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Diverse migliaia di giovani, famiglie e anziani si sono dati appuntamento per le strade e nelle piazze svizzere
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SVIZZERA
15.03.19 - 14:320
Aggiornamento : 18:23

Lunghi cortei e piazze affollate per salvare l'ambiente

Tutti chiedono che la Svizzera dichiari l'emergenza climatica e riconosca ufficialmente il riscaldamento globale come una crisi

BERNA - Oltre 55'000 persone, in particolare giovani, studenti e apprendisti, ma anche anziani e famiglie, hanno manifestato oggi in tutta la Svizzera in occasione dello sciopero globale a favore del clima. Diversi cortei si sono svolti in più di venti città elvetiche, tra cui Lugano e Bellinzona.

"Make Love, non CO2", "Non esiste un pianeta B", "Nonna, cos'è la neve?": questi alcuni degli slogan sugli striscioni delle decine di migliaia di manifestanti in tutta la Svizzera, che pretendono dalla classe politica un maggiore impegno a favore del clima e dell'ambiente.

Giovani e meno giovani chiedono infatti che la Confederazione dichiari l'emergenza climatica e riconosca ufficialmente il riscaldamento globale come una crisi. Un'imponente mobilitazione è stata registrata anche in Ticino: dopo un primo corteo a Lugano, nel pomeriggio circa 4'500 adolescenti si sono radunati in massa a Bellinzona.

La manifestazione che ha coinvolto più persone, 12'000 secondo gli organizzatori, si è tenuta a Zurigo. Studenti e apprendisti hanno riempito la terrazza panoramica del Politecnico, prima di sfilare nelle vie del centro nonostante il vento e la pioggia.

A sostenere la protesta anche la Chiesa protestante: martedì le lancette della chiesa di St. Peter - sul più grande orologio di tutti i campanili d'Europa - si sono fermate alle 11:55.

"Fünf vor Zwölf" - cinque minuti a mezzanotte - è un'espressione molto diffusa in tedesco, che riprende la metafora dell'Orologio dell'apocalisse e simboleggia in questo caso l'emergenza climatica.

«Ci schieriamo al fianco dei giovani perché la protezione della nostra Terra è importante per la Chiesa», ha dichiarato in proposito il pastore Ueli Greminger, che ha chiesto e ottenuto dalle autorità cittadine il permesso di bloccare le lancette fino alla sera.

Grande partecipazione in Romandia - Nella Svizzera romanda lo sciopero globale a favore del clima ha riscosso molto successo in tutte le città.

A Losanna sono state circa 10'000 le persone, la maggior parte adolescenti, scese in strada a protestare. Il corteo si è radunato in stazione, prima di dirigersi verso il centro città. La situazione è leggermente sfuggita di mano solo in due occasioni: una filiale del Credit Suisse è stata imbrattata di pittura rossa, mentre un gruppo di persone - tra 30 e 50, secondo la polizia - hanno fatto irruzione nello stabile della cassa pensione "Retraites populaires", scandendo slogan anticapitalistici. Alcuni di loro sono rimasti all'interno dell'istituto per diverso tempo.

A Ginevra circa 5000 persone, secondo la polizia, sono scese in strada denunciando l'inerzia del mondo politico. Il corteo è partito dalla stazione in direzione della "Place de Neuve", passando per le strade e le vie commerciali della città sul Lemano.

In piazza anche gioventù friburghese: un lungo corteo, formato da circa 2'000 partecipanti, è partito dalla piazza Georges-Python, nel centro, terminando nella parte bassa della città, dopo aver fatto un giro vicino alla cattedrale.

In 2'000 si sono presentati anche a Neuchâtel, dove oggi è stata inoltre depositata una mozione alla Cancelleria di Stato - firmata da un migliaio di persone - con il titolo "Agite per un futuro sostenibile e giusto". Diverse raccolte di firme sono state organizzate anche in altre città.

Circa 300 giovani giurassiani si sono invece riuniti a Delémont e alcuni di loro sono entrati in una filiale di UBS, accusando la banca di investire nelle energie fossili. Non vi è stato nessun atto di vandalismo e le persone sono uscite dopo pochi minuti.

In 8'000 a Berna - A Berna si sono radunate circa 8'000 persone, che hanno invaso le strade della città federale, scandendo slogan e mostrando numerosi striscioni a favore dell'ambiente.

Il corteo è partito dall'edificio centrale dell'Università attorno a mezzogiorno ed ha fatto una prima tappa alla Waisenhausplatz, a pochi metri da Palazzo federale. In seguito è partita la marcia in direzione di Viktoriaplatz, oltre il ponte del Kornhaus. Nel resto del cantone si sono svolte manifestazioni anche a Thun e Bienne, rispettivamente con 800 e 500 partecipanti.

A Basilea istituito un "Klimacamp" - Dimostrazione originale a Basilea: nella città renana, oltre al corteo che ha coinvolto circa 2'000 persone, alcuni attivisti hanno istituito da ieri un piccolo "campeggio" nei pressi dell'ex caserma.

Il "Klimacamp", sebbene la zona sia stata occupata senza autorizzazione, ha riscosso molto successo e dovrebbe rimanere fino a domani. Circa 50 giovani hanno trascorso la notte all'interno delle loro tende nonostante vento e pioggia. Oggi invece si sono tenute diversi workshop e attività di vario genere.

Il parlamento di Basilea Città lo scorso 20 febbraio ha dichiarato lo stato di emergenza climatica in una risoluzione. L'obiettivo dei giovani manifestanti è ora quello di estenderlo a tutta la Svizzera.

La protesta a favore del clima non ha avuto ovunque successo: se a Lucerna i manifestanti erano 1'500, ad Aarau, Baden (AG), Soletta e Olten (SO) non superavano i 200.

KEYSTONE/EPA (PETER SCHNEIDER)
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