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Alla donna è stata inflitta una pena pecuniaria sospesa di 50 aliquote giornaliere da 30 franchi e ad una multa di 300 franchi.
SVIZZERA
04.06.19 - 12:280
Aggiornamento : 15:25

Scopre la password e legge le e-mail dell’ex marito: condannata

Il Tribunale federale ha confermato la pena pecuniaria sospesa inflitta ad una donna

Email

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LOSANNA - Accedere ad un account email è punibile anche se la password viene scoperta per caso. Il Tribunale federale (TF) ha confermato la pena pecuniaria sospesa con la condizionale inflitta per l'indiscrezione di una donna separata dal marito.

La ricorrente aveva trovato i dati di accesso su un documento che il marito aveva lasciato nell'ufficio che condividevano nel vecchio domicilio coniugale. Poiché nutriva dubbi sul suo diritto di accedervi, aveva fatto alcune ricerche su internet e chiesto informazioni ad un parente procuratore che le aveva riferito che tale azione non fosse illegale.

In una sentenza pubblicata oggi, il Tribunale federale è di tutt'altro avviso: il modo in cui sono stati ottenuti i dati di accesso non è decisivo. Non è necessario un comportamento attivo per commettere il reato di accesso indebito a un sistema di elaborazione di dati.

Mancanza di consenso - La Corte conferma così la decisione presa lo scorso ottobre dal Tribunale cantonale argoviese. Ritiene inoltre che il marito aveva lasciato involontariamente in giro i suoi dati di accesso e che tale omissione non possa essere considerata come un consenso all'accesso alle sue email.

La donna, condannata a una pena pecuniaria sospesa di 50 aliquote giornaliere da 30 franchi e ad una multa di 300 franchi, riteneva che l'accesso indebito ad un sistema per l'elaborazione di dati implica un'energia criminale per essere punibile. Come ad esempio nel caso dell'hacking o del phishing.

I giudici di Mon Repos hanno anche respinto l'argomento secondo cui la ricorrente sarebbe caduta in errore a causa dell'illegittimità delle informazioni fornite dal parente procuratore da lei contattato. La donna non poteva fidarsi poiché non si trattava di un'informazione ufficiale, afferma il TF.

Inoltre, aveva ancora cercato informazioni su internet, come hanno dimostrato analisi svolte dalla polizia scientifica nel computer di sua proprietà. Tale comportamento mostra che aveva una sensazione generale di fare qualcosa di illecito. In queste circostanze, il TF conclude che può essere escluso l'errore di valutazione sull'illegalità

Commenti
 
francox 1 mese fa su tio
Come dice Teresa Mannino, bisogna imparare dalle mogli.
miba 1 mese fa su tio
...il marito aveva lasciato involontariamente in giro i suoi dati di accesso... Proprio un bel pollo!:):):)
Raul Arslan 1 mese fa su fb
O mamma mia chi sa cosa successo..
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