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21.08.18 - 10:540

Condannati da giovani? Quintuplica il rischio di esserlo da adulti

È quanto rivelato da un'analisi dell'Ufficio federale di statistica

NEUCHÂTEL - I giovani autori di reati rischiano di essere condannati in età adulta quasi cinque volte di più rispetto a chi non ha mai avuto a che fare con la giustizia penale minorile. È quanto attesta un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST) resa nota oggi, che rientra in una serie di studi avviati tre anni fa.

Tra i minorenni, i precedenti giudiziari e il sesso sono fattori che incidono in modo determinante sulla valutazione del pericolo di una nuova condanna da adulti, indica l'UST in una nota. Usando la statistica delle condanne penali dei minorenni e quella degli adulti, sono stati esaminati due set di dati diversi: un gruppo di 95'695 persone nate nel 1992 di nazionalità svizzera o con un permesso C e uno di 7428 giovani autori di reati.

Il sesso è la variabile che più incide sulla possibilità di condanna in età adulta. In generale, gli uomini corrono il rischio di avere guai con la giustizia circa cinque volte e mezzo più delle donne. I ragazzi che hanno già una sentenza del tribunale dei minori a carico sono esposti a una recidiva quando diventano maggiorenni quattro volte più delle ragazze con lo stesso passato.

Il numero di condanne ricevute in gioventù aumenta il rischio di recidiva da adulti, precisa l'UST, ma l'impatto di questo fattore è meno rilevante di quello prodotto dalla pronuncia della prima sentenza. È infatti la sanzione iniziale a far maggiormente salire le probabilità di aggravare in seguito il proprio curriculum giudiziale.

Il complesso delle componenti prese in considerazione consente tuttavia di fare previsioni solo parziali del fenomeno studiato, viene specificato nel comunicato. Vi sono infatti altre variabili, in particolare sociodemografiche (livello di istruzione, quartiere di residenza, contesto familiare), che hanno un certo impatto sul rischio di nuove condanne da adulti. Al momento però, scrive l'UST, queste non figurano nei database a disposizione.

La ricerca pubblicata oggi fa parte di una successione di studi sul tema iniziati nel 2015. L'anno scorso per esempio, dalle osservazioni dell'ufficio di statistica è emerso che un quarto dei minorenni condannati ci è poi ricascato tra i 18 e i 23 anni.

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