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PRIMA LEGA
05.04.22 - 08:000
Aggiornamento : 21:14

Vitali Lakhmatov: fra hockey, Ticino e... guerra nella "sua" Kiev

Il 40enne dei GDT: «Non so se continuerò a giocare. Ucraina? Mio padre e i miei amici sono rimasti lì, difendono il territorio».

L'ex attaccante dell'Ambrì: «La preoccupazione è sempre molto grande. Sono felice che la popolazione ticinese si sia impegnata tanto per aiutare le persone in difficoltà».

BELLINZONA - L'avventura dei GDT Bellinzona nel campionato di Prima Lega è terminata qualche settimana fa. La truppa di Nicola Pini – ottava dopo la regular season – ha avuto il merito di estromettere il Pikes Oberthurgau nei quarti di finale (3-0 nella serie), ma è poi caduta sul più bello al penultimo atto, perdendo 3-2 contro il Wetzikon.

Fra i protagonisti di questa cavalcata c'era anche Vitali Lakhmatov, capace di totalizzare complessivamente 20 punti in altrettante partite disputate. «Il nostro obiettivo iniziale era quello di piazzarci nelle prime quattro posizioni in regular season, in modo da avere un vantaggio nei playoff ed essere più tranquilli, ma alla fine così non è stato», sono state le parole del 40enne. «Abbiamo comunque dimostrato di avere carattere, poiché siamo stati in grado di prevalere contro i primi della classe, creando subito una piccola sorpresa. Guardando però il valore della nostra rosa la classifica è stata bugiarda. Non eravamo infatti inferiori a nessuno, ma abbiamo forse preso un po' sotto gamba la stagione regolare e alcune partite non sono andate come volevamo. Conoscevamo molto bene il Pikes e a conti fatti abbiamo pescato gli avversari migliori per il nostro modo di giocare».

...E anche contro il Wetzikon in semifinale siete partiti molto bene, vincendo subito gara-1 (3-2 all'overtime)... «Purtroppo abbiamo in seguito perso due match e in gara-5, quella decisiva, eravamo passati in vantaggio 2-0 per poi naufragare 2-6. È stato un peccato, perché eravamo davvero vicini all'ultimo atto e per come si erano messe le cose avremmo anche potuto vincere il campionato. Devo dire che mi sono divertito molto, la squadra è competitiva da diversi anni ed è un piacere giocarci. L'ambiente ha voglia di vincere e di raggiungere la MySportsLeague, categoria che reputo fondamentale per i giovani ticinesi che escono dagli Juniori per farsi le ossa».

La carriera di Lakhmatov fra i grandi sta durando da ben 25 stagioni. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell'Ambrì, l'attaccante ha esordito con i biancoblù nel 1999, dopodiché ha militato in massima serie anche nel Langnau, Zurigo (dove ha vinto un titolo) e Friborgo, per un totale di 225 punti in 633 partite disputate. Fra i cadetti ha invece difeso i colori di La Chaux-de-Fonds e Martigny Red Ice (145 punti in 258 incontri). «Sono veramente soddisfatto della mia carriera, ma non so se continuerò a giocare anche l'anno prossimo, dato che a 40 anni devo valutare ogni aspetto. Non è una questione di fisico perché potrei scendere ancora sul ghiaccio, ma di motivazioni necessarie per riuscire ad aiutare la squadra al 100%. Il livello del campionato è molto alto, si tratta indubbiamente di un grande impegno».

Come vedi la National League? «Lo Zugo è chiaramente la squadra da battere: sta dominando e ha battuto 4-0 il Lugano nella serie nonostante i bianconeri abbiano disputato dei buoni playoff. I Tori sono davvero completi in tutti i reparti, hanno quattro linee di alto livello e con l'innesto di Hofmann sono diventati ancora più temibili. Oltre a questo Genoni, che è il portiere più forte della Lega, non ha bisogno di presentazioni. Per questo motivo sono dell'idea che sarà veramente difficile prevalere contro gli svizzero centrali, anche se nella storia il nostro campionato ha spesso regalato delle sorprese».

L'ex biancoblù – con passaporto elvetico, ma nativo di Kiev – è ovviamente toccato personalmente dalla situazione che sta attualmente vivendo l'Ucraina. «Sono molto preoccupato ed è triste che i nostri fratelli abbiano deciso di attaccarci. Mio padre ha voluto difendere il territorio, per cui i miei genitori sono in Ucraina. È una situazione difficile e assurda, sembra di essere tornati nel medioevo. Non sono stati in grado di risolvere il conflitto con la diplomazia e mi chiedo come si sia arrivati a questo punto. Sono costantemente al telefono con amici e famigliari per sapere le loro condizioni di salute. In Ticino sono arrivati tanti ucraini e sono felice che il popolo della regione si sia impegnato tanto per aiutare le persone in difficoltà. Anche io cerco di rendermi utile più che posso, ospitando a casa mia una donna con un bambino, così come recandomi nei centri di accoglienza per dare una mano e per capire come muovermi. Le persone si sono spostate con pochissimi bagagli e hanno lasciato praticamente tutto nella propria terra, è una situazione terribile. Ho anche offerto l'alloggio a tutti i miei conoscenti, ma nessuno di loro ha voluto lasciare l'Ucraina. Si sono spostati al confine con la Polonia, dove i problemi sono minori, ma la preoccupazione è sempre molto grande. Speriamo che si risolva tutto al più presto». 

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Commenti
 
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DonPedro 2 mesi fa su tio
mai fare di ogni erba un fascio....
Yoebar 2 mesi fa su tio
Una grande persona, un gran sportivo, è cresciuto con la nostra mentalità di vita, dovrebbe dare ora l’esempio ai suoi concittadini che stiamo ospitando che purtroppo tanti di loro pensano di essere qui in vacanza e con una prepotenza immane, e il nostro governo da loro la possibilità di questi comportamenti perché chiudono gli occhi e non dicono nulla.
ISO 37001 2 mesi fa su tio
@Yoebar "Una grande persona, un gran sportivo, è cresciuto con la nostra mentalità di vita" Nostra? E quale sarebbe? Perché la tua non ha certamente niente in comune con la mia...
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