GIURA
12.10.17 - 08:050
Aggiornamento : 09:48

Reazioni razziste a un video umiliante

Il video che ritrae un'aggressione è stato condiviso sul social scatenando commenti colmi d'odio e razzismo. La polizia: «Prenderemo dei provvedimenti»

DELÉMONT - Minacce, odio, insulti. Su Facebook i commenti di questo genere si moltiplicano. Le persone si nascondono dietro a uno schermo per esprimere le idee che si vergognerebbero di pronunciare a voce. Un fenomeno che allarme le autorità e, in questo caso, ha toccato la polizia cantonale del Giura.

Sul social network è stato condiviso un video girato nella notte di martedì presso la stazione ferroviaria di Delémont. Si vede un giovane che viene aggredito e maltrattato da un uomo nero, mentre chi riprende con il cellulare ridacchia. I commenti hanno scatenato una valanga di messaggi razzisti e violenti, che si concentrano principalmente sull’origine dell'aggressore.

Il video originale è stato rimosso da Facebook, ma continua a circolare su pagine e siti di gruppi di estrema destra.

La Polizia cantonale è allora intervenuta oggi ricordando che i commenti postati su Facebook sono soggetti alla legge e possono essere considerati dei reati. «Le autorità analizzano questo tipo di affermazioni, che non possono essere in contrasto con il codice penale svizzero».

Per quanto riguarda il caso specifico, le autorità avvertono: «Qualora dovessero apparire nuovi commenti che incitano all’odio, alla violenza, minacce o ingiurie, il Ministero pubblico in collaborazione con la polizia avvierà un procedimento penale».

Al comunicato postato dalla Polizia cantonale sulla sua pagina Facebook hanno risposto alcuni utenti arrabbiati: «Speriamo che le ritorsioni siano previste anche per chi ha picchiato quel ragazzo, non solo per chi preme i tasti di una tastiera».

Attenzione anche ai “like”

Nel mese di maggio il Tribunale distrettuale di Zurigo ha riconosciuto un uomo colpevole di diffamazione per avere messo “mi piace” ad alcuni commenti che definivano una persona «razzista» e «antisemita». Il giudice aveva affermato che l’imputato aveva «espresso un giudizio approvandolo». L'imputato, un 45enne, è stato condannato in prima istanza a una pena pecuniaria di 40 aliquote da 100 franchi per diffamazione.

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