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SVIZZERA
19.07.19 - 09:590
Aggiornamento : 11:05

Quando il tassista ti molesta: «Mi ha proposto di pagare con del sesso orale»

Una politica locale vorrebbe introdurre una quota minima di tassiste donne per far sentire più sicure le viaggiatrici. Le storie delle nostre lettrici

ZURIGO - Arrivare in stazione da sole a tarda notte e prendere un taxi per tornare a casa. Come molte potranno confermare non è affatto una cosa scontata mettersi nelle mani di un uomo che non si conosce, anche se professionista, in una situazione del genere. Per questo motivo c'è chi vorrebbe una quota obbligatoria di donne tassiste.

Erika Häusermann, consigliera comunale dei Verdi liberali a Wil (SG), non ha dubbi: «Conosco molte che hanno subito avance o molestie da un tassista», spiega a 20 Minuten che qui sotto ha raccolto alcune testimonianze di tre viaggiatrici.

Di sicuro le conducenti donna, di notte lavorano: «Ho spesso delle clienti che mi chiamano perché mi conoscono e con me si sentono più sicure», conferma una professionista sangallese, «non siamo molte, è vero, quella della quota di genere sarebbe una grande idea».

Non è della stessa opinione l'Associazione Taxi di Zurigo: «Non è giusto denigrare una professione per delle pecore nere, il 99,9% dei tassisti è gente corretta che tenta solo di sbarcare il lunario», dichiara il presidente George Botonakis.

Non minimizza però il problema delle molestie: «Chi le perpetra è un criminale e ci danneggia: per noi il cliente dev'essere trattato con rispetto. Le autorità dovrebbero intervenire, imponendo il divieto di esercitare a chi è stato condannato per reati sessuali». 

«Non mi lasciava scendere» - «Sono stata molestata da un tassista 50enne a Zurigo», racconta M. (40 anni), «non mi lasciava uscire dalla macchina, mi ha trattenuto con la forza... Poi anche quando sono arrivata alla mia macchina ha continuato a seguirmi. Ho chiamato la polizia e ha detto loro che si era innamorato di me. Alla fine ho ritirato la denuncia... Mi hanno spedito un mazzo di fiori e 100 franchi di buono, ma li hanno mandati a mia madre perché non ho voluto lasciare loro il mio indirizzo».

«Mi toccava dappertutto» - «Mi sentivo come paralizzata, è stato uno shock. Ha provato a infilarmi una mano nelle mutandine, per fortuna portavo i collant», ricorda S. (22 anni) vittima di un aggressione nel 2018. «Mi ha trattenuta ha provato a baciarmi, mi ha immobilizzato la testa... Ho iniziato a piangere, nel mentre lui mi toccava dappertutto... Alla fine singhiozzavo così forte che mi ha lasciato andare». Nei confronti del suo aguzzino il processo è ancora in corso. Lei però porta ancora i segni dell'esperienza».

«Avrei dovuto denunciarlo» - «Ero a Baden e stavo tornando a casa e così, all'improvviso, il tassista mi ha detto che – se volevo – potevo pagarlo con del sesso orale», ricorda F. (26 anni), «mi ha terrorizzata, è una situazione surreale e spiacevole». Al momento di scendere, fortunatamente, niente più allusioni e la giovane ha potuto allontanarsi senza problemi. «Ancora oggi mi pento di non averlo denunciato... Mi sentirei più a mioagio con una donna al volante? Di sicuro», conferma.

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