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BASILEA CITTÀ
13.03.18 - 17:440

Al via l'esperimento sui cambiamenti climatici nei boschi

Durante 20 anni creerà uno stato di siccità in un ettaro e mezzo di bosco del comune di Hölstein

BASILEA - L'università di Basilea ha avviato il più lungo esperimento europeo per lo studio delle conseguenze dei cambiamenti climatici: durante 20 anni creerà uno stato di siccità in un ettaro e mezzo di bosco del comune di Hölstein (BL), una ventina di chilometri a sudest di Basilea.

Gli esperimenti di ecologia durano solitamente solo dai tre ai cinque anni, ma gli alberi crescono molto più lentamente. Il faggio (Fagus sylvatica), ad esempio, campa anche 300 anni, sottolinea il professor Ansgar Kahmen che coordina il gruppo di ricercatori. Secondo la previsioni climatiche dell'ateneo, entro il 2085 la precipitazioni in Svizzera occidentale potrebbero ridursi fino a un quinto di quelle attuali.

Oggi si è iniziato a installare l'elemento più visibile di tutta l'infrastruttura: una gru alta 50 metri che consentirà agli scienziati di farsi portare nelle chiome degli alberi per esaminare i cambiamenti del fogliame e condurre esperimenti. Per la fine del 2019 verrà montata anche una tettoia ad oltre due metri dal suolo: una sorta di serra che eliminerà circa la metà delle precipitazioni. Otre a ciò, ad un metro di profondità, verrà inserito un foglio isolante che creerà alcune aree di maggiore siccità. Solo in seguito partirà il vero e proprio studio ventennale.

A Hölstein l'università di Basilea ha selezionato una collina ricca di differenti specie vegetali situata in una zona carsica dove non c'è infiltrazione di acqua sotterranea e lontana dalla falda freatica. Si tratterà di osservare come le specie di piante locali reagiscono alla siccità e se gli alberi già cresciuti adattano il metabolismo. Rilevante sarà da appurare se, come finora, il bosco è in grado di immagazzinare grandi quantità di CO2 nel terreno anche quando le temperature sono più elevate e le precipitazioni esigue.

L'infrastruttura per lo studio costa oltre due milioni di franchi, mentre le spese di esercizio sono ancora da valutare, precisa Kahmen. I maggiori finanziatori sono l'alta scuola basilese, la Confederazione e il Fondo nazionale per la ricerca. L'ateneo renano intende collaborare con esperti delle università di Berna e Zurigo nonché con il l'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).

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