Keystone
SVIZZERA
09.07.18 - 07:540
Aggiornamento : 09:33

«Gli agricoltori minacciano di utilizzare ancora più pesticidi»

Una netta maggioranza è a favore delle iniziative contro i pesticidi. Secondo i promotori, i contadini sono spaventati

BERNA - I cittadini vogliono fermare la moria di insetti e pesci. Da una parte con l’iniziativa Acqua potabile pulita, la quale chiede che le sovvenzioni siano destinate soltanto agli agricoltori che non impiegano pesticidi. Dall’altra con una seconda iniziativa, che mira a proibire i pesticidi sintetici. Attualmente entrambe le proposte sono sostenute dalla maggioranza dei cittadini: il 68% accetterebbe infatti l’iniziativa Acqua potabile pulita, mentre il 72% si dice favorevole al divieto. Questo è quanto emerge da un sondaggio Tamedia.

Franziska Herren, promotrice dell’Iniziativa Acqua potabile pulita, non nasconde la sua soddisfazione: «Che siano di sinistra o di destra, sono in molti a voler dare un segnale». La biodiversità sarebbe drasticamente diminuita, e gli effetti collaterali per l’uomo e gli animali non sarebbero chiari. «Si tratta di un rischio troppo grande». Per la promotrice, l’iniziativa starebbe già avendo effetto: «Le autorità e gli agricoltori sono spaventati, sono sotto pressione. I contadini minacciano già, in caso passasse il “sì”, di voler piuttosto rinunciare alle sovvenzioni e utilizzare più pesticidi». Herren parla di «minaccia inquietante», in quanto l’agricoltura non persegue nessun obiettivo ambientale.

Secondo Markus Ritter (PPD), presidente dell’Unione svizzera dei contadini, alcune aziende agricole continuerebbero a impiegare pesticidi per assicurare il raccolto di frutta e verdure. Questo anche se dovessero rinunciare alle sovvenzioni. E per quanto riguarda l’importante sostegno attualmente registrato dalle iniziative, Ritter non si dice preoccupato: «Il livello di conoscenza della popolazione è ancora troppo basso». Il divieto di pesticidi porterebbe a un innalzamento del costo degli alimentari in Svizzera e spingerebbe il turismo degli acquisti. Per contro avrebbe quindi più senso il piano d’azione della Confederazione, che intende dimezzare i rischi dovuti all’impiego di prodotti chimici nell'agricoltura.

Commenti
 
siska 1 anno fa su tio
....a pensar male dicono si fa peccato ma io ho sempre pensato male...degli agricoltori (non quelli Bio o quelli che hanno a cuore l'ambiente) a coltivazione massiccia, quelli usano esclusivamente pesticidi quindi non posso pensare bene. Boicottare é l'unico sistema se questi scellerati al soldo del soldo minacciano di stra-usare pesticidi. Questa presa di posizione degli agricoltori restii a favore un ambiente un po' più sano sono una vergogna delle vergogne umane.
pontsort 1 anno fa su tio
Comunque piu che una minaccia, ci stanno dicendo quali possono essere le conseguenze di una delle due iniziative. Facendoci capire che se vogliamo che non vengano piu usati non ci resta che proibirli.
pillola rossa 1 anno fa su tio
Val Poschiavo, smart valley 100% bio. Questi sono gli esempi da seguire! Minacciare l'utilizzo massiccio di prodotti di sintesi altro non porterà che alla morte del terreno e conseguente improduttività a medio - lungo termine. Contenti loro...
Mattiatr 1 anno fa su tio
Le possibilità non sono molte, i pesticidi esistono per battere malattie e insetti che sono in grado di distruggere intere coltivazioni con conseguenze catastrofiche. Però vi è una nuova tecnologia che permette di fare a meno di queste sostanze ma viene ingiustamente ripudiata. Le OGM signori, la maggior parte delle foto che trovate su internet dicono solo fesserie (la banana kiwi per esempio). La scienza di recente sta puntando molto sul rinforzare piante e aumentarne l'efficienza produttiva senza rischi per la salute. Per quanto mi riguarda chi dice che le piante come ce le ha date la matura possano crescere senza problemi anche senza diserbanti ha una mentalità simile agli anti-vax che sostengono che le persone sopravvivono anche senza antibiotici.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Mattiatr Cosa centrano gli antibiotici con le vaccinazioni?
pontsort 1 anno fa su tio
@Mattiatr Peccato che diversi ogm vengono modificati in modo da poter meglio sopportare pesticidi, diserbanti, ecc. Quindi praticamente ne aumentano l'utilizzo....La natura ha già la soluzione per combattere le malattie e i parassiti. Ma é chiaro che se noi distruggiamo gli habitat degli animali che ci possono aiutare e i pochi che restano li uccidiamo assieme agli altri, poi la natura ci lascia da soli ad arrangiarci
sedelin 1 anno fa su tio
@Mattiatr fino ai primi anni del secolo scorso le piante crescevano in perfetta salute senza pesticidi. oggi la lotta ai parassiti si può fare con insetti antagonisti (vedi il brillante successo della lotta al cinipide del castagno), per esempio con le coccinelle. la natura possiede infinite possibilità...gratis! ma, si sa, business is business. per quanto riguarda gli antibiotici (che nel tuo discorso non c'entrano) ti assicuro che io e molti conoscenti facciamo benissimoa meno degli antibiotici di sintesi, sostituiti con l'eccellente ESP (7.-fr al flaconcino).
sedelin 1 anno fa su tio
@sedelin ESP = estratto di semi di pompelmo, antibiotico a largo spettro.
Mattiatr 1 anno fa su tio
@pontsort In genere le ogm vengono modificate da molti enti, le multinazionali nel settore puntano ovviamente a una pianta molto redditizia però sterile di modo da poter avere la vendita costante e continua negli anni. Ovviamente il commercio garantisce un vantaggio economico a entrambi i componenti altrimenti questo mercato non esisterebbe.¶ Io mi chiedo, essendo la Svizzera una nazione di farmacisti e scienziati è così impossibile trovare un team di 10-20 persone che studi e modifichi delle piante di modo da renderle più efficienti in base al nostro territorio? Ovviamente senza ripercussioni per le piante. NO, la Svizzera ha preferito prolungare il divieto fino al 2021.¶ Parlando di natura gli habitat non centrano nulla. Il nostro ecosistema è perfetto, non vi è nulla così ben funzionante in tutto l'universo conosciuto. Ogni cosa si incastra alla perfezione. Ma vi è un problema, una forma di vita ha sviluppato una capacità organizzativa sufficiente da poter produrre in quantità colossali ogni cosa. Solo che la natura è anarchica e fatta per far campare ogni creatura in ridotte dimensioni. Non siamo gli unici esseri viventi a nutrirci di frumenti e altri vegetali, pertanto per poter sopravvivere mantenendo la popolazione così elevata dobbiamo fare in modo di eliminare gli avversari. Noi siamo gli animali che vanno contro natura, pertanto o ci adattiamo o cerchiamo di rimuovere i problemi.
pontsort 1 anno fa su tio
@Mattiatr Gli habitat centrano eccome. Se si continua a puntare su coltivazioni intensive su grandi estensioni eliminando qualsiasi isola ecologica e andando di diserbante su tutto cio che non puo poi essere venduto, gli insetti non hanno modo di riprodursi e si lascia libero campo a tutti quegli insetti che invece usano le nostre produzioni per moltiplicarsi aiutati oltretutto da noi che gli togliamo i predatori. Poi giù di pesticidi per riparare cosi da mescolarli per bene agli erbicidi e fungicidi. Il problema non é produrre in grandi quantità, ma farlo creando simbiosi tra varie piante cosi che una benefici del sostegno dell'altra e si crei un habitat adatto agli insetti. È come quando fai una casa, puoi anche fare dei piani di centinaia di metri, ma ogni tanto devi metterci un muro portante per sostenerla, anche se poi ti toglie spazio utile.
pillola rossa 1 anno fa su tio
@Mattiatr Da svariate migliaia di anni l'uomo sopravvive grazie agli organismi geneticamente modificati, senza l'utilizzo di diserbanti. Tra i 300.000 e i 500.000 anni fa ilTriticum urartu, subiva un evento genetico. Il suo intero genoma si è fuso con quello di una graminacea, un'erbaccia, la Aegilops speltoides, per generare il Triticum dicoccoides o farro selvatico: una nuova specie selvatica che conteneva tutti i geni di entrambi i donatori e il doppio dei loro cromosomi. Questo farro selvatico cresce ancora spontaneo in Israele, Turchia e altri paesi. La loro è stata una fusione «contro natura», inusuale per due motivi: il primo è che coinvolge membri non solo di due specie diverse, ma addirittura di due generi differenti – come se fosse un incrocio tra un gatto e un cavallo – il secondo è perché A. speltoides dona interamente il suo genoma a Triticum urartu e non solamente la metà, come in un comune incrocio sessuale tra membri della stessa specie. Circa 10000 anni fa, nella regione compresa tra l’Armenia e il Sudovest del mar Caspio, avvenne un secondo evento genetico “impossibile”: il Triticum dicoccum inglobò completamente il genoma di un’altra pianta erbacea, l’Aegilops tauschii, per generare il Triticum spelta, o farro spelta. In seguito una serie di ulteriori modifiche genetiche ha portato al nostro Triticum aestivum: il grano tenero. Il frumento tenero è un esaploide, ha cioè sei copie di ogni cromosoma, provenienti dalle tre specie diverse che lo hanno generato. Un po' come se noi (diploidi) invece di avere 46 copie di cromosoma ne avessimo tre volte tanto, cioè 138. Questo frumento tenero non ha un corrispondente selvatico diretto. A differenza delle altre erbe selvatiche che l’avevano preceduto, il singolo grano di frumento è troppo pesante per essere trasportato dal vento e provvedere così alla riproduzione spontanea. La riproduzione della pianta deve essere praticata artificialmente, altrimenti non sopravvivrebbe e si estinguerebbe in breve tempo. Come ha sostenuto lo storico della scienza Jacob Bronowski, “attraverso una felice concomitanza di eventi naturali ed umani” (e si suppone che il genere umano stesse apparendo proprio allora sulla scena del mondo), fu scoperta “accidentalmente” la pianta ibrida del frumento, e si scoprì che, tra le circa 195000 specie di piante esistenti nel Medio Oriente, proprio questa era meritevole di coltivazione, e l’uomo provvide alla sua diffusione in un momento critico, raccogliendo e seminando personalmente i semi per coltivarla. Si tratta proprio di fortuna pura, all’ennesima potenza! Appare molto più probabile sostenere che il frumento fosse invece il prodotto di uno sviluppo mirato del periodo preistorico, sin dal principio della sua creazione genetica. Ciò presupporrebbe ovviamente che i primi coltivatori del neolitico, nel Medio Oriente, possedessero una conoscenza della genetica e degli incroci di Mendel comparabile a quella che noi possediamo oggi. Se il frumento fosse stato la sola pianta a subire improvvise mutazioni generiche, sarebbe stato già abbastanza miracoloso. Tuttavia, in quello stesso periodo si verificarono in tutto il mondo altre improvvise e importanti mutazioni botaniche. I cromosomi delle banane e delle mele furono moltiplicati per fattori di due e di tre, mentre le arachidi, le patate, il tabacco e altre piante si espandevano con un fattore di quattro volte. La canna da zucchero fu inesplicabilmente alterata da un antenato di 10 cromosomi alla pianta complessa odierna, che possiede 80 cromosomi...
Mattiatr 1 anno fa su tio
@pillola rossa Ho sbagliato a scrivere, è lunedì per tutti. Comunico in via ufficiale che al posto di antibiotici dovrebbe esservi vaccini.
Igor Gutschen 1 anno fa su fb
i grandi contadini che coltivano con i mezzi meccanici, che fanno coltivazioni a base di pesticidi e fanno scendono in valle a fare la spesa al supermercato. Viva i contadini ?
sedelin 1 anno fa su tio
da decine di anni l'agricoltura BIODINAMICA opera senza alcun di tipo di persticidi con risultati straordinari, sia dal punto di vista della resa che da quello del sapore di frutta e verdura. perché usare i pesticidi? per la gioia degli azionisti di monsanto (o di chi l'ha rilevata)? e per uccidere lentissimamente (o far ammalare) la gente ignara? per distruggere insetti e pesci? finalmente due iniziative intelligenti!
SosPettOso 1 anno fa su tio
@sedelin La resa delle coltivazioni biodinamiche è spettacolare se nel bilancio non conti la superficie ed il suo costo... Per vivere in Svizzera con il biodinamico bisognerebbe ridurre la popolazione alle cifre della seconda guerra mondiale.
francox 1 anno fa su tio
I paesi limitrofi stanno aumentando le offerte di prodotti BIO, visto l'aumento della richiesta. Se proprio ci spingono....
Shion 1 anno fa su tio
Abbiamo bisogno di nuova agricoltura oppure mandare in pensione tutti sti contadini contro la natura. Che delusione. Saremmo quindi costretti ad importare da produttori più competenti ed ecologici.
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