I pro e contro, più qualche bufala, sul 5G

Vogliamo connessioni veloci. Ma temiamo l’arrivo del 5G. C’è chi lancia petizioni contro nuove antenne. Chi invita alla prudenza e chi pensa che moriremo di cancro. La paura di una nuova rivoluzione

La nostra vita scorre a velocità altissima e sembra ormai impossibile fermarsi e rallentare. Lʼimperativo moderno è che le comunicazioni, i suoni e le immagini arrivino a destinazione nel minor tempo possibile: non è una questione da poco ma una vera e propria rivoluzione che ha una data precisa, il 2020. Lʼanno prossimo, infatti, debutterà ufficialmente un nuovo standard di comunicazione mobile, il 5G, che permetterà di viaggiare su internet ad una velocità di mille volte superiore a quella attuale.  Sono tanti i Paesi al mondo che lavorano alacremente per arrivare fra i primi in questa corsa alla modernizzazione.


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Urs Schaeppi, Ceo di Swisscom-

La Svizzera si muove - In Europa il primato spetta alla Svizzera che il 17 aprile 2019, grazie alla partnership tra Swisscom ed Ericsson, ha lanciato la prima rete commerciale 5G del Continente. La copertura, per ora, riguarda 54 località, tra cui Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo, ma la Swisscom è al lavoro perché entro la fine dellʼanno la rete 5G possa avere una copertura di circa il 90% del territorio nazionale, arrivando, nel 2021, a raggiungere i 2.212 comuni svizzeri. ”Con il lancio della prima rete 5G commerciale, stiamo gettando le basi per nuove applicazioni e innovativi modelli di business - ha dichiarato Urs Schaeppi, Ceo di Swisscom- e questo non avrà rilevanza solo per la Svizzera ma sarà anche stimolante per le persone che entreranno a far parte del mondo digitale, sia che vivano in città, in campagna o in montagna”. La rivoluzione è iniziata anche se è vero che, pur essendoci la rete 5G, sono ancora pochissimi i dispositivi disponibili in grado di poterla sfruttare. Secondo quanto rilevato dallʼIdc, International Data Corporation, nel 2019 saranno venduti 6,7 milioni di smartphone 5G: una quota minima, circa lo 0,5% del mercato complessivo, rispetto al 95,4% dei dispositivi 4G che, entro il 2023, potrebbero scendere al 71,7%. Lo standard 4G sarà quindi a lungo dominante anche se, sempre secondo gli operatori, sarà proprio la presenza delle reti ad incentivare lʼacquisto dei dispositivi in grado di navigare ad una velocità superiore rispetto a quella attuale. 


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Le zone d'ombra del 5 G


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Per quanto si faccia un gran parlare di 5G, e della sua capacità di rivoluzionare il sistema delle  telecomunicazione, in verità, persistono ancora delle grandi zone dʼombra intorno a tale argomento. Come detto, il 5G è un nuovo standard per la comunicazione mobile che assicura una velocità di download ed upload molto elevata permettendo una connessione più veloce con una bassissima latenza. In soldoni, il protocollo permetterà di viaggiare a 50-60 megabyte al secondo, potendo, per esempio, scaricare un film in 4K, circa due ore, in 30 secondi laddove attualmente servono delle ore.

Una tappa rivoluzionaria - Eʼ questa la tappa rivoluzionaria, la quinta generazione appunto, degli standard comunicativi, la cui storia è iniziata nel 1991 con il 2G, sviluppato per migliorare la qualità della telefonia mobile, a cui è seguito il 3G che permise la connettività dati in mobilità e la possibilità di vedere i programmi televisivi, fino al 4G sviluppato per migliorare la telefonia Ip e il cloud computing. La velocità di navigazione del 5G, aprirà una nuova fase della modernizzazione del nostro stile di vita quali la messa in commercio dei primi veicoli a guida senza pilota, che si serviranno di una intelligenza artificiale capace di elaborare dati in pochi secondi, oppure la domotica con la possibilità di collegare in maniera assolutamente più efficiente rispetto al presente, in ogni abitazione, un gran numero di elettrodomestici ad un unico punto di accesso quali il modem o il router. Tale possibilità  esiste già con la fibra attuale ma il limite del 4G è la difficoltà, riscontrata di frequente, nel gestire contemporaneamente tutti questi oggetti. 


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Le onde radio minimetriche - Lʼaltra  sostanziale differenza tra i due standard di comunicazione consiste nel fatto che mentre il 4G prevede, per il suo corretto funzionamento, una serie di cavi in fibra ottica che vengono convogliati in torri di raccolta, il 5G funziona esclusivamente in modalità wireless, cioè senza fili, inviando lʼimpulso di comunicazione da una antenna allʼaltra. Per raggiungere velocità così elevate è necessario utilizzare uno spettro di frequenze mai usato fino ad ora: il 5G è strutturato per sfruttare anche onde millimetriche, anche se in realtà oggi non lo fa. Onde millimetriche tra i 30 e i 300 GHz, che costituiscono lo spettro di frequenza mai sfruttato nelle attività umane. La differenza di prestazione appare evidente se si considera che lʼattuale 4G, al suo punto più alto, sfrutta 2.600 megahertz allʼinterno di uno spettro di frequenze non solo qualitativamente minore ma anche molto più affollato da altri servizi che sfruttano la medesima banda di trasmissione. 

Sarà una rivoluzione - Lʼentrata in funzione del 5G sarà quindi, a tutti gli effetti, una rivoluzione, non solo sul piano delle telecomunicazione ma anche a livello  personale nella vita di ciascuno di noi. Gli scenari futuristici ad esso connesso, dalle abitazioni sempre più informatizzate, alla connessione sempre più veloce e fruibile, affascinano ma, al contempo, come tutti i cambiamenti epocali, spaventano non poco. 

 

La grande paura


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A Denens, nel cantone Vaud, il 10 giugno, intorno alle 5 del mattino, è stato fatto esplodere il locale tecnico di una antenna della telefonia

Basti semplicemente pensare al cambio di scenario intorno a noi: come detto, infatti, il 5G viaggia in modalità wireless da antenna ad antenna ma perché funzioni a dovere ne dovranno essere installate un numero consistente. Ecco perché, da che si è iniziato a parlare di 5G, sono diventate sempre più frequenti ed insistenti le voci contrarie, le proteste di coloro che sostengono la dannosità del 5G per la nostra salute. In tutta Europa  si organizzano movimenti di protesta contrari allʼinstallazione di tali antenne e se, in Italia, un gruppo di cittadini ha raccolto 11 mila firme in una petizione consegnata al Parlamento con il beneplacito del consigliere regionale del Movimento 5 stelle Andrea Maschio e del senatore del partito Fratelli DʼItalia Andrea De Bertoli, in Svizzera è di pochi giorni fa la notizia di una esplosione che ha danneggiato lʼantenna di telefonia condivisa da Swisscom e Salt a Denens, nel cantone Vaud. Il 10 giugno, intorno alle 5  del mattino, un abitante della zona, ha lanciato lʼallarme dopo che una potente deflagrazione aveva incendiato e distrutto il locale tecnico di una antenna della telefonia Swiss e Salt, oltre ad aver danneggiato vari cavi e una parte del pilone. Secondo gli agenti di polizia ed i pompieri accorsi sul posto, lʼincendio sarebbe di origine dolosa e la Procura avrebbe avviato una indagine in merito.


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Movimenti di protesta contro la costruzione di nuove antenne 5G a Berna

Movimenti di protesta e petizioni - La vicenda appare collegata ai movimenti di  protesta che, negli ultimi mesi in Romandia, si sono opposti allʼintroduzione della nuova tecnologia di telefonia mobile, e nonostante lʼincendio abbia danneggiato una antenna che non è compresa nel progetto di infrastruttura per la rete 5G, quanto successo è il chiaro sintomo che, anche in Svizzera, ci sia una forte opposizione al nuovo standard di comunicazione. Secondo un sondaggio pubblicato, ad aprile, dalla rivista ʻIllustrèʼ il 65% della popolazione della Svizzera romanda teme che le onde 5G possano nuocere alla salute mentre, a livello nazionale, la percentuale scende al 54%. Voci contrarie sono state espresse, oltre che nei cantoni di Vaud, Ginevra, Neuchatel e Giura, mentre la società civile ha lanciato due petizioni online nella Svizzera romanda e nella Svizzera tedesca con la dicitura ʻStop 5Gʼ. Lo stesso presidente dei Verdi  del Cantone Vaud Alberto Mocchi ha dichiarato che “Non ci opponiamo al principio 5G. Ma oggi non disponiamo di risposte sufficienti riguardo ai potenziali effetti sulla salute di questa tecnologia”.

Pochi studi scientifici - Lʼincertezza sui possibili effetti dannosi per la salute è la fonte di maggiore preoccupazione per tutti coloro che si dichiarano contrari allʼintroduzione del 5G, e tale incertezza è fomentata anche dal fatto che vi sono, a tal proposito, pochissimi studi scientifici a riguardo. Come succede sempre nelle zone dʼombra quindi, proliferano una serie di tesi, non comprovate da alcuno studio medico serio, che, facendo leva sulla paura, propugnano come certi gli effetti negativi del 5G sullʼuomo e sullʼambiente. 


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La paura del cancro - Tra questi ci sarebbe il pericolo di tumore, la nascita di batteri resistenti agli antibiotici, effetti dannosi per la flora e la fauna e il surriscaldamento del corpo umano prodotto dalle nuove antenne che, secondo alcuni, avrebbero le caratteristiche di vere e proprie armi letali. Con riguardo al problema se il 5G possa essere o meno cancerogeno, i sostenitori di questa tesi fanno riferimento ad uno studio condotto negli Stati Uniti su un gruppo di ratti:  alcuni di essi sono stati esposti, per 4 ore e mezzo per due anni di seguito, a onde elettromagnetiche su frequenze usate dal 2G e dal 3G ed altri esposti, da quando erano dei feti, a quelle usate dal 5G. Si è osservato, in questʼultimo caso, un aumento dellʼincidenza di rari tumori ad cervello e al cuore che però, inspiegabilmente, colpiva solo alcuni esemplari maschi. Il risultato dellʼesperimento, quindi, è stato scientificamente debole e gli stessi scienziati dellʼistituto che lo ha condotto, ha dichiarato che tale risultato non può essere trasposto sugli esseri umani dato che la potenza delle onde elettromagnetiche a cui sono stati esposti i ratti sono di gran lunga superiori rispetto al normale uso di un cellulare. Sullʼonda della preoccupazione destata dalla sola possibilità che il 5G possa essere cancerogeno, un gruppo di 180 scienziati hanno avanzato una istanza, alle istituzioni europee, per bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, in attesa che si accertino i reali rischi per la salute dei cittadini. Gli accusatori del 5G si basano sul fatto che le frequenze operative saranno molto più elevate di quelle usate dalle reti precedenti: i campi elettromagnetici a cui saremo esposti saranno più forti perché il segnale wireless usato è efficace solo a breve distanza e con scarsa capacità di superare le barriere solide. 

Le rassicurazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità - Il risultato sarà quindi di avere moltissime antenne con un uso più intensivo della tecnologia senza fili. In merito al paventato pericolo di aumento di tumori legato allʼuso del 5G, lʼOrganizzazione mondiale della sanità, però, non ha mai riscontrato alcuna dannosità legata allʼuso della nuova tecnologia. Anzi, a ben guardare, sono proprio le caratteristiche della nuova tecnologia citate dai suoi detrattori a doverci convincere che se il 5G ha meno capacità di penetrare barriere solide lo stesso discorso deve valere per il corpo umano, con minore capacità delle onde elettromagnetiche di poter provocare danni diretti al nostro organismo. Fin dai primi anni ʼ80, con allʼarrivo sul mercato dei primi telefonini, si fecero strada i pionieri di coloro che professavano sventure legate al loro utilizzo eppure sono passati oltre trentʼanni e ormai, con la diffusione della tecnologia wi-fi viviamo in ambienti a totale copertura di rete.


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Una vita da elettrosmog - Di fatto, tutti noi, prima ancora della cosiddetta ʻapocalisse 5Gʼ, vive da anni immerso in radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, e lʼinquinamento  lettromagnetico è diffuso, con varia intensità, nelle aree altamente urbanizzate come nei più piccoli centri abitati. Nel caso di router, modem e degli altri dispositivi per le telecomunicazioni, le informazioni vengono trasferite usando lunghezze dʼonda inferiori a quelle della luce e lʼintensità con le quali i segnali elettromagnetici vengono irradiati sono estremamente basse. Per lʼOrganizzazione mondiale della sanità lʼutilizzo del 5G, di conseguenza, non comporterà un aumento dei rischi per la salute delle persone tenendo presente che, come ormai da letteratura medica, lʼesposizione più elevata a cui siamo sottoposti non proviene dallʼantenna della telefonia mobile ma dallʼutilizzo senza criterio dello smartphone, a cui incolliamo il nostro orecchio diverse ore al giorno, o che teniamo attaccato al corpo o sotto il cuscino mentre dormiamo. 


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Le teorie complottistiche


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A dispetto di quanto sostenuto dallʼOrganizzazione mondiale della sanità, proliferano su internet, siti nei quali vengono vendute apparecchiature fasulle atte a difendere dalle onde elettromagnetiche, oppure corsi a pagamento per conoscere le migliori protezioni contro di esse, fino allʼofferta di mutande e cappellini schermati. Questo perché si stanno facendo strada delle teorie secondo le quali le onde sfruttate dal 5G avrebbero la capacità di penetrare di qualche millimetro lʼepidermide umana e le molecole dʼacqua, del quale è composto il nostro corpo, subirebbero un surriscaldamento simile a quello prodotto sui cibi dal forno a microonde. Tale caratteristica, sempre secondo gli aderenti a tale teorie, si ravviserebbe in alcune armi non letali in dotazione al Pentagono, capaci di sparare onde millimetriche a radiofrequenza con una immediata sensazione di riscaldamento del corpo che porterebbe alla fuga immediata. Secondo le teorie che circolano in certi canali del web “per dare vita al 5G verranno installate migliaia di antenne, cioè piccoli cannoni, armi non letali, che andranno a scaldare gli strati dʼacqua contenuti sotto pelle”. Per chiarezza occorre dire che le antenne necessarie per il funzionamento del 5G saranno celle di piccole dimensioni che verranno opportunamente distribuite a livello locale, capaci di trasmettere il segnale in meno tempo e con conseguente minore dispendio di energia. 

Gli uccelli morti - Molte persone hanno poi messo in correlazione il 5G alla moria di uccelli registrata lo scorso  autunno nei Paesi Bassi o con lʼaumento degli stormi di uccelli in diverse città italiane. Nei siti di pseudo-scienza si motiva il fenomeno con la presenza nellʼaria della cosiddetta ʻpolvere intelligenteʼ, ossia la nuova tecnologia strategica utilizzata dal Pentagono che sarebbe composta da “un pulviscolo composto da miliardi di  microscopici computer, grandi circa un millimetro cubo, in grado di incorporare sensori elettronici, software e batterie”.

Il Nuovo Ordine Mondiale - Eʼ evidente che tali teorie sono lʼestensione di quelle complottiste secondo le quali esisterebbe una misteriosa entità chiamata ʻNuovo Ordine Mondialeʼ desiderosa di sovvertire lʼordine mondiale precostituito, assumendo il controllo delle nostre vite. Questo avverrebbe, soprattutto, con lʼutilizzo di internet quale viatico di messaggi subliminali capaci di rendere gli esseri umani schiavi. Strumento principe per la diffusione della ʻnuova schiavitùʼ sarebbe proprio la tecnologia 5G grazie alla sua capacità di veicolare messaggi ed immagini ad una velocità elevatissima oltre che alla possibilità di rendere la nostra abitazione robotizzata.


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Batteri resistenti agli antibiotici - Sempre nello stesso ordine di pensiero si può incasellare la teoria secondo la quale lʼesposizione alle onde elettromagnetiche comporterebbe la nascita di nuovi batteri resistenti agli antibiotici con il tremendo pericolo della diffusione di nuove malattie. Dʼaltra parte le ipotesi che il 5G sia dannoso per la salute non provengono solo da sedicenti blog scientifici o da comuni cittadini impressionati dalla massa di notizie negative che circolano sullʼargomento ma anche da alcuni esponenti della comunità scientifica, come i quasi duecento scienziati di cui si è prima detto. Secondo Martin Pall, dellʼUniversità di Washington, “Ciascuno degli effetti dei campi elettromagnetici può costituire una seria minaccia per la sopravvivenza del genere umano. Nei topi i campi elettromagnetici provocano un crollo della riproduzione fino quasi allo zero e il 5G ci esporrà a frequenze superiori a quelle presenti allʼinterno di un forno a microonde”. Secondo la dottoressa Sharon Goldberg, la quale ha dichiarato al Comitato per la politica energetica del Michigan, con riguardo allʼutilizzo del 5G e della domotica, che, tra gli effetti vanno elencati, “La resistenza agli antibiotici e i danni al sistema immunitario, oltre che lʼaumento delle operazioni agli occhi, legate soprattutto alle cataratte”.

Depressione e suicidio - Mentre rimane lʼincognita del ruolo delle onde elettromagnetiche nei casi di depressione e suicidio, oltre che nel fenomeno dellʼaumento del consumo di oppio negli Stati Uniti”. In conclusione si può affermare che non esistono rivoluzioni che non chiedano una scotto da pagare: è stato così dalla rivoluzione industriale in poi, con lʼuso intensivo delle risorse del pianeta e lo è stesso è avvenuto nel caso delle scoperte scientifiche di cui, non sempre, lʼuomo ha fatto buon uso. Il 5G è già una realtà e nellʼimpossibilità di bloccare il progresso della tecnologia si può di certo invocare un uso più consapevole e meno dannoso dei suoi prodotti.

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