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SVIZZERA
12.08.19 - 07:310
Aggiornamento : 09:06

Un apprendista su tre è vittima di molestie sessuali sul posto di lavoro

Si parla di allusioni verbali, ma anche di soprusi più gravi. Lo rivela un sondaggio condotto dall’Unia

ZURIGO - Si va dalle allusioni verbali e dal contatto fisico fino allo stupro: un’apprendista su tre è già stato vittima di molestie sessuali sul posto di lavoro. È quanto si evince da un sondaggio condotto da Unia, che mostra quanto è diffuso il fenomeno. «I risultati sono scioccanti» dice Kathrin Ziltener, segretaria nazionale dei Giovani Unia, a 20 Minuten.

Le cifre sono particolarmente inquietanti poiché gli apprendisti sono entrati da poco nel mondo del lavoro e sono in gran parte ancora minorenni, spiega ancora Ziltener. Per gli ottocento giovani che hanno preso parte al sondaggio non rappresentativo si parla infatti di un’età media di diciannove anni. Il 36% delle donne ha indicato di aver già subito molestie sessuali. Per gli uomini la percentuale è invece del 25%.

Molestie verbali, ma non solo - Le molestie risultano essere soprattutto verbali. Duecento degli intervistati parlano infatti di allusioni a sfondo sessuale o di osservazioni sprezzanti, che spesso si combinano però con altri soprusi: soltanto il 16% delle persone colpite ha subito unicamente molestie verbali. Sovente una prima molestia risulta infatti essere seguita da un’altra e spesso più grave forma di sopruso, come pure uno stupro.

A Unia sono noti diversi casi in cui gli autori delle molestie sessuali sono gli stessi formatori. «Spesso gli apprendisti si trovano in fondo alla gerarchia aziendale, e la molestia non è altro che un abuso di potere» afferma Ziltener. Nel settore sanitario non mancano poi casi in cui gli apprendisti verrebbero presi di mira dai pazienti.

Sanità e ristorazione i settori più colpiti - In sé le molestie sessuali si possono verificare in tutti i settori. Ma tendenzialmente i più colpiti sarebbero quelli in cui prevalgono le donne, spiega la segretaria dei Giovani Unia. Si tratta quindi soprattutto del settore sanitario, della ristorazione e del commercio al dettaglio. «Sono a rischio in particolare quelli con un forte contatto coi clienti».

Per prevenire le molestie sessuali, Unia mette a disposizione materiale informativo e regolarmente pone l’accento sulla questione. Per Ziltener è poi importante che all’interno dell’azienda se ne parli. E anche le scuole professionali dovrebbero fare informazione, ma ora questo avviene soltanto in singoli casi. «Il tema dovrebbe far parte della materia d’insegnamento» dice Ziltener.

«Ci vogliono regole chiare» - Il problema è noto ai datori di lavoro. Anche se l’Unione svizzera degli imprenditori (Usi) sottolinea che per l’ultimo decennio nulla indica un aumento delle molestie sessuali sul posto di lavoro. «Tuttavia raccomandiamo ai dirigenti di adottare misure preventive contro tali comportamenti» afferma il direttore Usi Roland Müller, interpellato da 20 Minuten.

Servono regole chiare che permettano di riconoscere e sanzionare i comportamenti sbagliati. «Quando una sospetta molestia sessuale viene confermata, è importante un intervento rapido e inequivocabile» dice Müller. In questo modo si lancia un segnale e si permette alle vittime di affrontare meglio la situazione.

Oltre il posto di lavoro - Il sondaggio Unia mostra che il numero degli apprendisti colpiti dal fenomeno aumenta quando si allarga lo sguardo oltre il posto di lavoro, considerando anche la scuola e la vita privata. L’80% delle donne intervistate ha infatti dichiarato di aver già subito molestie in questi ambiti. Per gli uomini si tratta del 50%.

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