha spiegato il consigliere federale Berset. E si effettuano numerosi test ogni giorno. Presto, ha sottolineato, si raggiungeranno i 10'000 tamponi al giorno. Per questo motivo la Svizzera è tra i primi paesi al mondo per numero di test.

«Gli aiuti stanno arrivando» - «La salute della popolazione e l'economia sono al centro di questa crisi». È quanto ha detto il consigliere federale Guy Parmelin, capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), prima di presentare le nuove misure. E ha ricordato: «Siamo consapevoli che per molto tempo non avremo ancora trovato una soluzione a tutto, ma gli aiuti ci saranno».

Le nuove misure - Le nuove misure riguardano in particolare il mondo del lavoro. Sul fronte dell'indennità di disoccupazione, si rinuncia provvisoriamente all'inoltro della prova delle ricerche di lavoro. E per evitare l'esaurimento del diritto all'indennità, tutte le persone aventi diritto beneficiano al massimo di 120 indennità giornaliere supplementari. L'intervento della Confederazione riguarda anche l'obbligo di annunciare i posti vacanti, che viene temporaneamente abolito. Una decisione questa che consente di agevolare le procedure di reclutamento, per esempio di personale medico, ma anche per il settore farmaceutico, l'agricoltura e o la logistica.

Stop all'esportazione di dispositivi medici - Il Consiglio federale ha inoltre adottato una misura volta a garantire agli operatori sanitari la disponibilità di dispositivi medici di protezione. Maschere, guanti sanitari, occhiali e camici protettivi sono infatti indispensabili per impedire l'ulteriore diffusione del virus. È per questo che è stato introdotto un obbligo d'autorizzazione per l'esportazione di tali dispositivi. Non sussiste comunque la necessità di autorizzazione per l'esportazione verso gli Stati dell'AELS.

Mascherine Swiss Made - Anche in Svizzera sta per partire la produzione di mascherine, come è emerso nell'odierno incontro con la stampa. Le autorità hanno fatto sapere che si tratterà della produzione di circa 40'000 pezzi al giorno.

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