Polizia cantonale Zurigo
ZURIGO
12.01.18 - 11:400

Niente porte chiuse per il processo del figlio di Maurer

Il Tribunale cantonale zurighese conferma la decisione presa in prima istanza. La difesa può ancora ricorrere al Tribunale federale

ZURIGO - Il Tribunale cantonale zurighese conferma la decisione di prima istanza: il processo previsto in primavera nei confronti di uno dei figli del consigliere federale Ueli Maurer non si terrà a porte chiuse, come chiedeva il difensore, che però può ancora ricorrere al Tribunale federale (TF).

La suprema corte cantonale conferma la decisione del Tribunale distrettuale di Hinwil (ZH) dello scorso dicembre. Quest'ultima ha giustamente accordato il libero accesso ai dibattimenti per i giornalisti accreditati, scrive il Tribunale cantonale nella sua decisione.

Non è ancora chiaro quando si terrà il dibattimento al Tribunale distrettuale di Hinwil, dal quale il pubblico sarà escluso. L'atto d'accusa sarà trasmesso alla stampa soltanto all'inizio del processo: quindi per il momento non è possibile sapere neppure che cosa il ministero pubblico rimproveri al figlio del consigliere federale.

Il procedimento si riferisce in particolare ad un incidente stradale che il ragazzo, all'epoca poco più che 18enne, ha avuto nel novembre 2015, quando andò a sbattere con la sua auto contro la facciata di un'abitazione a Wernetshausen, una frazione di Hinwil. Secondo fonti non confermate, il giovane era ubriaco e dovrà rispondere anche di altri reati.

Il legale del figlio del capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) voleva escludere la stampa dall'accesso ai dibattimenti e dalla lettura della sentenza. Chiedeva pure che non fosse pubblicata la data del processo. Giustifica le sue richieste con una presunta violazione della sfera privata del suo mandante. Proponeva che fosse semplicemente pubblicato un comunicato del Tribunale al termine del processo, nel quale non trovassero però posto né i reati né la pena.

L'avvocato considera che la copertura del processo serva «prima di tutto a soddisfare il desiderio pubblico di sensazionalismo». Fa notare che il suo cliente non è in alcun modo una personalità, ma si trova semplicemente al centro dell'interesse perché suo padre è un politico di primo piano.

Proprio quando il figlio di un alto magistrato è incriminato sussiste un elevato interesse pubblico per il rispetto del principio di trasparenza, nella fattispecie realizzato attraverso la presenza dei media, sostiene invece il Tribunale cantonale. La stampa garantisce il controllo sul funzionamento corretto della giustizia ed «evita qualsiasi parvenza di giustizia arbitraria».

La Corte cantonale giudica logico l'obiettivo della difesa di evitare la pubblicazione dei reati, della sentenza e della pena. Considera però che non giustifichi un'eccezione dell'informazione al pubblico. Per il Tribunale cantonale la possibilità che delitti e relative sanzioni diventino di dominio pubblico fa parte del processo penale. «Il solo status di parente di una persona in vista non attribuisce diritti speciali o pretese di trattamento speciale», scrive la corte.

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