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SVIZZERA
18.07.17 - 06:110

Il riciclaggio della plastica è il nostro tallone d'Achille

Ci si confonde e nel container (se c'è) finisce di tutto così l'ambiente ci guadagna pochissimo. Si può fare di più ma c'è chi è critico.

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Li troviamo in tantissime aree di riciclaggio ed ecocentri svizzeri ma in realtà il loro impatto sull'ambiente è quasi nullo. Sono i bidoni per la differenziata della plastica il quale contenuto, lo dice uno studio recente, spesso e volentieri deve essere comunque incenerito perché non riciclabile. Il santo, quindi, non varrebbe la candela e l'ambiente ci guadagnerebbe davvero pochissimo, più o meno quanto un viaggio di 30 km in automobile pro capite all'anno.

Secondo Patrik Geisselhardt di Swiss Recycling bisogna, e si può fare di più. Come? Separando il più possibile. L'associazione, in futuro, vorrebbe riciclare su vasta scala diverse tipologie di bottiglie di plastica e, eventualmente, anche il Tetra-Pak. Il progetto per un nuovo sistema nazionale c'è: «Siamo consci del fatto che al cittadino verrà chiesto un piccolo sforzo in più per separare anche le diverse plastiche». Ma, in questo modo, il risultato dal punto di vista della resa è molto migliore.

Ha molti dubbi riguardo a questa novità Oliver Ettlin di Pinkbag, azienda zurighese che si occupa in prima persona (e a pagamento) di smaltire i rifiuti dei propri clienti messi tutti dentro un singolo sacchetto rosa: «La gente non ha più tempo da utilizzare per queste cose, fra viaggi e raccolta differenziata, soprattutto i giovani lo trovano noioso e una perdita di tempo».

Più ottimista, invece Bastien Girod (Verdi) secondo il quale anche le confezioni degli shampoo e i Tetra-Pak dovrebbero esssere riciclati ma ci vorrebbe anche un sistema più semplice: «Ci vorrebbe un sacco solo, poi a separare il tutto potrebbero pensarci le macchine».

Un sistema simile, spiega l'Ufficio federale dell'ambiente, può essere applicato ma solo con grandi flussi di rifiuti.  «La separazione individuale, come viene fatta ora, va benissimo», conferma Michael Hügi, «la Svizzera ha un altissimo tasso di rendimento».

Commenti
 
sedelin 1 anno fa su tio
c'è la possibilità di produrre imballaggi con materiale biodegradabile, eliminando definitivamente la fottuta plastica.
gp46 1 anno fa su tio
@sedelin C'é anche quella di riempire bottiglie di vetro e riutilizzarle, altro che produrre recipienti supplementari....ma probabilmente a qualcuno non rende abbastanza...
pontsort 1 anno fa su tio
Il punto é che per molta plastica sarebbe molto più semplice non utilizzarla. Cosi non ci si porrebbe nemmeno il problema di riciclarla o no. Invece ultimamente quando si modificano gli imballaggi di un prodotto vengono fatti in plastica anche se prima non lo erano. Ad esempio la finestrella di plastica messa nei cartoni della barilla, o ancora peggio i sacchi di alcune farine ticinesi che ora sono in plastica che oltretutto sono scomodi da richiudere visto che la plastica si piega meno bene della carta e se si usa lo scotch, con la farina fa fatica ad attaccare. Cosi ora mi trovo con il dilemma se comprare farina locale o da chissà dove ma con imballaggi non in plastica. E di esempi di imballaggi inutili in plastica ce ne sono molti. Basterebbe mettere gli sforzi nell'evitarne l'uso e non ci sarebbe bisogno di sviluppare costosissimi processi di riciclo. Ma business is business....
Bandito976 1 anno fa su tio
Non rende perché devono pagare il personale per smistare e di fatto non vogliono. Quello che vogliono é che gli altri separano e loro stanno belli seduti in poltrona con la pancia e il borsellino belli pieni. Senza contare che il cittadino spende anche tempo e benzina per portare la plastica nei centri di raccolta. Inoltre paga le tasse.
Pepperos 1 anno fa su tio
Il tecnico della plastica un altro buco; inteso reciclare per è plastica esausta non più riutilizzabile.
Pepperos 1 anno fa su tio
@Pepperos Reciclo!
Thor61 1 anno fa su tio
@Pepperos “riciclare”
87 1 anno fa su tio
A far volume nel sacco "tassato e colorato" son solo gli imballaggi in plastica degli alimenti (es. cestini della frutta, all'acquisto sono più economici della frutta sciolta di solito). Triturando o pressando il contenuto del sacco, quello che si sarebbe buttato via quando il sacco era "pieno", diventerebbe un sacco "mezzo pieno" (o mezzo vuoto, dipende dalla filosofia). Nel caso riuscissero a raccogliere tutte le plastiche, e non solamente quelle "NON a contatto con gli alimenti", ho idea che in tre persone potremmo gettare una parte di un sacco da 16 L "colorato" al mese. La raccolta del polistirolo espanso (sagex) in tutti i comuni, completerebbe lo smaltimento rifiuti. Smistando meglio i rifiuti, anche il termovalorizzatore funzionerebbe meglio, l'operatore potrebbe miscelare i rifiuti (come fanno già adesso) per ottenere una combustione costante. Alla peggio si dovrà ridimensionare il termovalorizzatore o si potrà termovalorizzare altro.
Pepperos 1 anno fa su tio
@87 Sabato ero a San Luis ( alsace ) sacchetti per le verdure e ortaggi : prodotti col Mais ( biodegradabili al 99% ).
francox 1 anno fa su tio
Senza plastica il nostro termovalorizzatore di Giubiasco sarebbe spento, le bucce di banana non bruciano.
moonie 1 anno fa su tio
@francox vero. infatti prima ti facevano un mazzo tanto se la plastica "ingombrante" non la riciclavi, con delle belle letteracce e multone... poi d'un tratto hanno detto che era tutta una pagliacciata e che il riciclo non interessava più a nessuno e quindi hanno preteso che la plastica ingombrante finisse nel sacco soggetto a tassa. insomma, cornuti, mazziati e pure presi per i fondelli! l'alternativa è aspettare gli ingombranti ogni 2 mesi.. ma in tutta sincerità la mia plastica finisce nel container così com'è... una degna risposta ad una presa in giro dove hanno e vogliono continuare a mangiare
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