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ZURIGO
19.02.19 - 07:360

Duecento anni fa nasceva Alfred Escher

Uomo di potere e padre della "Gotthardbahn", fu eletto cittadino onorario di Lugano nel 1871

ZURIGO - Duecento anni fa nasceva Alfred Escher, uomo politico di spicco, imprenditore, pioniere delle banche e delle costruzioni ferroviarie elvetiche, ma anche professore universitario. A causa dell'accumulo delle sue cariche e dell'intreccio tra compiti politici ed economici si trovò al centro delle critiche dei suoi avversari, ma gli storici concordano nell'attribuirgli un ruolo eminente per lo sviluppo della Svizzera moderna.

Nato il 20 febbraio del 1819, dal 1831 e per tutta la vita Alfred Escher visse nella tenuta famigliare, il palazzo Belvoir a Enge (oggi comune di Zurigo). Dopo gli studi di diritto alle Università di Zurigo, Bonn e Berlino, conseguì il dottorato nel 1842. Successivamente soggiornò a Parigi e nel 1844 ottenne l'abilitazione all'Università di Zurigo, dove insegnò procedura civile e diritto federale in qualità di libero docente fino al 1847.

Ruolo politico influente - Stando al Dizionario Storico della Svizzera (DSS), Alfred Escher assunse presto un ruolo politico influente nel canton Zurigo in qualità di esponente radicale prima e liberale poi. Nel 1844 venne eletto in Gran Consiglio, di cui fece parte fino al 1882 e che presiedette a più riprese tra il 1848 e il 1868. Fu inoltre cancelliere di Stato (1847-1848), membro del governo zurighese (borgomastro nel 1849, presidente nel 1850, 1851 e 1854). Quale direttore del Dipartimento dell'educazione introdusse le lingue moderne e le scienze naturali nell'insegnamento secondario.

Altrettanto rapida fu la sua carriera politica in ambito federale. Stando sempre al DSS, Alfred Escher fu delegato alla Dieta (1845, 1846 e 1848), appoggiò la creazione dello Stato federale, ma fu contrario ai Corpi franchi e al Sonderbund. Dal 1848 fino alla morte, fu membro del Consiglio nazionale, che presiedette negli anni 1849-1850, 1856-1857 e 1862-1863. Contribuì in maniera determinante alla fondazione del Politecnico federale di Zurigo nel 1855. Dal 1854 al 1882 fu vicepresidente del Consiglio dei politecnici federali.

Durante le crisi di Neuchâtel (1856-1857) e Savoia (1860) assunse posizioni concilianti e insieme ad altri industriali cercò di scongiurare uno scontro militare.

Promotore della linea del San Gottardo - A Sud delle Alpi, Alfred Escher (eletto cittadino onorario di Lugano nel 1871) è noto per essere stato il promotore della linea ferroviaria del San Gottardo. Negli anni 1860-1870 (e dal 1863 in veste di presidente della neonata Unione per il Gottardo) si adoperò per la costruzione della futura linea ferroviaria, da lui considerata come una "missione di importanza nazionale". Dopo che l'Italia (1869) e il Reich tedesco (1871) ebbero assicurato la loro partecipazione finanziaria, nel 1871 nacque la Ferrovia del San Gottardo ("Gotthardbahn"), all'interno della quale fu presidente di direzione e responsabile del dipartimento delle costruzioni.

Il suo ruolo di promotore ferroviario non si limitò però al San Gottardo. Dal 1852 in Consiglio nazionale si impegnò a favore delle compagnie private. Fu presidente della direzione (1853-1872) e del consiglio di amministrazione (1872-82) della Ferrovia del Nord-Est, di cui era stato uno dei fondatori nel 1853, e che nel 1858 divenne la più grande compagnia ferroviaria della Svizzera.

Stando al DSS, fu proprio per raccogliere gli ingenti mezzi finanziari necessari alle costruzioni ferroviarie, senza sottostare all'influenza straniera, che nel 1856 fondò il Credito svizzero (oggi Credit Suisse Group). Questa prima grande banca per l'industria e il commercio, il cui cda fu presieduto da Escher dal 1856 al 1877 e dal 1880 al 1882, contribuì in maniera determinante all'affermazione di Zurigo quale maggior centro industriale e finanziario della Confederazione.

Epiteto di "barone federale" - In una recente intervista sulla "NZZ am Sonntag", lo storico Joseph Jung, che da decenni si è occupato della figura di Alfred Escher, pubblicando una biografia e uno scambio epistolare, lo ha definito "una personalità d'eccezione" della storia svizzera moderna. Ma proprio a causa dell'accumulo di cariche politiche ed economiche e lo sfruttamento sistematico della sua posizione di potere, Escher finì presto al centro delle critiche.

Secondo il DSS, l'epiteto di "barone federale", attribuito a lui e ad altri grandi esponenti del liberalismo economico, "alludeva a una consapevolezza del proprio potere personale che sconfinava nell'arroganza, attitudine non estranea alla sua personalità". In veste di esponente della grande borghesia, Escher credeva molto nel progresso, trascurando tuttavia le conseguenze sociali delle trasformazioni economiche a cui aveva contribuito. Dopo il 1860 il "sistema Escher" incontrò una forte opposizione da parte delle fasce più svantaggiate, che sul piano cantonale zurighese sfociò nella vittoria del movimento democratico sul liberalismo economico escheriano (1868) e a livello federale nella revisione totale della Costituzione.

Gli ultimi anni della sua vita furono caratterizzati da diversi insuccessi. Nel 1876 la Ferrovia del Nord-Est entrò in una profonda crisi. Costretto al ritiro dalla presidenza della direzione della Ferrovia del Gottardo a causa di problemi finanziari, nel 1880 non fu invitato a partecipare alla caduta dell'ultimo diaframma della galleria. Nel 1882 Alfred Escher non poté neppure presenziare all'inaugurazione della linea ferroviaria del San Gottardo per motivi di salute. Morì il 6 dicembre di quell'anno nella sua tenuta di Belvoir.

Fondazione Gottfried Keller - Nel 1889, sulla piazza della stazione di Zurigo venne inaugurato un monumento a lui dedicato, opera dello scultore Richard Kissling. La città si fece poi carico della manutenzione della statua.

Con il patrimonio ereditato la figlia Lydia Welti-Escher diede poi vita nel 1890 alla fondazione Gottfried Keller, che possiede una delle più importanti collezioni d'arte elvetiche. La fondazione porta il nome del poeta e pittore svizzero Gottfried Keller (1819-1890), amico e coetaneo di Alfred Escher. Di entrambi ricorrono dunque quest'anno i 200 anni della nascita.

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