keystone-sda.ch (JM GUILLON / ESA-CNES-ARIANESPAC)
SVIZZERA
29.01.20 - 15:490

Coperchio aperto per il "telescopio svizzero"

Il progetto svizzero-europeo ha come obiettivo lo studio di esopianeti, ossia pianeti all'esterno del Sistema solare

di Redazione

BERNA/GINEVRA - La missione del telescopio spaziale CHEOPS, elaborato sotto la direzione di ricercatori elvetici, ha superato una nuova tappa decisiva con successo: il suo coperchio si è aperto senza inconvenienti alle 7.38 di oggi. Le immagini rilevate nelle prossime settimane permetteranno di verificare la precisione dello strumento.

La missione CHEOPS (per CHaracterising ExOPlanets Satellite, satellite per la caratterizzazione di esopianeti) è frutto di una collaborazione tra Agenzia spaziale europea (ESA) e Svizzera (mezzi finanziari federali e ricercatori). Il telescopio, in orbita dallo scorso 18 dicembre a un'altitudine di 700 chilometri sempre lungo il confine fra il giorno e la notte, è stato realizzato in cinque anni da un consorzio di oltre cento scienziati e ingegneri di undici paesi sotto la direzione dell'università di Berna.

L'ordine di aprire il coperchio è stato inviato dal centro operativo di CHEOPS sito all'Istituto nazionale di tecnica aerospaziale (INTA) nei pressi di Madrid, indica un comunicato delle università di Berna e Ginevra. Una scarica elettrica ha percorso e causato la deformazione del filo che teneva chiuso il coperchio, il quale, di conseguenza, si è aperto, rimanendo bloccato in questa posizione, si legge nella nota.

«Grazie alle misure di sensori, in qualche minuto abbiamo avuto la certezza che tutto si è svolto come previsto», dichiara, citato nel comunicato, Willy Benz, professore di astrofisica all'ateneo della città federale e responsabile della missione CHEOPS.

Il progetto svizzero-europeo ha come obiettivo lo studio di esopianeti, ossia pianeti all'esterno del Sistema solare. La missione intende misurare le minuscole variazioni di luminosità che si manifestano quando un pianeta passa davanti alla sua stella. Queste alterazioni sono proporzionali alla dimensione del corpo celeste e dalla loro ampiezza si può dunque calcolare quella del pianeta. I dati ottenuti, combinati a quelli già disponibili (grazie ad altre indagini astronomiche) come la massa, permetteranno di determinare la densità degli esopianeti e quindi di classificarli come gassosi, rocciosi, ghiacciati o oceanici: una tappa fondamentale per determinare le probabilità che siano propizi allo sviluppo della vita.

Con l'allontanamento del coperchio, ha inizio una nuova serie di attività. «Nei due prossimi mesi, il telescopio sarà puntato su numerose stelle con e senza pianeti per controllare la precisione delle misure di CHEOPS in diverse condizioni», spiega Benz. Questa fase costituisce pure un test per le attività al suolo, in particolare all'osservatorio dell'alta scuola di Ginevra, responsabile del coordinamento delle attività scientifiche. Le prime immagini a scopo scientifico - e non di verifica degli strumenti - dovrebbero essere pubblicate tra una o due settimane, riferisce David Ehernreich, responsabile scientifico della missione all'università della città di Calvino, pure citato nel comunicato.

Tra il 18 dicembre e stamani CHEOPS ha già superato con successo tutta una serie di test. Ad esempio, sono state scattate centinaia di immagini con il coperchio chiuso. Malgrado, evidentemente, fossero nere, hanno permesso agli specialisti di calibrare lo strumento, rimuovendo segnali di interferenza indotti dall'hardware.

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