20M
SVIZZERA
15.03.19 - 06:410

«L'autunno in cui mio papà mi rapì e mi portò via dalla Svizzera»

La storia di K portata a Londra dal padre a 5 anni e tenuta lì per 6 mesi: «Quella paura mi ha segnata per tutta la vita»

ZURIGO - Dopo il caso delle piccole bernesi Nuran e Sarah - rapite nel 2014 da loro padre, portate in Egitto e tornate fra le braccia della madre solo cinque anni dopo, 20 Minuten ha raccolto una nuova storia.

Quella di K*. , oggi adulta, rapita dal padre quando aveva 5 anni e portata - inconsapevole -nel Regno Unito dove è rimasta per 6 mesi.

Signora K. , si ricorda il giorno del suo rapimento?

Sì, è stato durante le vacanze autunnali. Mio padre venne in Svizzera a prendermi per volare a Londra. Da bambina non si ha una corretta percezione del tempo, eppure mi sembrava che ne fosse passato molto dall'ultima volta che avevo visto o parlato a mia mamma.

Quando chiamava, poi, mi era vietato parlarle al telefono. Piano piano ho capito, e mi è stato anche detto, che sarei dovuta restare lì per sempre. Lui, che aveva una nuova compagna, voleva darmi una famiglia pensava che fosse importante che avessi una figura paterna e una materna.

Che ricordi ha dei suoi mesi nel Regno Unito?

In Svizzera facevo l'asilo e poi, all'improvviso, non ci dovevo più andare. A Londra avevo una bellissima camera, tutta arredata, ma cosa importa se non ti senti a casa tua? In quel periodo, inoltre, mio papà si stava preparando per sposare la sua nuova moglie. Voleva che la chiamassi mamma, avevano preparato anche la procedura di adozione.

Com'è tornata in Svizzera?

Dopo circa sei mesi che ero lì la polizia è venuta a bussare alla porta. Mi hanno presa e consegnata a mia madre, all'aeroporto di Londra. Ma non siamo potute tornare subito, abbiamo dovuto aspettare al posto di polizia. In quei momenti ero terrorizzata, avevo paura che mi portassero di nuovo via da mia mamma. Anche una volta tornata a casa, quella paura è sempre rimasta lì. Quando suonavano alla porta mi nascondevo sotto al letto.

Come ha fatto a superare la cosa?

Dopo essere tornata in Svizzera ho iniziato un lungo percorso di terapia. È una cosa che mi turba ancora adesso, anche se è stata molto tempo fa.

Anche se quei giorni sono sepolti nell'oscurità della memoria, a volte risaltavano fuori. Durante l'adolescenza facevo spesso incubi a riguardo.Pure oggi faccio fatica a fidarmi completamente delle persone, la diffidenza ormai integrante della mia personalità. Ho due figli e un marito, con lui ho parlato di quello che mi è successo da piccola.

Che tipo di relazione ha oggi con suo padre?

Oggi abbiamo un buon rapporto ma la verità è che lui non è mai stato davvero un padre per me. Mi spiego: o è stato troppo o  troppo poco. Per tanti anni lui semplicemente non c'è stato.

Solo quando sono andata in rotta con mia madre, è successo quando avevo 17 anni, mi sono riavvicinata a lui e alla sua nuova famiglia. Mi hanno permesso di staccare dalla mia vita qui, è una cosa che mi ha fatto davvero bene. Posso dire di avere una vita felice solo dal matrimonio e dalla nascita del mio primo figlio. 

È un ottimo nonno, più di quanto sia stato come padre per me o il mio fratellastro. Non è uno che parla molto ma mi accorgo che il senso di colpa per quello che ha fatto è sempre presente in lui. Tra l'altro mi trovo anche benissimo con la sua compagna.

E con tua madre, invece?

Lei è il mio punto di riferimento da sempre, è una donna davvero super che mi ha cresciuta praticamente da sola. Il fatto che i miei fossero divorziati però da piccola mi ha fatto parecchio soffrire... ero gelosa degli altri bambini che avevano un papà.

*nome noto alla redazione 

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