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ARGOVIA
11.12.19 - 20:110
Aggiornamento : 20:33

Freddy Nock condannato a due anni e mezzo di prigione

Il funambolo 55enne è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio intenzionale nei confronti di sua moglie

di Redazione
Ats

ZOFINGEN - Freddy Nock è stato condannato oggi a una pena detentiva di due anni e mezzo di prigione dal tribunale distrettuale di Zofingen (AG). Il funambolo 55enne è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio intenzionale nei confronti di sua moglie. Per l'uomo scatta anche la carcerazione di sicurezza.

L'acrobata dovrà scontare dieci mesi in detenzione, mentre i rimanenti 20 mesi sono sospesi con la condizionale per un periodo di prova di due anni. Il Ministero pubblico aveva chiesto sette anni e mezzo di prigione, mentre la difesa ne chiedeva l'assoluzione. L'uomo è posto da una sessantina di giorni in detenzione preventiva.

Per un verdetto di colpevolezza, ha spiegato la Corte, non serve una confessione. In questo caso - come spesso accade per le vicende di violenza domestica - si tratta della parola dell'accusato contro quella dell'accusatore. Spetta al tribunale verificare la credibilità delle dichiarazioni.

In seguito ad una denuncia della moglie, il Ministero pubblico argoviese ha incriminato l'acrobata per una serie di accuse che comprendono anche la ripetuta messa in pericolo della vita altrui e le tentate lesioni personali. I fatti risalgono agli anni 2008, 2013 e 2014.

Nock avrebbe premuto un cuscino sul volto della moglie - oggi 44enne - e quando la donna si è finta morta l'avrebbe colpita più volte pugni al volto. In un'altra occasione avrebbe sollevato la donna sulla ringhiera delle scale di casa, minacciandola di farla cadere. Il 55enne è pure accusato di avere rotto il setto nasale della moglie e di altri atti violenti.

Fin dall'inizio, la donna aveva testimoniato senza contraddizioni e non aveva formulato accusato generali. Per questo motivo, la Corte ha basato la sua decisione in base alle dichiarazioni della 44enne poiché sono state ritenute «credibili e autentiche».

Il processo - Rimproverandogli di avere trasformato la vita della moglie in «un inferno», il Ministero pubblico aveva richiesto una pena detentiva di 7 anni e mezzo. Considerando che l'imputato non ha mostrato «alcun rimorso o pentimento», il procuratore aveva inoltre chiesto la carcerazione di sicurezza, da applicare dopo l'eventuale condanna di primo grado. Nonostante la condanna più lieve, le richieste della procura sono state parzialmente accolte. L'uomo è però stato assolto dalle accuse di ripetuta esposizione a pericolo della vita altrui e tentate lesioni gravi.

Il difensore di Freddy Nock si era invece battuto per il proscioglimento del suo assistito da tutte le accuse. Secondo l'avvocato, non esistono prove dei fatti di cui il 55enne è accusato e il tentato omicidio non è altro che «un'invenzione della pubblica accusa».

È vero che all'interno della coppia ci sono stati frequenti litigi, ma - secondo il legale - anche la moglie diventava spesso aggressiva e litigiosa a causa dell'alcol. Il legale ha parlato a questo proposito di un «relazione tossica» e di un «matrimonio selvaggio».

Per la difesa, l'intera vicenda andrebbe inoltre interpretata come «un gioco di potere» della donna che vuole migliorare la sua posizione in una disputa legale che la oppone al marito in relazione alla custodia del figlio di 8 anni.

Nock: nessuna dichiarazione - L'avvocato difensore ha inoltre criticato le lungaggini delle indagini e ha chiesto per il suo assistito un risarcimento di 37'000 per la perdita di guadagno e una riparazione di 11'000 franchi per i 55 giorni che Freddy Nock ha passato in detenzione preventiva.

«Non voglio fare dichiarazioni»: questa la risposta alle domande del presidente del tribunale da parte dell'imputato, che nella sua presa di posizione finale ha comunque ammesso che «quello che è successo non è bello».

«L'amavo più di tutto» - La moglie, chiamata a deporre come persona informata sui fatti mentre il marito seguiva il dibattimento in video da una stanza adiacente, è più volte scoppiata in lacrime. «Voleva il potere su di me», ha detto la donna. «Avevo paura di morire», ha inoltre dichiarato riferendosi all'episodio del cuscino.

Per anni «ho ingoiato e represso tutto», perché «lo amavo più di tutto», ha proseguito la donna. Nock e la donna si sono sposati nel 2013 e dal 2017 sono separati. La coppia ha un figlio di 8 anni che vive con la madre.

Freddy Nock si è fatto conoscere dagli anni '90 per le sue gesta entrate nel Guinness dei primati. Nel 2015, ha ad esempio percorso in 39 minuti i 347 metri che separano il Pizzo Bianco e il Piz Prievlus, camminando su un cavo teso tra le due cime grigionesi sopra uno strapiombo di 1000 metri.

 
 

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