ZURIGO
10.08.18 - 10:480
Aggiornamento : 12:26

12 anni e prossimo all'espulsione: «Siete la mia ultima speranza»

Originario dello Sri Lanka e con un padre Tigre Tamil, Anish chiede di poter restare in Svizzera: «Laggiù verremmo divisi»

ZURIGO - «Siete la mia ultima speranza». Con queste parole il 12enne Anish Puvirathan, di Aesch (ZH), si è rivolto alla redazione zurighese di 20 Minuten, alla quale ha scritto per segnalare la sua storia. Originario dello Sri Lanka, la sua famiglia è stata informata a inizio giugno dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) che dovrà lasciare la Svizzera. «Ho paura che veniamo divisi - spiega il ragazzino -. Mio padre potrebbe finire in prigione perché era una Tigre Tamil: non so se ne esca vivo».

Anish aveva 6 anni quando è arrivato in Svizzera. «Qui vado a scuola e ho tanti amici», racconta il 12enne, che ha due fratelli di 4 e di meno di un anno, Jonas e Lukas. «Nello Sri Lanka non conosciamo nessuno, non abbiamo un posto in cui vivere», si dispera.

Anche gli insegnanti del 12enne si sono spesi per il ragazzino in una lettera che hanno inviato alla SEM: «Siamo scioccati che la famiglia debba andare via», affermano. Anish è ben integrato e ligio al dovere e ha subito dei traumi per i quali sta ricevendo un sostegno professionale, aggiungono.

Gabriel Püntener, l’avvocato del ragazzino, fornisce qualche dettaglio in più: «Nel marzo del 2013 Anish ha dovuto assistere mentre un gruppo di uomini abusava sessualmente di sua madre in una camera da letto», spiega. Suo padre, al quale quegli uomini davano la caccia, era riuscito a scappare ed era poi volato in Svizzera con la famiglia facendo subito domanda di asilo. Quest’ultima era stata respinta nell’ottobre del 2015.

Disperati, i genitori di Anish si erano rivolti all’avvocato: «Il rigetto della domanda d’asilo è stato un palese errore», commenta. Secondo lui, è dimostrato che il padre era stato addestrato dalle Tigri Tamil.

Püntener aveva fatto ricorso, ma senza successo. Come la SEM, nemmeno il Tribunale amministrativo federale ha creduto che il padre di Anish fosse stato perseguitato. Per quanto riguarda Anish e i suoi fratelli, poi, ha argomentato che i tre bambini hanno un’età nella quale hanno ancora una grande capacità di adattamento e non sono così radicati in Svizzera. Un’espulsione, insomma, non sarebbe irragionevole.

Ora la famiglia aspetta in un centro richiedenti asilo di Zurigo di essere allontanata. Il suo avvocato, però, non ha intenzione di darsi per vinto.

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