Svizzera
10.12.18 - 00:000

La classifica delle disavventure invernali

Dal più spettacolare al più strampalato: il maltempo gioca brutti scherzi agli automobilisti – presentiamo i migliori aneddoti raccontati dai lettori di 20 minuti e una temeraria vincitrice

Circa 100 automobilisti da ogni angolo del paese non hanno resistito alla tentazione di condividere i loro intoppi automobilistici e le loro esperienze sulle strade svizzere funestate dal maltempo. Ecco le quattro storie migliori.

Solo un trattore poteva farcela

Quel giorno la neve cadeva copiosa mentre Doris Wenger si dirigeva verso casa, nell’Oberland bernese, finché all’improvviso è rimasta intrappolata in un cumulo di neve soffiato dal vento. «Mentre al telefono chiedevo che mi mandassero un trattore, la mia auto non faceva che sprofondare sempre più nella neve». Insieme a un soccorritore è riuscita a liberare il veicolo e a parcheggiarla nelle vicinanze.

Solo un trattore poteva farsi largo nella profonda coltre di neve di Süderen. Il giorno dopo ha dovuto aspettare pazientemente che la neve venisse spalata prima di riuscire a disseppellire la sua auto.

La strada che non c’era

Anche Sandra Marinho di Losanna ha avuto scarsa fortuna con la neve. Lei stessa scrive di essere stata diverse volte vittima della fredda stagione. «Una volta sono finita improvvisamente fuori strada attorno alla mezzanotte», scrive. Non aveva sbandato, l’auto era semplicemente scivolata lungo un leggero dislivello. In retromarcia le ruote giravano a vuoto, era bloccata.

Marinho ha aspettato che arrivasse un’altra auto e ha chiesto aiuto. Sono scesi due uomini che, unendo le forze, hanno riportato il suo mezzo sulla strada. A quel punto ha potuto constatare chiaramente la causa del suo incidente: aveva letteralmente sbagliato direzione. La neve era caduta in modo così uniforme da rendere impossibile distinguere il prato dalla strada. La carreggiata era quasi invisibile e la signora Marinho aveva tirato dritto anziché imboccare la curva.   

Dalla padella alla brace

Samuele Pardo da Zurigo si è sempre dovuto ingegnare, come scrive lui stesso. Per una famiglia con figli gemelli una semplice gita può facilmente trasformarsi in una sorta di trasloco, se si considera tutto il materiale che ci si deve portare dietro. Per questo ha montato un baule portabagagli sul tetto della sua auto. Un giorno, sulla strada verso casa, è iniziato a piovere. Prontamente, sono intervenuti spostando tutto all’interno. «Appena in tempo», abbiamo pensato, scrive Pardo.

Il giorno dopo, una volta tornato il sereno, stava sorseggiando un caffè con sua moglie in balcone. Appena rivolto lo sguardo alla loro auto, non potevano credere ai loro occhi. Il baule era aperto e pieno d’acqua. Da allora, Samuel Pardo si accerta sempre due volte di avere chiuso tutto.

Salvataggio come nel deserto

Christine Bertholet da Villeneuve non si è fatta intimidire dalla neve. Un inverno è rimasta bloccata in una massa di neve tra le montagne, con un grosso problema: aveva lasciato a casa le catene da neve, e il veicolo non procedeva né avanti né indietro.

In quel momento le è venuto in mente un viaggio nel deserto, quando rimase intrappolata nella sabbia con le ruote che giravano a vuoto. Per fortuna nel suo fuoristrada c’erano dei pannelli per pavimenti che, una volta posizionati, hanno reso di nuovo il fondo percorribile. Ma nelle montagne innevate non aveva lastre con sé. Tuttavia, non ha perso tempo e ha collocato i tappetini sotto le ruote, riportando il veicolo in movimento.

Con questa storia, Christine Bertholet da Villeneuve ha vinto un corso di perfezionamento del TCS. 20 minuti si congratula vivamente con la vincitrice, ringrazia i partecipanti per le storie inviate e augura a tutti di attraversare un buon inverno in tutta sicurezza.

Questo contributo è realizzato da Tamedia Commercial Publishing in collaborazione con TCS.

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