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BERNA
28.09.18 - 14:240
Aggiornamento : 17:38

Riforma fiscale e AVS, si voterà il 19 maggio 2019

L'entrata in vigore è prevista non prima del gennaio 2020

BERNA - In caso di referendum, la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) sarà sottoposta in votazione popolare il 19 maggio 2019 ed entrerà in vigore non prima del gennaio 2020. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, dopo aver valutato precedenti date.

Fissare al 19 maggio 2019 la data della consultazione elettorale permette di rispettare i termini e le procedure legali previsti per le votazioni popolari, ha precisato il Governo.

Inizialmente, l'esecutivo aveva vagliato anche la possibilità di anticipare la votazione al 10 febbraio 2019. «Le vigenti disposizioni legali e considerazioni di natura politico-democratica non consentono tuttavia una tale anticipazione», si legge in una nota odierna.

Alla luce di queste considerazioni, il Consiglio federale ha pertanto deciso di fissare a maggio dell'anno prossimo la votazione sulla RFFA, che ha appena terminato l'iter parlamentare. I lavori preparatori per l'attuazione della riforma nei Cantoni possono già sin d'ora essere avviati.

Nessun referendum dai sindacati - L'Unione sindacale svizzera (USS) non lancerà il referendum contro la riforma fiscale con compensazione sociale nell'AVS. Riuniti in assemblea oggi a Berna i delegati della maggiore confederazione sindacale elvetica si sono pronunciati a favore del progetto con 46 voti contro 41 e tre astensioni.

Una maggioranza dei delegati si è allineata all'opinione della direzione dell'USS per la quale la Legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) rappresenta "un progresso sostanziale" rispetto alla situazione attuale e al precedente progetto - la Riforma III dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) - bocciato dal popolo nel febbraio 2017.

Nel caso in cui un eventuale referendum dovesse riuscire i delegati - con una maggioranza di 50 contro 40 e un'astensione - hanno deciso di lasciare libertà di voto. Il popolo sarebbe chiamato a esprimersi il 19 maggio 2019.

La discussione è stata molto animata. Pur accogliendo favorevolmente l'apporto supplementare di 2 miliardi di franchi per l'AVS previsto dalla RFFA - che a giugno ha sostituito il vecchio "Progetto fiscale 17 (PF17)" con l'inserimento della compensazione per l'AVS - numerosi oratori si sono detti preoccupati per le perdite fiscali per i Cantoni e per le loro conseguenze sociali.

Una gran parte dei Cantoni approfitta della discussione sulla soppressione dei privilegi fiscali per imporre riduzioni generali dell'imposta sugli utili, si rammarica l'USS, che intende proseguire la lotta a questo livello, ha indicato il suo presidente Paul Rechsteiner.

Domani sulla questione si esprimeranno anche i delegati del PS riuniti in assemblea straordinaria a Olten (SO)

Verdi liberali e Udc, i giovani dicono no alla Riforma - I Giovani Verdi Liberali (GVL) e i giovani UDC si opporranno con un referendum alla Legge federale sulla riforma fiscale e il finanziamento dell'AVS (RFFA) approvata dal Parlamento durante la sessione autunnale, terminata oggi con le votazioni finali. Dal canto loro, i Verdi decideranno domani sul da farsi.

Le Camere federali hanno sacrificato "ancora una volta gli interessi dei giovani e delle generazioni future", si legge in una nota odierna dei Giovani Verdi Liberali, che denunciano un "mercato delle vacche". Il partito accusa inoltre i deputati di minare la democrazia diretta, avendo riunito in un solo testo contenuti distinti che non permettono al cittadino di votare indipendentemente per gli aspetti fiscali e sociali.

La nuova legge prevede che in futuro ogni franco di tassazione perso in seguito alla riforma fiscale a livello di Confederazione, Cantoni e Comuni venga "compensato" con un franco di finanziamento all'AVS. Il Primo pilastro beneficerà in questo modo di 2,1 miliardi di franchi.

I Giovani Verdi Liberali hanno inoltre istituito un comitato indipendente, aperto sia ai giovani sia ai più anziani. Essi si dicono pronti a lavorare più a lungo e a contribuire ad almeno una parte della soluzione, ma richiedono aggiustamenti strutturali.

Con la legge avvallata dal Parlamento, i problemi della previdenza vecchiaia non sarebbero risolti, bensì rinviati solo di qualche anno, indicano da parte loro i Giovani UDC in un comunicato. Più una vera riforma viene rimandata, maggiore sarà il carico da sopportare per le nuove generazioni, scrivono nella nota, giustificando così la loro adesione al referendum.

Domani mattina anche i Verdi discuteranno la questione, valutando se prendere parte a un'alleanza per una politica fiscale sociale ed ecologica in merito al referendum. Gli oppositori alla legge avranno tempo fino al 17 gennaio per raccogliere le necessarie 50'000 firme.

I Giovani Verdi hanno già annunciato, dopo l'approvazione del progetto da parte del Consiglio nazionale ma ancor prima del dibattito sul tema agli Stati, di voler lanciare un referendum. Anche la Gioventù socialista e le Donne socialiste hanno manifestato la loro contrarietà al testo.

Nel frattempo, il Consiglio federale ha stabilito oggi che, in caso di votazione, il popolo sarà chiamato alle urne il 19 maggio 2019. La legge dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2020. Il governo aveva vagliato altre date, ad esempio quella del 10 febbraio, ma, indica in una nota, "le vigenti disposizioni legali e considerazioni di natura politico-democratica" non permettono tale anticipazione.

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