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Svizzera
07.12.18 - 11:340

«Dopo 100 lettere siamo diventati inseparabili»

Ogni missiva ha una storia da raccontare e noi abbiamo raccolto gli scambi epistolari più belli e divertenti dei nostri lettori

Alcune persone hanno visto la propria vita cambiata, arricchita o persino rivoluzionata da un’amicizia nata dallo scambio di lettere appartenente a un altro mondo. Attraverso un concorso abbiamo chiesto ai nostri lettori di raccontarci le loro storie epistolari: parlano di infatuazioni estive, amicizie d’infanzia, relazioni amorose e messaggi in bottiglia. Sono storie con lettere reali, che parlano di sentimenti veri. Di seguito vi proponiamo i cinque casi più affascinanti.

Dalla piratessa al pirata

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Da bambina volevo fare la piratessa. Prima ballerina, astronauta e poliziotto lo erano già i miei fratelli e sorelle. Ma siccome Berna non è sul mare e non potevo procurarmi né una barca né un equipaggio, ho iniziato a gettare nell’Aar messaggi in bottiglia scritti a mano. I recipienti vuoti li ho trovati in cantina, dove papà raccoglieva il vetro da riciclare. 

Dopo quello che doveva essere il centoventiduesimo messaggio ho davvero ricevuto per posta una lettera di un certo Marco di Wangen an der Aare, anche lui pirata. Era qualcosa di più di una mera coincidenza. Nonostante una distanza sovrumana e incolmabile, siamo diventati i migliori amici di penna di tutti i tempi, scrivendoci per anni e anni. Marco mi ha fornito un sostegno nel periodo difficile della mia adolescenza e spesso ha rappresentato la mia consolazione maggiore. Ancora oggi conservo ogni singolo dettaglio delle sue parole.  È stato qualcosa di più di un amico di penna, direi il mio amore epistolare, perché ai tempi ci siamo un po’ innamorati l’uno dell’altra: quanto meno così era scritto, nero su bianco... 

Al solo pensarci ho di nuovo voglia di affidare alle acque dell’Aar un messaggio in bottiglia. (Carla H., 38 anni*)

L’amicizia epistolare non ha età

Ho conosciuto Albert ad Oxford, in occasione di una tradizionale Notte dei falò , poco prima del mio rientro definitivo in Svizzera. Albert ha 90 anni, è vedovo e vive in una casa di riposo. A parte il fatto che ci separano 64 anni e che una volta all’anno va in vacanza a Las Vegas, è un tipico gentleman inglese. Quando ci salutammo ad Oxford non sapevo che un mese dopo avrei trovato nella cassetta delle lettere la sua prima cartolina. Dalla scritta tremolante e dalle poche righe sul nostro incontro ho pensato subito che si trattasse di lui. Aveva messo così tanto amore e impegno in un pezzo di carta. Mi fu subito chiaro che sarebbe stato l’inizio di un’amicizia epistolare incredibilmente intensa. Dopo tre anni, una visita in Svizzera e circa 100 lettere e cartoline, siamo diventati inseparabili e ottimi amici. Scrivere a mano ci rende felici e ci mantiene in salute. (Nicole L., 26 anni*)

A mezzanotte in viaggio per Roma

Il mio primo grande amore si chiamava Anna, che, nel 1963 mi ha cambiato completamente la vita. Dopo un anno vissuto felicemente insieme, ha dovuto trasferirsi a Roma per lavoro. Non ci è restato altro da fare che scriverci: i cellulari, gli SMS, Internet e tutte le altre stregonerie ce le potevamo solo sognare e le telefonate tra l’Italia e la Svizzera erano fuori dalla portata delle nostre tasche. A quei tempi una lettera impiegava circa una settimana da Zurigo a Roma, per cui ci scrivevamo con quella frequenza. Ogni mercoledì a mezzogiorno correvo a casa per aprire la cassetta delle lettere e leggere l’ultima missiva di Anna. Nello stesso giorno, poco prima di mezzanotte, mi recavo alla Sihlpost per imbucare la mia risposta. Infatti sapevo che le lettere impostate nella Sihlpost prima delle ore 24 sarebbero partite la notte stessa, mentre quelle infilate in tutte le altre cassette avrebbero dovuto attendere il giorno successivo.

Come capita nella vita, questo primo grande amore che nutrivo nei confronti di Anna non è durato per l’eternità, ma è rimasto ugualmente indimenticabile, come le mie corse notturne per raggiungere la cassetta delle lettere della Sihlpost. Anna continua a vivere a Roma. Oggi siamo entrambi ultraottantenni, abbiamo e-mail, Whatsapp e Skype, ma di tanto in tanto ci scriviamo una lettera: evidentemente gli amori e le amicizie epistolari durano tutta una vita! (J. F., ultraottantenne*)

L’amica di penna diventata vicina

Un’amicizia epistolare può stravolgerti la vita! Quando avevo 12 anni ebbi la possibilità di cercarmi un’amica di penna nell’ambito di un progetto scolastico. La scelta ricadde su Cassie, che viveva nel sud dell’Inghilterra ed era mia coetanea. Andavamo d’amore e d’accordo e ci scrivevamo sempre lettere molto lunghe. A 17 anni Cassie venne a trovarmi in Svizzera. Fino ad allora la nostra conoscenza era solo per corrispondenza e io ero molto agitata perché avrei finalmente conosciuto la vera Cassie. Dopo nemmeno cinque minuti avevamo già rotto il ghiaccio e insieme abbiamo trascorso una settimana intensa. Una volta rientrata, abbiamo continuato a scriverci e sei anni dopo sono andata a trovarla in Inghilterra. Prima di rivederla in Svizzera ho dovuto aspettare altri sei anni.

Nel frattempo eravamo diventate trentenni e ci eravamo raccontate gli sviluppi reciproci per corrispondenza. Nella sua ultima visita in Svizzera si innamorò di un amico del mio ragazzo e poco dopo si avverò il mio desiderio più grande: vederla vivere qui a Winterthur! Oggi non ci scriviamo perché ci vediamo ogni giorno, abitando quasi porta a porta. Sono straordinariamente orgogliosa della nostra precedente amicizia di penna e di quella attuale in carne e ossa. (Michaela W., 30 anni*)

Il grande incontro

Siamo nel 1963, ho 17 anni e trascorro le vacanze con i miei genitori in un campeggio di Blanes sulla Costa Brava, dove conosco uno studente di Berna che io, da brava amburghese, trovo piuttosto stupido e noioso. Quando mi chiede l’indirizzo glielo do con grande compassione. Dopo le vacanze ricevo ogni mese una lettera di quattro pagine, né una di più, né una di meno. Gli rispondo, parlando però di banalità quotidiane. Il rapporto si interrompe solo con il mio matrimonio. Alcuni anni dopo mio marito muore, lasciando una giovane vedova con un figlio. Un giorno rovisto tra vecchi numeri di telefono e indirizzi per vedere come se la cavano i miei conoscenti e trovo di nuovo i dati del mio contatto estivo. A 15 anni di distanza dalle vacanze sulla Costa Brava incontro di nuovo il tipo di Berna. Quel giovane dall’aspetto un tempo non ammaliante si è trasformato in un cigno: un chimico intelligente e bellissimo, impegnato nella ricerca. Un anno dopo, il 17 agosto 1979, ci sposiamo. Finora abbiamo festeggiato 38 anniversari di matrimonio.

Se penso a quanto sono felice con lui, è davvero valsa la pena rispondere a ogni sua lettera. (Marieluise R., ultrasettantenne*)

 

Le lettere continuano ad avere un significato particolare anche ai tempi di internet. Ogni missiva scritta a mano è un «pezzo unico», esclusivamente riservato al destinatario. La carta, su cui trovano spazio parole e immagini, è persino in grado di emanare dei profumi e non può essere riprodotta. Pertanto, una lettera è molto di più di un messaggio: è un regalo, che si può conservare e leggere ogni volta che si desideri rivivere quella storia.

Anche tu hai vissuto una relazione epistolare particolare per non dire singolare? Aspettiamo i tuoi commenti sulla nostra pagina Facebook :)

*nome noto alla redazione

 

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Questo contributo è stato realizzato dal Commercial Publishing Tamedia e La Posta.

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I veri sentimenti si comunicano meglio con la posta vera. Una lettera o una cartolina trasmettono vicinanza e risvegliano emozioni. Che si tratti di auguri di buon compleanno o di saluti dalle vacanze non importa: le emozioni che solo la vera posta trasmette sono impagabili.

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