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SVIZZERA
08.11.19 - 15:030

Da migliorare la qualità dell'assistenza medica

Alla redazione del rapporto nazionale sul tema ha contribuito in qualità di esperto sulla sicurezza delle terapie farmacologiche anche il ticinese Professor Alessandro Ceschi

BERNA - La qualità dell'assistenza medica in Svizzera deve migliorare. È quanto emerge da un rapporto nazionale sul tema pubblicato oggi, che critica soprattutto la mancanza di trasparenza e le poche informazioni disponibili per poter apportare miglioramenti. 

Danni per il 10% - La Svizzera dispone di un sistema sanitario buono, ma costoso. Ciononostante si stima che il 10% circa dei pazienti sottoposti a un trattamento medico subisca danni, metà dei quali evitabili. Bisogna intervenire innanzitutto nei settori della terapia farmacologica e delle infezioni correlate all'assistenza, sottolinea l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) in una nota.

Anche un ticinese - Lo studio, commissionato proprio dall'USFP, offre per la prima volta un'analisi dettagliata della situazione delle cure e della presa a carico dei pazienti. È stato stilato sotto la direzione del professor Charles Vincent, dell'Università di Oxford, e di Anthony Staines, incaricato della qualità della Federazione degli ospedali vodesi. Alla redazione del documento ha contribuito in qualità di esperto - in particolare sulla sicurezza delle terapie farmacologiche - anche un ticinese, il Professor Alessandro Ceschi, direttore medico e scientifico dell’Istituto di Scienze Farmacologiche dell’EOC.

Mancano gli indicatori - I progressi nella qualità dei trattamenti sono ostacolati soprattutto dalla mancanza di informazioni utilizzabili e accessibili, sottolineano gli esperti, che rilevano come l'organizzazione federalistica del sistema sanitario renda tutto più difficile. A loro avviso lo sviluppo di indicatori di qualità e di sicurezza validi su scala nazionale potrebbe permettere di rimediare alle lacune più evidenti.

Competenze, cultura e qualità - Il documento contiene un catalogo di raccomandazioni destinate a tutti gli attori. Sono richiesti in particolare un miglioramento della formazione del personale sanitario, la promozione della cultura della qualità nelle istituzioni e l'elaborazione di ulteriori programmi nazionali di qualità. Consiglia inoltre di rafforzare il coinvolgimento dei pazienti e dei familiari. Le loro esperienze e le loro opinioni sono troppo poco considerate, rilevano gli autori.

Verso il progresso - Nella sua nota, l'UFSP ricorda che la revisione della LAMal adottata dal Parlamento nel giugno 2019 fornisce alla Confederazione le basi legali e i mezzi finanziari per rafforzare la qualità e la sicurezza dei pazienti. Dal 2021 assicuratori e fornitori di prestazioni saranno obbligati a concludere accordi sulla qualità validi per tutta la Svizzera, che stabiliranno misure di miglioramento vincolanti e controlli regolari. Una Commissione federale per la qualità allestirà inoltre programmi e indicatori nazionali. Fornirà pure consulenza al Consiglio federale, che a sua volta fisserà il quadro strategico con gli obiettivi quadriennali.

Commenti
 
Marta 1 sett fa su tio
...ma a proposito di trasparenza.. come la mettiamo con le casse malati? Puntuali nel fare aumenti e ad indagare sulla tua salute e stile di vita ma si nascondono nel rendere pubblico i loro grassi bilanci!
tip75 1 sett fa su tio
sconcertante...
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