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BASILEA CITTÀ
23.10.19 - 13:440

Sì al taglio dell'imposizione dei dividendi

Il Gran consiglio di Basilea Città ha approvato una mozione che chiede di sottoporre a tassazione i redditi in questione solo nella misura del 60%, contro l'80% appena deciso

BASILEA - Il popolo aveva aumentato l'imposizione dei dividendi delle imprese, ora il parlamento li vuole di nuovo tagliare: il Gran consiglio di Basilea Città ha approvato una mozione che chiede di sottoporre a tassazione i redditi in questione solo nella misura del 60%, contro l'80% appena deciso.

La proposta, presentata all'indirizzo del governo da un deputato PLR, è stata accolta oggi di stretta misura, con 50 voti contro 48. È stata sostenuta - oltre che dai liberali radicali - da UDC, PPD e evangelici, nonché dai Verdi liberali. PS e Verdi si sono invece mostrati contrari, in linea con le indicazioni della responsabile del dicastero finanze Eva Herzog (SP).

Non più tardi del febbraio scorso i cittadini renani avevano accolto (con il 79% dei sì) la normativa cantonale di attuazione della legge federale sul progetto fiscale 17. Fra le varie disposizioni figurava anche un aumento dell'imposizione sui dividendi - cioè la parte di utile che una società versa a chi controlla il capitale di un'azienda - dal 50% all'80%.

Secondo una parlamentare del PS quanto deciso oggi a livello parlamentare non rispetta la volontà popolare: le norme fiscali cantonali erano infatti state il frutto di un compromesso fra tutti i partiti.

I rappresentanti del PLR hanno ribattuto che la situazione è completamente cambiata con l'accettazione a sorpresa, nel maggio scorso, dell'iniziativa popolare dei giovani socialisti "contro un paradiso fiscale per chi guadagna molto bene" che chiede aumenti di imposta (dal 26% al 28%) per coloro che guadagnano più di 200'000 franchi (29% da 300'000).

Secondo il deputato che ha proposto la mozione vista la situazione si tratta di lanciare un segnale positivo per le aziende. Il PS ha però già annunciato il referendum nel caso in cui la mozione dovesse essere approvata anche in seconda lettura.

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