Fotovoltaico: gli esteti sollevano numerose obiezioni contro gli impianti fotovoltaici poiché, a loro avviso, i moduli installati sulle facciate delle case sarebbero un pugno nell’occhio. La tecnologia attualmente più diffusa è costituita dai moduli cristallini, che vengono prodotti in dimensioni standard e hanno una colorazione che va dal blu al nero. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nel settore e la gamma dei moduli a disposizione è oggi vastissima.
ENERGY CHALLENGE
14.08.18 - 23:160
Aggiornamento 20.08.18 - 15:32

«Nessuno deve sapere che si tratta di una casa solare»

Un condominio di vetro con un «vitino di vespa» a Zurigo-Wollishofen dimostra che la tecnologia fotovoltaica non è incompatibile con il design.

 

Il sole è una fonte inesauribile d’energia: sfruttarne la potenza mediante pannelli e collettori solari consente di rendersi indipendenti dai fornitori terzi di elettricità. Come sorgente rinnovabile, l’energia solare è chiaramente più rispettosa dell’ambiente e del clima rispetto ai combustibili fossili e, oggi, produrre energia solare è più conveniente che assorbire la corrente dalla rete tradizionale.

Gli esteti hanno tuttavia sollevato numerose obiezioni contro gli impianti fotovoltaici poiché, a loro avviso, i moduli installati sulle facciate delle case sarebbero un pugno nell’occhio. La tecnologia attualmente più diffusa è costituita dai moduli cristallini, che vengono prodotti in dimensioni standard e hanno una colorazione che va dal blu al nero. Tuttavia, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nel settore e la gamma dei moduli a disposizione è oggi vastissima. Per esempio, nel caso dei moduli al silicio cristallino, le singole celle possono essere posizionate in diversi modi, permettendo di ottenere molte più forme rispetto al classico impianto rettangolare. I moduli a pellicola sottile consentono di creare forme ancora più flessibili e si adattano persino alle superfici curve degli edifici. Inoltre, grazie alle nuove tecnologie sono aumentati anche i colori dei moduli, che ormai spaziano dal verde al bianco, passando per il rosso.

La tecnologia fotovoltaica è diventata più discreta ed efficiente

«L’architettura solare dipende fortemente dalla tecnologia e proprio gli architetti svizzeri riscontrano spesso delle difficoltà a modellare i loro edifici con un aspetto tecnologico. Nel frattempo, vengono proposte soluzioni per migliorare l’estetica degli impianti fotovoltaici che, grazie all’accresciuto livello di efficienza e convenienza della tecnologia, possono essere usati a tappeto su facciate intere», come sostiene Axel Simon, architetto redattore di «Solaris», la serie di quaderni dedicata all’architettura solare.

Secondo Lukas Huggenberger dello studio di architettura zurighese Huggenbergerfries, che si presenta come committente del nuovo edificio sostitutivo condominiale a Zurigo-Wollishofen: «ogni giorno, come architetto, devo trovare soluzioni che rispettino le direttive di Minergie, ma non è necessario che un immobile si limiti a coibentare e ad aerare: la generazione di energia può avere anche un lato artistico».

La potenza del sole dovrebbe essere sfruttata ogniqualvolta possibile

La posizione attrattiva dell’immobile sul lago di Zurigo e la vicinanza ai trasporti pubblici si sono tradotte in una pianificazione molto complessa: consentire la vista al lago al maggior numero possibile di appartamenti e contemporaneamente rispettare l’ordinanza sul rumore oltre a realizzare la migliore insolazione possibile. La soluzione è rappresentata da una costruzione dalla forma a prima vista bizzarra e con il tetto inclinato, più stretta sul lato anteriore, fronte strada, rispetto al retro, che dà sui binari, e un restringimento al centro. Il corpo è caratterizzato da ampie e luccicanti vetrate su tutti i livelli. Il restringimento nel centro – gli architetti parlano di un «vitino di vespa» – permette agli appartamenti posteriori di godere di una favolosa vista sul lago, consente l’aerazione allontanando le superfici delle facciate dal rumore, nonché l’insolazione da più direzioni. Di fatto la potenza del sole deve essere sfruttata il più possibile. «Gli architetti hanno risolto le difficoltà, rappresentate da un lato dominato dal sole e dal rumore e dall’altro dominato dalla vista lago e anch’esso dal rumore, con una pianta straordinaria», secondo il giudizio del redattore di architettura Axel Simon.

L’effettiva centrale elettrica è integrata nella facciata del condominio, con 1300 pannelli fotovoltaici nascosti dietro un rivestimento di vetro grezzo profilato. Gli elementi fotovoltaici quadrangolari collocati dietro il vetro grezzo si riconoscono solo in modo indistinto, ma traspaiono in modo più nitido a seconda dell’incidenza della luce. «Un architetto non si trova a suo agio con la tecnologia fotovoltaica, per questo trovo che la nostra idea sia molto valida: di fatto abbiamo realizzato una casa di vetro, non una casa solare, e questo approccio è risultato risolutore», come ha commentato Lukas Huggenberger. «Nessuno deve sapere che si tratta di una casa solare: è semplicemente un’ottima casa in città», come afferma anche Erika Fries dello studio di architettura Huggenbergerfries. «Se si osserva bene, si è in grado di riconoscere l’impianto fotovoltaico, ma non è una costruzione per fare pubblicità all’architettura solare», sottolinea l’architetto.

Grazie all’ottimizzazione delle prestazioni si evitano fasci di cavi voluminosi

350 ottimizzatori di prestazioni dietro i moduli fotovoltaici raggruppano le celle in unità composte al massimo da 80 pezzi. Le unità più piccole possono essere regolate in modo indipendente tra loro in caso di diversa irradiazione solare o di ombra, impedendo così di indebolire il sistema complessivo. Poiché gli ottimizzatori delle prestazioni possono essere attivati uno dietro l’altro, è sufficiente un circuito elettrico per facciata per evitare fasci di cavi voluminosi: un vantaggio non trascurabile, in particolare per la parte sciancrata del condominio di Zurigo-Wollishofen. Potendo documentare il rendimento per ogni singola unità, è possibile procedere a confronti e localizzare eventuali anomalie con la massima rapidità. Questa tecnologia relativamente nuova offre margini di libertà maggiori nel processo di pianificazione. Una pianificazione priva di ottimizzatori delle prestazioni non consentirebbe di modificare i formati dei moduli né il numero delle celle in un secondo momento.

Il condominio è strutturato per garantire il consumo proprio, che avviene contemporaneamente. Grazie alla sua ecletticità, l’impianto fotovoltaico ha prestazioni relativamente costanti nel corso del giorno e pochi picchi di corrente. In un anno l’impianto genera ben 40 000 chilowattora di corrente, che nel bilancio annuo corrisponde al 100% del fabbisogno proprio. La quota di autoconsumo si attesta a circa il 40%. Ogni invertitore per lato dell’immobile converte in cantina la corrente continua in alternata.

Solo chi non dispone di auto propria ha diritto di vivere qui

Una piccola batteria accumula dieci chilowattora, il resto viene immesso in rete e retribuito dal fornitore di elettricità alla cosiddetta «tariffa di alimentazione». Con l’elettricità solare accumulata viene caricata un’auto elettrica che può essere usata da tutti i condomini di questo edificio a Wollishofer. Il veicolo elettrico si trova da solo nel parcheggio poiché la committenza della costruzione seleziona solo locatari sprovvisti di auto propria.

La serie di quaderni Solaris è stata creata in collaborazione con SvizzeraEnergia e Hochparterre, la casa editrice specializzata in architettura, pianificazione e design.

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