SVIZZERA
22.06.15 - 09:340
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

La popolazione svizzera sarà sempre più vecchia

Nel 2045 gli abitanti potrebbero superare quota 10 milioni, boom degli ultra-65enni

NEUCHATEL – L'Ufficio federale di statistica (UST) ha calcolato una nuova serie di scenari sulla crescita e sull'invecchiamento della popolazione elvetica. Se tali ipotesi si realizzassero, nei prossimi 30 anni, secondo lo scenario di riferimento, la popolazione svizzera continuerà a crescere passando dagli 8,2 milioni di residenti permanenti registrati a fine 2014 a 10,2 milioni nel 2045. L'aumento sarà dovuto in gran parte alle migrazioni e in misura minore all'eccedente di nascite rispetto ai decessi. Nel contempo, l’invecchiamento demografico si accelererà e sarà considerevole nel corso

Crescita dovuta alle migrazioni - La popolazione potrebbe passare da 8,2 milioni di persone nel 2014 a 9,5 milioni nel 2030 e a 10,2 milioni nel 2045, con una crescita annua media dello 0,7%. Oltre l'80% della crescita sarà dovuta alle migrazioni, che avranno anche un effetto indiretto sulla crescita natuale, "nella misura in cui faranno crescere il numero di donne in età di avere figli aumentando perciò in modo non trascurabile il numero delle nascite".

Fino a 11 milioni - Lo scenario di riferimento suppone un lieve aumento della fecondità, un aumento della speranza di vita secondo le tendenze osservate negli ultimi anni e migrazioni vicine ai livelli medi osservati nel corso dell'ultimo decennio. Secondo lo scenario "alto", che presuppone un saldo migratorio più elevato, un forte aumento della fecondità ed una rapida progressione della speranza di vita, la crescita demografica sarà più pronunciata e la popolazione aumenterà fino a raggiungere gli 11 milioni di persone nel 2045. Lo scenario "basso”, con un saldo migratorio un po' più basso, una fecondità stabile ai livelli attuali e speranza di vita in aumento più lento, conduce ad una crescita meno marcata. Il numero di residenti permanenti salirà a 9,4 milioni nel 2045.

Boom degli ultra-65enni - L'invecchiamento della popolazione sarà marcato e rapido. A seconda dello scenario di riferimento, la popolazione da 0 a 19 anni e da 20 a 64 aumenterà di poco. La popolazione residente da 0 a 19 anni passerà tra il 2014 e il 2045 da 1,7 a 1,9 milioni (facendo registrare un incremento del 14%) e quella da 20 a 64 anni passerà da 5,1 a 5,6 milioni, pari ad una crescita del 9%. Per contro, l’incremento sarà molto forte (circa dell'84%) per la popolazione di 65 anni e più. "Tra il 2020 e il 2035, infatti, le generazioni più numerose del baby-boom raggiungeranno progressivamente la terza età", e la maggiore speranza di vita farà aumentare gli ultra-65enni in trent'anni di 1,2 milioni di unità.

Aumenta la popolazione attiva - Secondo lo scenario di riferimento la popolazione attiva aumenterà dell'11% entro il 2045, raggiungendo i 5,3 milioni di persone. L'incremento della popolazione attiva risulta maggiore se espresso in termini di equivalenti a tempo pieno (+13% a 4,6 milioni), "il che è parzialmente spiegabile con la presenza di gradi occupazionali più elevati tra le donne". Secondo lo scenario "alto", entro il 2045 ci si attende a un continuo aumento delle persone attive fino a 6 milioni (+24%); nel caso dello scenario "basso", il numero di persone attive crescerà dell'1% entro il 2020 per poi calare di nuovo lievemente fino al 2045 (4,7 milioni; -2% rispetto al 2014).

Sempre più diplomati - La percentuale di diplomati del grado terziario (scuole universitarie e formazione professionale superiore) sulla popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbe continuare ad aumentare nettamente e passare dal 40% del 2014 al 50% del 2027, per raggiungere il 56-57% verso il 2040. Secondo lo scenario "alto", il limite del 50% di diplomati del grado terziario nella popolazione sarà superato nel 2023, mentre secondo lo scenario "basso" la soglia del 50% sarà raggiunta verso il 2035.

Il numero di diplomati del grado terziario sulla popolazione compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbe progredire di 800'000 unità entro il 2030 e raggiungere in quella data i 2,6 milioni di diplomati. Si stima
che circa il 30% di tale aumento verrà dal saldo migratorio dei diplomati, ovvero dal "brain gain". La percentuale di persone senza formazione post-obbligatoria dovrebbe diminuire indipendentemente
dallo scenario, ma rimanere superiore al 10% fino approssimativamente al 2027 (12% nel 2014). Tra la popolazione di nazionalità straniera, questa proporzione dovrebbe scendere dal 25% del 2014 ad
un livello inferiore al 20% entro i prossimi 10 anni.

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