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VAUD
23.01.19 - 22:070
Aggiornamento : 24.01.19 - 08:27

Si inventò un'aggressione per inguaiare un collega: condannata

La donna, assieme al marito, è stata riconosciuta colpevole di denuncia mendace. L'uomo da lei accusato si trovava all'estero al momento dei fatti

VEVEY - Una coppia di Vevey, a processo, è stata condannata per denuncia mendace per aver inscenato una falsa aggressione, con l’obiettivo di mettere nei guai un collega della donna. Una vicenda piena di incongruenze, ha rilevato la giudice della corte, che ieri ha emesso il verdetto di colpevolezza.

La donna aveva raccontato di essere stata aggredita in casa, dove si trovava con il marito e i suoi cani, e di essere riuscita ad attivare un dittafono che teneva nella tasca, mentre si difendeva con l’altra mano dall’uomo mascherato.

In seguito, invece di avvisare immediatamente la polizia, la coppia francese - al tempo residente nel distretto del Pays-d’Enhaut - si era dapprima rivolta ad alcuni amici, mostrando loro alcune leggere escoriazioni. Al momento della denuncia, la donna ha quindi puntato il dito contro un suo collega. L’uomo però si trovava all’estero al momento dei fatti.

Clima di lavoro «deleterio» - Tra i due infermieri, in un clima di lavoro definito «deleterio», la giustizia aveva già dovuto intervenire. La donna infatti aveva accusato il collega di averle «fracassato la testa» durante una discussione avvenuta - senza testimoni - in ospedale. Anche in quel caso però, l’operatrice sanitaria non aveva subito alcuna ferita di rilievo. E proprio quando quella prima denuncia è stata archiviata, la coppia ha denunciato una nuova aggressione.

Secondo il procuratore, la registrazione fornita dai due è risultata poco attendibile. Inoltre, non essendo stata trovata alcuna traccia di Dna, le ferite riportate dalla donna avrebbero potuto essere autoinflitte. Nemmeno la ricostruzione dei fatti aveva permesso di vederci chiaro e l’infermiera, nel corso degli interrogatori, aveva fornito versioni discordanti, dicendo di non ricordarsi esattamente come si erano svolti i fatti.

Doppia condanna - Nel suo verdetto, la corte ha sottolineato la grave colpevolezza dell’imputata, per aver tentato due volte di far condannare il proprio collega. «Ha mentito. L’aggressione è stata organizzata dalla coppia», ha spiegato la giudice che ha condannato l’infermiera a 9 mesi di carcere sospesi e a una multa di 1’500 franchi. Anche il marito è stato riconosciuto colpevole di denuncia mendace e si è visto infliggere una pena di 6 mesi sospesi e una multa di 1’000 franchi.

La coppia dovrà inoltre rimborsare, per quanto possibile (i due hanno infatti beneficiato dell’assistenza giudiziaria), le elevate spese processuali. Diverse sono infatti le procedure aperte dai due, alcune delle quale portate fino al Tribunale federale. Il solo processo conclusosi questa settimana è costato in tutto 35’000 franchi, ai quali si aggiungono i 20’000 da versare al querelante.

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