Keystone
Una degli attivisti fermata lo scorso 8 luglio mentre manifestava davanti al Credit Suisse.
ZURIGO
23.07.19 - 22:230

L’attivista denuncia: «Mi hanno fatta spogliare senza motivo»

Gli ambientalisti avevano bloccato le entrate di Credit Suisse a Zurigo e UBS a Basilea

ZURIGO - Non si placa la polemica attorno all'intervento di polizia che l'8 luglio ha fermato gli ambientalisti che manifestavano davanti al Credit Suisse sulla Paradeplatz di Zurigo e UBS a Basilea, non lontano dal centro storico. In seguito all'intervento di polizia a Zurigo erano state fermate 64 persone (tre minorenni) e a Basilea 19.

Dopo avere deciso di ricorrere ai tribunali contro le punizioni che sono state loro inflitte (60 aliquote da 30 franchi), negli scorsi giorni gli attivisti avevano denunciato di avere subito il prelievo di campioni di DNA da parte delle autorità, che creeranno profili genetici di quasi tutte le 83 persone arrestate, tra cui anche minorenni. 

Oggi è il Tages-Anzeiger a raccogliere altre testimonianze, in particolare quella di una 25enne: «Ho dovuto spogliarmi, senza che mi venisse spiegato il motivo. Più volte sono stata strattonata, mi hanno spinta a terra e contro il muro. Mi hanno insultata. Non volevano consentirmi di fare una chiamata, ho dovuto insistere». E ancora: «Mi ripetevano "non hai diritti qui". Mi hanno dato della stupida, aggiungendo che probabilmente ero caduta da piccola battendo la testa».

Una 20enne conferma il trattamento subito: «Non volevano dirmi nulla. Mi hanno dato del maschiaccio. E non mi hanno permesso di telefonare».

Ma la polizia di Zurigo respinge le accuse: «Gli attivisti hanno opposto resistenza passiva. Ma lo sgombero è avvenuto tutto sommato nella calma. Sono stati semplicemente portati via. Se pensano di avere subito un trattamento non adeguato, sono liberi di reclamare utilizzando i canali ufficiali». Per la portavoce l'intervento è stato proporzionato «e dopo avere chiesto più volte ai manifestanti di liberare la zona».

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