SVIZZERA
07.11.16 - 06:090

Come si vive accanto alla centrale nucleare più vecchia del mondo?

A Döttingen, assicura il sindaco del comune che ospita Beznau, il «95%» dirà "no" all'iniziativa contro il nucleare. C'è anche chi pensa, però, di vivere su una «polveriera»

DÖTTINGEN - Il campanile della chiesa si staglia caparbio nel cielo: «Sono il cuore di Döttingen!», sembra ricordare ai visitatori. Il comune del canton Argovia, del resto, non ha un vero e proprio centro: qualche azienda qui, qualche capannone là. Dietro una collina coperta di viti, su un’isola artificiale nell’Aare, la centrale nucleare più vecchia del mondo.

Sul suo destino dovrà decidere alla fine di questo mese il Popolo svizzero. Se accoglie l’iniziativa per l’abbandono del nucleare dei Verdi, Beznau I e II dovranno chiudere nel 2017, a rispettivamente 48 e 46 anni compiuti. Per impianti così vetusti, mettono in guardia gli iniziativisti, il rischio di incidente nucleare è «estremamente elevato».

Gli abitanti di Döttingen, però, la vedono diversamente. I Verdi hanno messo in piedi un «teatro», lamentano due anziani del posto. «Ma lei lo sa? Almeno il 90% della gente di qui è per l’energia atomica», assicurano. Il sindaco del paese, Peter Hirt, crede addirittura che i suoi attempati concittadini sottostimino questo dato: l’iniziativa sarà respinta con un 95% di “no” a Döttingen, scommette.

Heinz Kipfer, 83 anni, ha dal canto suo lavorato per molti anni nella centrale di Beznau. Come controllore della protezione contro le radiazioni, racconta non senza orgoglio. «Non abbiamo mai avuto problemi», assicura. A casa ha le pastiglie di iodio a portata di mano, ma non crede gli serviranno mai: «E se proprio servissero almeno capiremmo perché le abbiamo», afferma ironico.

L’azienda che gestisce Beznau, la Axpo, non solo è il più importante datore di lavoro della regione, ma è anche un buon contribuente, o almeno lo era. Che l’energia atomica non sia più redditizia come era in passato lo nota infatti anche il sindaco Hirt nelle casse comunali. Nel 2008 l’azienda pagava ancora 12 milioni di franchi di imposte. L’anno scorso ne ha versati meno di 2.

A Döttingen iniziano tuttavia a comparire anche gli oppositori dell’atomo. Uno di loro, un giovane, ci dice di avere due figli: «Si spera solo che non succeda nulla», afferma. Anche una donna si dice preoccupata: «Episodi come Fukushima danno la sveglia, ci si rende conto di stare seduti su una polveriera», confessa.

Una cosa è chiara: prima o poi Beznau sarà smantellata anche senza l’iniziativa.

 

Commenti
 
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gabola 3 anni fa su tio
da bravi svizzeri rinunciamo al nostro nucleare ma nessuno vorra rinunciare ai propi vizi,o alle chiese illuminate 365 giorni all'anno o piscine illuminate tutta la notte anche se chiuse,ma da bravi noi saremo senza nucleare e senza rinuncie poi al max l'energia che ci manca la acquisteremo dalle centrali in francia o germania....ma noi saremo puliti!!! comunciare a risparmiare energia e renderle inutili darebbe gia un bel passo!!!
SosPettOso 3 anni fa su tio
Normale che quelli di Döttingen siano pro-nucleare. Intascano i guadagni (pagano poco o nulla di tasse) e magari anche qualche indennità, ma condividono costi e rischi...
comp61 3 anni fa su tio
@SosPettOso infatti é proprio una scemata, come se i rischi li avessero solo loro......
negang 3 anni fa su tio
Fino a che non succede niente la centrale nucleare è uguale se non meglio di qualsiasi altra centrale. Se però capita qualcosa di grave, una anomalia del funzionamento che ne provoca la rottura allora son dolori. E le conseguenze non solo per gli abitanti del posto ma per aree geografiche che posso estendersi per tutta Europa saranno drammatiche. Quindi voto o non voto sono pericolose perché quando sfugge di mano i guai non sono molto prevedibili e lo si è visto con Chernobyl e Fukushima. Visto che la Svizzera è piccola potrebbe diventare tutta inabitabile, i ghiacciai restituirebbero isotopi radioattivi per migliaia di anni rendendo tutto il territorio inabitabile per lo stesso tempo. Io direi che le centrali nucleari sono il risultato della follia collettiva degli anni 60 in cui tutto veniva pensato in nucleare. Anche locomotori e navi ... Diciamo che fino a che non arriveremo a conquistare la fusione sarà meglio iniziare a dismettere le attuali centrali nucleari, specialmente queste vecchie ed obsolete anche se ancora funzionanti. Poi la cosa peggiore è che sono gestite da società private che non hanno alcun interesse a fermarle visto che dopo decenni forniscono energia quasi gratis. Infatti eventuali danni in caso di guasto li pagherebbero tutti e non solo gli attuali padroni.
SosPettOso 3 anni fa su tio
@negang Più che nell'ottica dell'incidente, bisogna pensarla in quella delle scorie e dei dissesti ambientali creati dall'estrazione. La possibilità di un incidente è assai remota. L'estrazione dell'uranio crea dei veri e propri dissesti ambientali perché vengono polverizzate intere montagne per estrarlo, ma da buoni Svizzeri, visto che non vien fatto da noi, ce ne freghiamo... I costi di stoccaggio e sorverglianza delle scorie invece sono certi anche se difficilmente calcolabili, ma sono interamente nostri! Dopo aver guadagnato per anni, al momento di assumersi questi costi Axpo farà fallire il "ramo nucleare" e resteranno sul groppone della confederella...
pontsort 3 anni fa su tio
@SosPettOso Sono d'accordo sulla gestione delle scorie. Ma per l'estrazione della materia prima, il nucleare non é meglio di diverse energie rinnovabili. Spesso si prende rinnovabile come sinonimo di ecologico, ma per l'estrazione delle terre rare (indispensabili per eolico, fotovoltaico, ma anche tutte quelle energie per il risparmio energetico) si causano danni all'ambiente paragonabili se non peggiori di quelli er l'estrazione dell'uranio. Ma come dici tu questi effetti si dimenticano in fretta perche non avvengono sul nostro territorio
SosPettOso 3 anni fa su tio
@pontsort Non direi proprio... Dove vi sono processi di raffinazione vi sono anche perdite, dispersione e "piccole concentrazioni" difficilmente recuperabili. Le "piccole concentrazioni" di uranio non sono inerti innoqui...
pontsort 3 anni fa su tio
@SosPettOso Anche dalle terre rare ci sono scarti radioattivi, perché in natura si trovano mescolati con elementi come il torio, ma anche uranio. Che non essendo presente in una concentrazione sufficiente per essere estratto viene semplicemente messo in discariche, o spesso in bacini di sedimentazione mescolato ad acidi da dove puo infiltrarsi nel terreno
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