Keystone
SVIZZERA
30.08.18 - 06:030

Il modello vodese che piace: «I premi non superino il 10% del reddito»

Vaud ha deciso e da settembre lo farà. I socialisti lo vorrebbero applicare a livello nazionale, ma non mancano le polemiche

BERNA - A partire da settembre i cittadini vodesi potranno beneficiare di sovvenzioni se i costi della loro cassa malati superano il 12% del loro reddito familiare imponibile. A partire dal 2019, gli aiuti finanziari cantonale potranno essere richiesti in caso le suddette spese siano superiori al 10% del reddito.

La novità romanda potrebbe però fare scuola a livello nazionale: il Partito socialista svizzero, infatti, sta lavorando da tempo alla bozza di un'iniziativa che vuole introdurre il modello vodese a livello nazionale con un semplice slogan: nessuno dovrebbe spendere più del 10% del suo reddito in premi.

«È giunto il momento di alleviare il peso schiacciante della cassa malati su tutte le famiglie con reddito medio-basso», conferma la consigliera al Nazionale Barbara Gysi. Sono molti gli svizzeri che, per coprire i sempre crescenti costi legati all'assicurazione malattia, finiscono per indebitarsi o fare sacrifici. «Alzi la mano chi ha rinunciato alle vacanze, o a un'uscita con la famiglia o gli amici perché non aveva soldi», continua Gysi. In molte famiglie il costo dei premi arriva facilmente a superare il 20% del reddito totale.

Ma i socialisti non sono i soli, anche il Ppd ha un'iniziativa nella faretra che prevede una riduzione dei costi dell'assistenza sanitaria se i premi crescono più velocemente degli stipendi. «In questo modo risolviamo il problema alla radice, limitando la crescita sfrenata dei costi delle cure», spiega Stefan Müller-Altermatt. Sempre secondo il Ppd tutti gli attori in causa dovrebbero assumersi maggiori responsabilità.

Due soluzioni che non piacciono ai liberali perché o troppo care (Ps) o troppo confuse (Udc): «Quello che serve è un cambio radicale del finanziamento delle prestazioni», spiega Bruno Pezzati. Secondo lui la ricetta ideale vede l'esclusione dello Stato dalla partecipazione ai costi per “sgonfiare” il sistema: «in questo modo le casse malati potrebbero muoversi più agilmente».

Commenti
 
Roberto Puglisi 1 anno fa su fb
OTTIMO
Giovanna Cancelliere 1 anno fa su fb
Moscato Elisa 1 anno fa su fb
non lo faranno mai!!!!le cassamalati e gli assicuratori vogliono guadagare il 1000 %
GI 1 anno fa su tio
idea eccezionale....un milionario (di sostanza), senza reddito, non pagherà un copecco....oltre il 10% a carico dello stato.....così che posso assicurarmi al meglio....tanto non pago....E' ora di finirla con la CM obbligatoria !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Pepperos 1 anno fa su tio
Vodesi ,sempre una spanna avanti...
Lella Losa 1 anno fa su fb
Sarebbe piu che giusto ...
Niko Storni 1 anno fa su fb
Bah... Il problema si sposta solo da un'altra parte...
Gianluca Rugo 1 anno fa su fb
Appunto.
MIM 1 anno fa su tio
colpa di tizio, o di sempronio; sempre a reclamare. Vi ricordo che noi ticinesi l'abbiamo bocciata in votazione cantonale. Volete prendervela con qualcuno, prendetevela con voi stessi.
siska 1 anno fa su tio
@MIM Ciao MIM, concordo totalmente con te! Ed aggiungo io, che quella parte di persone come noi devono pagare delle lobby per colpa di quelli che non hanno ancora compreso che gli e ci viene "rubato" il sudore e la dignità ogni fine mese é lì che il dramma sulle casse malati sfocia in uno dei più grossi drammi sociali.
mats70 1 anno fa su tio
Sicuramente la lobby delle casse malati a Berna e il loro consigliere federale neo eletto, saranno d'accordo con la proposta e più che disponibili a rinunciare a diversi milioni... Ci sono più chance che un gatto mi saluti in Inglese.
miba 1 anno fa su tio
Ha perfettamente ragione chi ha postato che "finchè abbiamo i politici che hanno le mani in pasta nei consigli di amministrazione delle CASSE AMMALATI SCORDATEVELO!!". Ma quel che è ancora peggio è che questi politici non sono pochi ed oltretutto oltre ad avere le mani in pasta nei CdA delle casse malati hanno CONTEMPORANEAMENTE anche le mani in pasta nei CdA dei fornitori di prestazioni. Ricordo l'articolo del Blick di qualche anno fa il quale aveva scoperchiato il fatto come più della metà dei nostri consiglieri nazionali si trovassero in tale situazione (e non penso proprio che nel frattempo le cose siano cambiate di molto...). Concludendo: avete scelto di bocciare la CM unica, dovevate pensarci prima e non farvi abbindolare da chi in questo gioco ha interessi enormi
Arciere 1 anno fa su tio
Equo e giusto.
curzio 1 anno fa su tio
@Arciere Equo e giusto sarebbe far pagare i premi in funzione dello stile di vita che uno conduce.
francox 1 anno fa su tio
Bella favoletta. É una cosa giusta, non verrà adottata.
Leila Bianchi 1 anno fa su fb
....e magari!!! Cominciassero almeno a non mettere la percentuale sulle rate richieste immediatamente!!
Manuela Quattropani 1 anno fa su fb
finchè abbiamo i politici che hanno le mani in pasta nei consigli di amministrazione delle CASSE AMMALATI SCORDATEVELO!!
Carlo Soldati 1 anno fa su fb
Manuela Quattropani Incominciando dal nostro Consigliere federale Cassis.
Marco Ermeti 1 anno fa su fb
Sì... aspetta e spera...
roma 1 anno fa su tio
Sarebbe ora che questa faccenda venisse applicata anche in Ticino.
vulpus 1 anno fa su tio
Ma poi la parte che dovrà essere coperta dal pubblico dove verrà reperita? Qui non sono bricciole.
Fran 1 anno fa su tio
@vulpus Recuperare da chi i milioni li ha. Se un milionario o miliardario paga lo stesso cazzo di primo che pago io con 4000 mensili, è giusto il modello vodese!
dan007 1 anno fa su tio
Sono d’accordo i ricchi devono pagare per i poveri vengono in svizzera per investire fanno alzare il mercato immobiliare pagano poche tasse
curzio 1 anno fa su tio
@dan007 E come la mettiamo con certi "poveri" (notare le virgolette) che arrivano in Svizzera per usufruire dei nostri servizi sociali? Occupano appartamenti a pigione abbordabile, non pagano le tasse e usufruiscono dell'assistenza, AI alle nostre spalle. Per fortuna ci sono i ricchi cattivi che pagano le tasse anche per mantenere queste persone.
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