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FORMULA 1
26.11.20 - 08:000
Aggiornamento : 21:24

Hamilton-Schumi, Re e leggende: «Campioni con macchine imbattibili»

Dal dominio di Lewis alla crisi Ferrari: il Mondiale sotto la lente di Jarno Trulli: «Vettel? Un conto alla rovescia».

Per il britannico è stato l’anno del sorpasso a Schumacher come numero di vittorie e dell’aggancio nei titoli Mondiali (7). «2021? Credo che la storia sia già scritta. Ferrari? Si potrà cambiare poco. I giochi in gran parte sono già fatti».

LUGANO - «Ragazzi è incredibile, ho raggiunto qualcosa che va oltre i miei sogni, grazie a tutti. Spero che i bambini, vedendo quello che ho fatto, possano prendere esempio». Sono passati una decina di giorni dal trionfo iridato di Istanbul, ma le parole di Lewis Hamilton - orgoglioso e commosso al traguardo - restano ancora ben impresse nella memoria degli appassionati. Se queste sono destinate a “sparire” col tempo, rimarranno scolpiti nella roccia i numeri e i record che il britannico sta via via stracciando. Il Mondiale 2020, quello dell’emergenza Covid e dell’affanno del Cavallino, è stato segnato dall’aggancio al fenomenale Michael Schumacher, raggiunto a quota 7 titoli Mondiali. Il cannibale della Mercedes - confermatosi Re iridato - ha addirittura superato Schumi per numero di GP vinti, diventando il primatista assoluto (94 a 91).

«Non è facile trovare altri aggettivi per descrivere Lewis Hamilton: i numeri e i fatti parlano da soli...», interviene ai nostri microfoni Jarno Trulli, ex pilota di Formula 1 con alle spalle 256 Gran Premi. «Quando mi chiedono cosa accomuni Hamilton e Schumacher la mia risposta è semplice. Sono due grandi campioni, due fuoriclasse che hanno guidato macchine imbattibili. Poi, con le loro qualità, hanno fatto la storia dell’automobilismo alzando sempre l’asticella».

Anche quest’anno la Mercedes è stata dominante. L'inglese però ha letteralmente spazzato via pure il compagno di scuderia Valtteri Bottas (già staccato di oltre 100 punti a tre gare dal termine). 
«Bottas si conferma per quello che è: un buon secondo in Mercedes - aggiunge Trulli - Non entro in merito agli equilibri del team, ma penso che vada bene così».

Sette titoli in bacheca, con l’ottavo già nel mirino guardando al 2021. Lewis staccherà verosimilmente anche Schumi. Prima però c’è un contratto da rinnovare… 
«Credo che la storia sia già scritta. La superiorità è evidente. Sul contratto però non so che dire... Il mondo ci sorprende sempre. Aspetto notizie ufficiali».

Se le Frecce d’Argento - quest'anno total black - hanno brillato in abbondanza, in casa Ferrari è stato profondo rosso. La stagione, per lunghi tratti, è stata disastrosa: in più di un’occasione ci sono state qualifiche (e gare) da incubo.
«Da tanto non si vedeva una Ferrari di questo genere. Hanno avuto un anno complicato, ma ne erano consapevoli. Guardando avanti ci si aspetta un altro campionato molto difficile. Nel 2021 si potrà cambiare poco. I giochi sono già in gran parte fatti. Vedremo più o meno le stesse cose. Forse la Ferrari potrà recuperare un po’... ma battere la Mercedes è un’altra cosa».

Si potevano prevedere delle difficoltà, ma l’attuale sesto posto nella classifica costruttori la dice lunga sul rendimento della scuderia di Maranello.
«Mi è difficile dare giudizi. Anche la situazione Covid ha in parte scombinato i piani: si è navigato a vista. Sul piatto vanno messi sempre molti fattori per fare delle valutazioni». 

Anche la gestione di Vettel, separato in casa, non ha aiutato. In molti hanno detto che si sono sopportati (pure a fatica) più che supportati. 
«Non sono all’interno del team e preferisco non giudicare. È difficile dire cosa sia mancato. Certo la Ferrari - per il proprio futuro - ha preso una strada che non includeva più Vettel. Per lui e stato un po’ un conto alla rovescia per portare a termine la stagione e soffrire il meno possibile».

Il virus ha stravolto il calendario, ma non tutto è da buttare. C’è stato un aspetto positivo?
«Mi è piaciuto che abbiamo visto delle belle gare su circuiti anche italiani che non ospitavano da tempo la F1. Pure ottimi debutti assoluti come il Mugello. Forse sono state apprezzate più dagli spettatori che dai piloti. Tra le incertezze dell’emergenza si è comunque proposto un bel spettacolo e non era evidente».

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Roberto Oliboni 2 mesi fa su fb
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