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BERNA
06.09.17 - 14:060
Aggiornamento : 14:27

Aumentano i costi dell'assistenza sociale

Il Consiglio federale ha adottato un rapporto sul tema: le spese sono passate dal 2005 al 2017 da 1,7 a 2,6 miliardi di franchi

BERNA - Il numero di beneficiari dell'assistenza sociale in Svizzera è aumentato fra il 2005 e il 2015, ma la loro percentuale rispetto al totale della popolazione resta invariata per via dell'incremento demografico.

I costi per beneficiario invece sono saliti, ma le informazioni attualmente disponibili non permettono di stabilire con precisione le cause. È quanto afferma il Consiglio federale che oggi ha adottato un rapporto sul tema, redatto a seguito di due postulati.

I due testi chiedevano una maggiore trasparenza per quanto riguarda il funzionamento e il finanziamento dell'aiuto sociale in modo da avere dati certi sui quali fondare il dibattito relativo all'aumento dei costi in questo settore.

La statistica svizzera dell'aiuto sociale documenta l'evoluzione dei beneficiari e delle spese sia dell'assistenza sociale (aiuto sociale in senso stretto), sia dell'aiuto sociale in senso largo che include le prestazioni legate al bisogno fornite dai cantoni per le famiglie, i disoccupati, l'alloggio, gli anziani o gli invalidi e le complementari AVS/AI e che evitano a molte categorie di persone di scivolare nell'assistenza.

Mancano però dati dettagliati che permettano anche un paragone fra cantoni. Per quanto riguarda le cause dell'incremento delle spese esistono numerosi studi che forniscono elementi di risposta, ma visto le diverse metodologie e fonti la sintesi risulta difficile, spiega il governo.

Dal 2005 al 2015 le spese per l'assistenza sociale sono passate da 1,7 a 2,6 miliardi di franchi. Nel decennio in esame il numero dei beneficiari è aumentato fino a riguardare 265'626 persone. La quota rispetto alla popolazione residente è rimasta allo stesso livello del 2005: 3,2%. Per quanto riguarda l'aiuto sociale in senso largo, i beneficiari rappresentavano il 9,5% della popolazione residente.

In Ticino, in base ai dati forniti in maggio dal Consiglio di Stato, la quota di persone in assistenza è del 2,2%, quindi inferiore alla media nazionale; la percentuale di persone che beneficiano di aiuti sociali è invece nettamente superiore: 14,1% contro 9,6% in Svizzera.

Le spese medie annue per beneficiario dell'assistenza sul piano nazionale sono passate da 7389 franchi nel 2005 a 9854 franchi nel 2015, aumentando del 33%. Sulle cause di questo incremento regna ancora «una certa opacità», afferma il Consiglio federale. Il numero di beneficiari è calato fra il 2005 e il 2008 poi risalire, mentre i costi hanno seguito un'evoluzione costante e continua.

Gli studi pubblicati sul tema concordano nell'identificare alcuni fattori che hanno determinato questi incrementi. In primo luogo un accresciuto bisogno di assistenza dovuto all'aumento delle famiglie monoparentali e le economie domestiche formate da una sola persona (per le quali i costi sono proporzionalmente più elevati), dei disoccupati di lunga data, delle persone con una formazione professionale bassa, degli stranieri, dei settori con bassi salari, della durata delle prestazioni e delle spese legate all'alloggio e alla salute. Questi cambiamenti sono determinati da fattori esterni all'assistenza sociale, quindi non è sempre possibile agire a corto termine su queste variabili, sostiene il Consiglio federale.

Confermano però l'importanza di agire preventivamente sia sulla formazione professionale, per favorire la conciliazione lavoro-famiglia e l'integrazione dei lavoratori "anziani" e migranti. Ed è proprio in quest'ottica che la Confederazione sostiene cantoni e comuni nell'ambito del Programma nazionale di lotta alla povertà 2014-2018, conclude il governo.

«Affitti e cassa malati i responsabili» - Gli affitti e i premi di cassa malattia sono i principali responsabili dell'aumento dei costi dell'assistenza sociale. Secondo la Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) per frenare questa evoluzione sono necessari maggiori investimenti nei settori della formazione professionale e dell'alloggio e prestazioni a favore delle famiglie sul modello ticinese.

Il rapporto presentato oggi dal Consiglio federale evidenzia un aumento sensibile dei costi dell'assistenza dovuti sia all'incremento dei beneficiari che a quello delle spese per singolo beneficiario.

Le spese per la salute sempre più elevate, la riduzione dei sussidi per pagare i premi di cassa malattia e una carenza di alloggi a prezzi abbordabili hanno costretto le fasce più vulnerabili della popolazione a rivolgersi all'assistenza, afferma COSAS in un comunicato.

Oltre la metà di beneficiari adulti in Svizzera non possiede un certificato di formazione professionale; queste persone sono quindi più esposte alla disoccupazione e anche se lavorano a tempo pieno non riescono a sfamare la famiglia, afferma un comunicato. Per permettere a queste persone di integrarsi in modo stabile nel mondo del lavoro sono necessari programmi di riqualifica professionale.

Studi recenti hanno inoltre dimostrato che sempre più persone non riescono a coprire i costi di alloggio e devono rivolgersi all'assistenza sociale, sottolinea COSAS ribadendo la necessità di costruire case a pigione moderata.

Le prestazioni offerte dalle famiglie da alcuni cantoni, fra cui il Ticino, sono un modo efficace di lottare contro la povertà e ridurre il numero di minori in assistenza. Dovrebbero quindi essere estese a tutti i cantoni, sostiene l'associazione.

Infine COSAS chiede di evitare che le varie revisioni dell'AI, delle prestazioni complementari e dell'assicurazione contro la disoccupazione provochino un aumento dei beneficiari dell'assistenza. Quest'ultima infatti, essendo l'ultimo ricorso per le persone che necessitano aiuti, risente particolarmente dei tagli alle prestazione delle assicurazioni sociali.

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