Keystone
SVIZZERA / FRANCIA
10.02.18 - 23:010

Tariq Ramadan in carcere, ora c'è chi gli punta il dito contro

L'islamologo svizzero, accusato di stupro, viene additato come «perverso, pericoloso e bugiardo», un «angelo e diavolo» nella «scissione della personalità»

PARIGI - Tariq Ramadan è ancora in carcere a Parigi per le accuse di stupro sul suo conto. Le autorità francesi hanno deciso di tenere l’islamologo svizzero in detenzione per «proteggere i testimoni» e «prevenirne la fuga», considerato che è in possesso di un passaporto svizzero e uno egiziano.

Su di lui ha deciso di esprimersi Abdelaziz Chaambi, presidente e fondatore del Coordinamento contro il razzismo e l’islamofobia (CRI) francese. «Il 9 ottobre 2009 (una donna accusa Ramadan di averla stuprata in hotel quel pomeriggio a Lione, ndr.) doveva parlare a una conferenza. L’ho invitato io. Pensavo fosse un buon oratore - ha spiegato a le Temps -. Ma la notorietà gli ha dato alla testa. E quella sera mi ha messo in ombra, mi ha trattato come se non contassi nulla. Voleva emergere solo lui davanti alle 600 persone presenti».

«Non ci ha mai rappresentato» - Anche Said Branine, creatore di Oumma.com - un sito di informazione francese dedicato alla comunità musulmana -, ha scelto di esprimere la sua idea su Ramadan. «Mi piacerebbe che tutti i musulmani fossero unanimi nel definire quell’uomo perverso, pericoloso e bugiardo. Non è mai stato il rappresentante dei musulmani».

La ricetta del suo successo - Azouz Begag, scrittore ed ex ministro delegato alla promozione dell’uguaglianza, ha spiegato la ricetta del successo di Ramadan: «È un intellettuale musulmano. Suo nonno, Hassan al-Banna, è il fondatore dei Fratelli musulmani. Ha un passaporto elvetico che lo rende neutrale. Alle conferenze e in tv si esprime in un perfetto francese senza accento. Ed è un provocatore».

Il beneficio del dubbio - Spezza una lancia in favore di Tariq Ramadan, invece, la 27enne Nadia S. «Sono laureata in economia. Lavoro presso un’importante società di comunicazione. Ma sono anche una musulmana credente. Perché non fidarsi di lui? Oggi è descritto solo come uno stupratore. Ma fino a ieri per noi era tutt’altro».

La ragazza sostiene di non avere mai subito alcun tentativo di seduzione da parte dell’islamologo svizzero.

«Angelo e diavolo» - Houria Abdelouahed, psicanalista e professore presso l’università Paris Diderot, ha analizzato il comportamento di Ramadan: «Nel suo caso si può parlare di scissione di personalità. Gioca sui dubbi delle persone, dei giovani musulmani che oggi hanno bisogno di identificarsi in qualcuno e avere figure di riferimento solide. L’angelo è anche il diavolo».

E proprio «angelo e diavolo» sarebbe la descrizione - secondo quanto riportano i media francesi - di Tariq Ramadan fornita dalla della donna che lo accusa di averla abusata nell’hotel di Lione nel 2009.

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