Amnesty International
BERNA
01.07.19 - 18:300
Aggiornamento : 02.07.19 - 08:33

Sesso? «Solo con il consenso di entrambi!»

Amnesty lancia la campagna “Prima sì, poi ahh sììì” per cambiare la legge svizzera: «Non parliamo di firmare un contratto»

BERNA - “Prima sì, poi ahh sììì”: Amnesty International Svizzera ha lanciato una campagna perché il consenso (o meglio l’assenza dello stesso) diventi l’elemento centrale per determinare se una persona sia stata o meno vittima di stupro. In una petizione, l’organizzazione per i diritti umani chiede in particolare che il Codice penale sia modificato in modo che «tutti gli atti sessuali senza consenso possano essere puniti in maniera adeguata». 

In Svizzera ci deve essere «costrizione» - Al momento, infatti, la legislazione svizzera prevede che, perché si configuri il reato di violenza carnale ai danni di «una persona di sesso femminile», ci sia «costrizione», «segnatamente» con «minaccia o violenza». Un uomo che si scontra con uno o svariati “no” o con un rifiuto non verbale, insomma, non è uno stupratore se la presunta vittima non gli ha opposto una certa resistenza fisica. «La legislazione attuale stabilisce che, anche quando la vittima ha chiaramente detto di “no”, si tratta di aggressione sessuale o stupro solo se c’è stato uso della forza o della coercizione », sottolinea Sarah Rusconi di Amnesty International Svizzera. 

«Non parliamo di firmare un contratto» - «Per fare sesso serve il consenso di entrambi!», recita il portale dell’iniziativa e, nei video della campagna, si vedono delle persone che, prima dell’amplesso, pronunciano un chiaro “sì” in favore di camera… state quindi proponendo che, prima di ogni rapporto sessuale, i partner coinvolti si scambino un consenso verbale? «Non stiamo parlando di firmare un contratto, ma sensibilizziamo le persone ad accertarsi che il partner abbia esplicitato il proprio consenso, in modo verbale o non verbale», spiega Rusconi. Lo shock ingenerato da un abuso, del resto, spesso rende le vittime incapaci di agire o di parlare, «ma il linguaggio non verbale dice molto», sottolinea la responsabile.

«La maggioranza delle aggressioni non viene segnalata» - Oltre che dagli impegni presi in sede internazionale (la Convenzione di Istanbul prevede che ogni atto sessuale “non consensuale” debba essere considerato violenza sessuale), la Svizzera dovrebbe agire perché, nel nostro Paese, «nella grande maggioranza dei casi le aggressioni sessuali non vengono segnalate»: «La paura, la vergogna e la mancanza di fiducia nel sistema giudiziario impediscono a molte donne e ragazze di denunciare le aggressioni sessuali», lamenta la ong. Secondo uno studio realizzato da gfs.bern, anzi, solo l’8% delle presunte vittime lo fa. Sempre secondo la stessa indagine, il 22% delle donne in Svizzera «ha subito atti sessuali indesiderati almeno una volta nella vita e il 12% ha avuto un rapporto sessuale contro la propria volontà».

Si chiedono «formazione» e  dati - Oltre alle modifiche legislative illustrate sopra, la petizione indirizzata alla capa del Dipartimento federale di Giustizia e polizia, Karin Keller-Sutter, chiede «una formazione obbligatoria e un addestramento continuativo di Giustizia, polizia e avvocati sul comportamento da tenere con le persone colpite da violenza sessuale». Il testo chiede altresì una rilevazione sistematica dei dati relativi «a tutte le forme di violenza sessuale» e che si conduca «ricerca scientifica riguardo all’applicazione del diritto penale in materia di reati sessuali in Svizzera». 

Commenti
 
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curzio 11 mesi fa su tio
"....violenza carnale ai danni di una persona di sesso femminile ...". E se invece la persona che subisce violenza carnale è di sesso maschile? No problem? Bella parità di diritti!
Tato50 11 mesi fa su tio
Quindi se una vuole metterti nei guai, la sua parola contro la mia !!! Sarà per quello che se capita quella deve essere sposata e avere dei precedenti conosciuti ( non dal marito ) ;-((
F/A-18 11 mesi fa su tio
Alla faccia della parità tra i sessi...., due scopano ma uno passa per delinquente. Ma dov'è la parità di trattamento? Ma dov'è andiamo a finire? Già gli uomini sono penalizzati in caso di divorzio, ora devono farsi mettere nero su bianco prima di una scopata, non c'è metodo migliore per creare tensioni e malumori, grazie ma non ne avevamo bisogno.
F.Netri 11 mesi fa su tio
Tranquilli....uomini! Tra qualche anno e grazie alla tecnologia, si potrà fare sesso liberamente senza più bisogno delle donne!
marco17 11 mesi fa su tio
Una norma che sembra pensata per dar lavoro ad avvocati specializzati in affari di mutande..
anndo76 11 mesi fa su tio
ma che bel futuro....cioe' siamo arrivati a respirare con le maschere e s.....e con il preservativo, e ora anche con un "consenso" scritto ?? ma cosa vuol dire? saro' ignorante....ma credo che abbiamo oltrepassato la follia. Un conto e' uno stupratore ( da condannare senza se o ma' ) un conto e' un rapporto tra 2 persone. che faccio vado e se poi non la soddisfo passo per "stupratore" aahahah mamma mia che mondo abbiamo creato
mats70 11 mesi fa su tio
@anndo76 Non sai quante donne prima lo fanno poi se ne pentono e denunciano l'uomo. Di casi del genere è piena l'aria perciò, perché no, ben venga un contratto addirittura con la propria di donna.
Tato50 11 mesi fa su tio
@mats70 Chissà che allegria e che sollievo per i mariti ;-)) Ma ci vuole anche la "marca da bollo" come al sud o basta un formulario rilasciato da Ficedula ? Il contratto con la propria donna, quindi presumo moglie? Al momento del matrimonio dovrò impegnarmi davanti al prete che scoperò solo lei per tutta la vita sia nel bene che nel male ? Me lo dirai dopo trent'anni che ti rompe le palle perché prima del SI sono tutte stupende, poi molte diventano delle grandi carogne ;-((( E se divorzi paghiiiiiiiiiiiiiii !!!!!!!!!!!!
SosPettOso 11 mesi fa su tio
beh... anche a fronte di un contratto scritto diranno di aver firmato sotto pressione/coercizione.
OCP 11 mesi fa su tio
@SosPettOso ....bisognerà andare prima dal notaio allora.
MrBlack 11 mesi fa su tio
Fatemi capire. 22% delle donne ha subito atti sessuali indesiderati. Su una popolazione in Svizzera di 4 milioni di uomini adulti, dovrebbero finire in galera circa 800’00 uomini. Mhhh spiegate bene cosa si intende con “negazione del consenso tramite linguaggio non verbale” perché non vorrei finire tra gli 800’000.
comp61 11 mesi fa su tio
A me sembra na Minkiata. Serve davvero? Sensibilizzerà uno stupratore infoiato?
marco17 11 mesi fa su tio
@comp61 Hai ragione: solenne minkiata. Come dici, non scoraggerà gli stupratori. Invece, in caso di una coppia che divorzia, gli avvocati della moglie la incoraggeranno a denunciare il marito per stupro con il pretesto del mancato consenso, come oggi molte denunciano il coniuge per presunti atti di pedofilia verso i figli.
pontsort 11 mesi fa su tio
@comp61 Al massimo serve a eccitarli ancora di più....
dino 11 mesi fa su tio
@comp61 Senza voler togliere il diritto alle donne di scegliere e decidere se si o se no, che mi sembra sacrosanto tra esseri umani, a me pare un’altra arma data alle donne contro gli uomini. Già ora alcune donne prima ci stanno e poi “cambiano” idea e mettono nella cacca L’uomo, che contro la parola di una donna non possono fare nulla. In caso di divorzio il discorso è simile, la donna dice e l’uomo paga.
mats70 11 mesi fa su tio
@dino Centrato il succo del problema
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